Lecco: ad aprile riapre Villa Manzoni, nel 2027 il nuovo Museo. Le 'fasi' di Lu.C.I.A.

Sta per partire il progetto Lu.C.I.A. - acronimo di Luoghi Cultura Innovazione Apprendimento - che servirà a rilanciare, una volta terminati i lavori di riqualificazione, il museo di Villa Manzoni. Il progetto è stato finanziato dal bando Emblematico maggiore di Fondazione Cariplo del 2025, con un co-finanziamento anche di Regione Lombardia, e coinvolge cinquanta soggetti del territorio tra enti pubblici, professionisti dell'arte e della cultura, realtà del terzo settore, associazioni culturali e istituzioni scolastiche. 
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Per questa sua complessità, l’iniziativa è stata guidata dal sindaco Gattinoni e dai suoi uffici ma, martedì sera, è stata l’assessore Simona Piazza a presentarlo alla commissione quarta: “Gli obiettivi che ci siamo dati sono quelli di rilanciare ‘I promessi sposi’ e l'eredità culturale di Alessandro Manzoni, aumentare l'offerta culturale ed espositiva del Museo manzoniano di Lecco, valorizzare il patrimonio culturale manzoniano dei musei e del territorio come risorsa per la crescita culturale della cittadinanza e la formazione dei giovani, sviluppare un turismo culturale di qualità”.
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Le attività che permetterà di svolgere Lu.C.I.A. sono la progettazione e la realizzazione del nuovo percorso espositivo del Museo manzoniano al secondo piano della Villa al Caleotto, il miglioramento strutturale dei luoghi manzoniani e la rivisitazione degli itinerari turistici, il potenziamento del festival “Lecco città dei promessi sposi” attraverso maggiore supporto alle arti dal vivo e la promozione del protagonismo giovanile con l'attuazione di azioni trasversali di sistema anche in collaborazione con gli istituti scolastici del territorio.
Tutto questo per un valore di 3.045.000 euro di cui 1.200.000 messi da Fondazione Cariplo e 600mila da Regione Lombardia, la restante cifra sarà sostenuta dal Comune di Lecco e dai partner.
Di questi soldi 900mila euro (di cui 300mila in carico a Palazzo Bovara) saranno desinati al riallestimento di Villa Manzoni.
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Tutte le attività dovranno svolgersi in un paio di anni secondo due fasi: una prima in cui ci si aspetta la riapertura del polo museale di Villa Manzoni accompagnata da attività di promozione culturale e la seconda dedicata alla progettazione e realizzazione del nuovo sviluppo del percorso espositivo del museo.
Per quanto riguarda la fase A gli step sono molto serrati: entro il 31 marzo dovranno essere espletate le procedure per l’appalto dei servizi di biglietteria e sorveglianza del polo museale e per l’attivazione del nuovo servizio di prenotazioni per gruppi e singoli e dovranno essere programmate le attività che caratterizzeranno il mese della riapertura. Per il 28 febbraio è previsto il termine dei lavori e la riconsegna Villa, il 19 marzo è in calendario la conferenza stampa dedicata all’inaugurazione e alla riapertura del piano terra prevista all’inizio di aprile.
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La fase B si svilupperà a partire da aprile e riguarderà la progettazione preliminare e definitiva, seguita da quella esecutiva, del nuovo sviluppo del percorso espositivo del Museo manzoniano che dovrà terminare entro dicembre. Nel mentre dovrà prendere corpo anche la produzione di contenuti scientifici, la progettazione di apparati didattici e l’elaborazione del progetto grafico e multimediale che dovranno essere pronti per l’ottobre 2026. Entro gennaio 2027 dovrà essere completata la procedura di gara e dovranno essere affidati i lavori che prevederanno la realizzazione delle opere architettoniche e impiantistiche entro il successivo mese di maggio, la produzione e l’installazione di apparati museografici, arredi e multimedia entro luglio, per poi concludere entro ottobre con la revisione linguistica dei testi, i test di funzionamento e il collaudo tecnico.
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Per supportare questo lavoro sono state redatte delle Linee guida per il nuovo allestimento del Museo manzoniano a cura di un comitato scientifico composto da Carlo Ossola, presidente dell’Istituto enciclopedia italiana Treccani, Massimo Osanna, direttore generale Musei del ministero della Cultura, Massimo Bray, direttore dell’Istituto enciclopedia italiana Treccani, Giulio Desiderio, direttore di Mario Cucinella Architects, Gian Luigi Daccò, museologo e storico, già Direttore del Si.M.U.L., Mauro Rossetto, direttore scientifico del Museo manzoniano di Lecco. Il Comitato è stato coordinato da Giuseppina Di Gangi, dirigente dell’area Cultura e Turismo del Comune di Lecco, e ha lavorato dal primo aprile alla fine di agosto con l’obiettivo di assicurare un elevato livello culturale del progetto museologico e museografico, definire i temi da trattare nelle singole sale del piano espositivo, proporre modalità espositive innovative e l'uso di tecnologie multimediali avanzate, suggerire eventuali nuove acquisizioni di materiali, offrire indicazioni per migliorare l'accoglienza e la gestione dei flussi. Ne sono emerse delle indicazioni fondamentali per chi dovrà definire nel dettaglio il progetto: il percorso espositivo al piano superiore dovrà proseguire quello del piano terreno in modo armonico e integrato e dovrà essere arricchito con nuove soluzioni ostensive (ad esempio, maggiore utilizzo delle tecnologie digitali di alta qualità per evitare l'effetto “luna park”). I nuovi contenuti dovranno tenere conto della mission del polo museale, della sua storia, dei legami con il territorio e del posizionamento all'interno dell'offerta dei musei letterari italiani. Bisognerà ampliare l'accessibilità e la capacità inclusiva, trovare migliori soluzioni per la gestione dell'accoglienza del pubblico e dei flussi di visitatori, salvaguardare spazi per servizi fondamentali che non è stato possibile ricavare nel 2019 (miglior guardaroba, book shop, caffetteria, ricavare ambienti per laboratori didattici, seminari, esperienze formative e divulgative diverse, attivare nuovi servizi).
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“Il comitato ha avuto come mandato quello di elaborare delle linee che fossero la giusta via da percorrere per un’elaborazione puntuale del progetto - ha precisato Mauro Rossetto - Rispetto alla parte museologica abbiamo voluto sottolineare che Villa Manzoni è un luogo unico e iconico perché inscindibilmente legato a quella che era l’identità sociale della famiglia Manzoni che qui si sviluppa dal ‘500 e al territorio circostante. Quindi il percorso deve rispecchiare lo sviluppo armonico tra contesto e contenuti trattati. Abbiamo anche insistito sulla valorizzazione e l’attualità del pensiero di Manzoni e del suo ruolo nella costruzione di un nuovo sistema linguistico e dello sviluppo della lingua nazionale scritta e parlata. Questo dovrà essere un punto centrale nel museo che  sarà innovativo nelle forme e nelle disposizioni, tenendo presente che si tratta di un museo letterario e non artistico”.
Anche Carlo Ossola si è detto molto “compiaciuto per questa impresa”, che porterà “nuove risorse, nuova vita e nuova spazi entro il 2027, una ricorrenza importante perché cadranno i 200 anni dalla pubblicazione de I promessi sposi e bisognerà arrivare preparati a questo momento anche perché l’opera è sempre più attuale”.

M.V.
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