Provincia: prima assise del mandato Hofmann-bis. Il giuramento della presidente
È iniziato con un pensiero a chi non c’è più e con il segno della continuità istituzionale il primo consiglio provinciale del 2026. Un’assise, quella di lunedì 11 febbraio, dal valore simbolico: la prima dell’anno e soprattutto la prima dopo la riconferma alla guida di Villa Locatelli della presidente Alessandra Hofmann, sostenuta dal gruppo “Casa dei Comuni”, già eletta nel 2021 e nuovamente vincitrice lo scorso 24 gennaio contro Fabio Vergani, candidato dei Civici supportato dagli amministratori del centrosinistra.

Prima di entrare nei punti all’ordine del giorno, la presidente ha voluto ricordare la figura di Luciano Mottadelli, ex sindaco di Missaglia tra il 1994 e il 1998, consigliere provinciale e protagonista della vita pubblica lecchese, recentemente scomparso all’età di 83 anni.

Hofmann ha richiamato il suo impegno istituzionale e umano, soffermandosi su un episodio che molti ancora ricordano: nel 1997 conferì la cittadinanza onoraria a Rita Levi-Montalcini in occasione della visita a Missaglia per la presentazione di un suo libro dedicato a Ernesto Teodoro Moneta, unico Nobel per la Pace italiano, che visse proprio nel paese del Casatese. “Abbiamo inviato un telegramma alla sua famiglia”, ha fatto sapere la presidente.

Il Consiglio ha quindi proceduto alla convalida del presidente eletto – passata all’unanimità – punto che ha preceduto il giuramento sulla Costituzione da parte di Hofmann. La presidente ha quindi letto il proprio discorso di insediamento, segnato da toni personali e da una riflessione sul percorso compiuto.
“Di solito sono bella tenace e determinata nella voce, questa volta sono molto emozionata e sento una grande responsabilità nell’indossare nuovamente questa fascia”, ha esordito. “Se allora (nel 2021 ndr) prevaleva il senso dell’inizio di un nuovo percorso, forse anche un po’ incosciente, oggi si unisce una consapevolezza più profonda del ruolo che sono chiamata a ricoprire”.
Hofmann ha voluto interpretare il risultato elettorale non come un fatto personale, ma come “il riconoscimento del lavoro svolto in questi quattro anni e delle risposte che sono state date ai Comuni e al territorio”. Un segnale che, a suo dire, certifica come “la Provincia sia tornata a essere percepita come un ente credibile, presente e utile”. Rievocando il discorso del gennaio 2021, la presidente ha ribadito l’obiettivo di “ridare slancio alla Provincia, come credibile cabina di regia istituzionale e casa di tutti i Comuni, senza distinzioni”. Oggi, ha affermato, “per larga parte quel percorso è stato compiuto: la Provincia è tornata protagonista, ha recuperato rispetto istituzionale, ha rafforzato la propria capacità di progettare in modo strategico, intercettare risorse, attrarre finanziamenti e costruire relazioni solide”. Il nuovo mandato nasce quindi “all’insegna della consapevolezza e della responsabilità”: consapevolezza delle sfide ancora aperte, dei dossier irrisolti e della conoscenza diretta maturata in questi anni “dalla Valsassina alla Brianza”.

Ampio spazio ai ringraziamenti ai consiglieri delegati e alla struttura amministrativa: “Non è un passaggio formale. Il personale della Provincia è il vero motore dell’ente”. E ancora: “Squadra politica e squadra amministrativa hanno ruoli diversi, ma lavorano insieme per un unico scopo: esserci, decidere, assumersi responsabilità condivise e dare risposte”.

Non è mancato un riferimento alla campagna elettorale: “È legittimo che ci sia confronto, anche acceso. Tuttavia alcune critiche hanno assunto talvolta un carattere personale, sproporzionato rispetto ai fatti”. Da qui l’auspicio che si torni nel solco della “leale collaborazione” che ha caratterizzato il precedente mandato, preservando la capacità di sintesi “nell’interesse della capacità operativa dell’ente al servizio dei Comuni”.
“Amministrare significa ascoltare, significa decidere, talvolta significa dire dei no quando è necessario tutelare l’equilibrio complessivo dell’intero territorio”, ha concluso, rinnovando il proprio impegno “a servizio della nostra comunità provinciale”.

A nome del gruppo “La Provincia territorio bene comune”, il consigliere Paolo Lanfranchi ha ribadito l’intenzione di portare avanti l’atteggiamento responsabile già tenuto nel precedente mandato, con il voto favorevole alle delibere ritenute nell’interesse del territorio. Ha però sottolineato: “Prendiamo atto che nei ringraziamenti non è non è stata citata la minoranza. Pensiamo di aver fatto il nostro lavoro”. Proseguendo ha posto l’attenzione riguardo a come, nella campagna elettorale, siano emerse istanze diverse che rappresentano una parte significativa degli amministratori del territorio. “La casa dei Comuni dovrà esserlo davvero”, ha affermato, invitando a non dimenticare le “voci critiche” e i “dossier aperti” citati dalla presidente.

Sulla stessa linea il consigliere Cesare Colombo del gruppo “Civici per la Provincia”, che aveva sostenuto la candidatura di Vergani. Colombo ha evidenziato l’alta partecipazione al voto – di pochissimo sotto al 90% – come segnale di vitalità istituzionale, definendo la campagna elettorale “un modo per far emergere esigenze che probabilmente devono essere più ascoltate”. Anche da parte sua l’auspicio di riportare i toni a un livello di rispetto e collaborazione, “per ottenere i migliori risultati per tutti”.

A chiudere il giro di interventi è stato il capogruppo di maggioranza Alessandro Negri, che ha sottolineato proprio l’alta affluenza come “il risultato più importante”, prova del fatto che l’ente Provincia mantiene un ruolo cruciale nonostante i limiti imposti dalla riforma Delrio.
Negri ha rimarcato la disponibilità al confronto già dimostrata negli ultimi anni: “Abbiamo fatto interventi importanti senza guardare l’appartenenza politica, ma la necessità del territorio”. Un impegno che, ha assicurato, sarà rinnovato anche in questa nuova consigliatura.
Si apre così il secondo mandato Hofmann, nel segno della continuità amministrativa, della ricerca di risorse e della promessa di collaborazione trasversale.

Prima di entrare nei punti all’ordine del giorno, la presidente ha voluto ricordare la figura di Luciano Mottadelli, ex sindaco di Missaglia tra il 1994 e il 1998, consigliere provinciale e protagonista della vita pubblica lecchese, recentemente scomparso all’età di 83 anni.

Hofmann ha richiamato il suo impegno istituzionale e umano, soffermandosi su un episodio che molti ancora ricordano: nel 1997 conferì la cittadinanza onoraria a Rita Levi-Montalcini in occasione della visita a Missaglia per la presentazione di un suo libro dedicato a Ernesto Teodoro Moneta, unico Nobel per la Pace italiano, che visse proprio nel paese del Casatese. “Abbiamo inviato un telegramma alla sua famiglia”, ha fatto sapere la presidente.

Il Consiglio ha quindi proceduto alla convalida del presidente eletto – passata all’unanimità – punto che ha preceduto il giuramento sulla Costituzione da parte di Hofmann. La presidente ha quindi letto il proprio discorso di insediamento, segnato da toni personali e da una riflessione sul percorso compiuto.
“Di solito sono bella tenace e determinata nella voce, questa volta sono molto emozionata e sento una grande responsabilità nell’indossare nuovamente questa fascia”, ha esordito. “Se allora (nel 2021 ndr) prevaleva il senso dell’inizio di un nuovo percorso, forse anche un po’ incosciente, oggi si unisce una consapevolezza più profonda del ruolo che sono chiamata a ricoprire”.
Hofmann ha voluto interpretare il risultato elettorale non come un fatto personale, ma come “il riconoscimento del lavoro svolto in questi quattro anni e delle risposte che sono state date ai Comuni e al territorio”. Un segnale che, a suo dire, certifica come “la Provincia sia tornata a essere percepita come un ente credibile, presente e utile”. Rievocando il discorso del gennaio 2021, la presidente ha ribadito l’obiettivo di “ridare slancio alla Provincia, come credibile cabina di regia istituzionale e casa di tutti i Comuni, senza distinzioni”. Oggi, ha affermato, “per larga parte quel percorso è stato compiuto: la Provincia è tornata protagonista, ha recuperato rispetto istituzionale, ha rafforzato la propria capacità di progettare in modo strategico, intercettare risorse, attrarre finanziamenti e costruire relazioni solide”. Il nuovo mandato nasce quindi “all’insegna della consapevolezza e della responsabilità”: consapevolezza delle sfide ancora aperte, dei dossier irrisolti e della conoscenza diretta maturata in questi anni “dalla Valsassina alla Brianza”.

Ampio spazio ai ringraziamenti ai consiglieri delegati e alla struttura amministrativa: “Non è un passaggio formale. Il personale della Provincia è il vero motore dell’ente”. E ancora: “Squadra politica e squadra amministrativa hanno ruoli diversi, ma lavorano insieme per un unico scopo: esserci, decidere, assumersi responsabilità condivise e dare risposte”.

Non è mancato un riferimento alla campagna elettorale: “È legittimo che ci sia confronto, anche acceso. Tuttavia alcune critiche hanno assunto talvolta un carattere personale, sproporzionato rispetto ai fatti”. Da qui l’auspicio che si torni nel solco della “leale collaborazione” che ha caratterizzato il precedente mandato, preservando la capacità di sintesi “nell’interesse della capacità operativa dell’ente al servizio dei Comuni”.
“Amministrare significa ascoltare, significa decidere, talvolta significa dire dei no quando è necessario tutelare l’equilibrio complessivo dell’intero territorio”, ha concluso, rinnovando il proprio impegno “a servizio della nostra comunità provinciale”.

A nome del gruppo “La Provincia territorio bene comune”, il consigliere Paolo Lanfranchi ha ribadito l’intenzione di portare avanti l’atteggiamento responsabile già tenuto nel precedente mandato, con il voto favorevole alle delibere ritenute nell’interesse del territorio. Ha però sottolineato: “Prendiamo atto che nei ringraziamenti non è non è stata citata la minoranza. Pensiamo di aver fatto il nostro lavoro”. Proseguendo ha posto l’attenzione riguardo a come, nella campagna elettorale, siano emerse istanze diverse che rappresentano una parte significativa degli amministratori del territorio. “La casa dei Comuni dovrà esserlo davvero”, ha affermato, invitando a non dimenticare le “voci critiche” e i “dossier aperti” citati dalla presidente.

Sulla stessa linea il consigliere Cesare Colombo del gruppo “Civici per la Provincia”, che aveva sostenuto la candidatura di Vergani. Colombo ha evidenziato l’alta partecipazione al voto – di pochissimo sotto al 90% – come segnale di vitalità istituzionale, definendo la campagna elettorale “un modo per far emergere esigenze che probabilmente devono essere più ascoltate”. Anche da parte sua l’auspicio di riportare i toni a un livello di rispetto e collaborazione, “per ottenere i migliori risultati per tutti”.

A chiudere il giro di interventi è stato il capogruppo di maggioranza Alessandro Negri, che ha sottolineato proprio l’alta affluenza come “il risultato più importante”, prova del fatto che l’ente Provincia mantiene un ruolo cruciale nonostante i limiti imposti dalla riforma Delrio.
Negri ha rimarcato la disponibilità al confronto già dimostrata negli ultimi anni: “Abbiamo fatto interventi importanti senza guardare l’appartenenza politica, ma la necessità del territorio”. Un impegno che, ha assicurato, sarà rinnovato anche in questa nuova consigliatura.
Si apre così il secondo mandato Hofmann, nel segno della continuità amministrativa, della ricerca di risorse e della promessa di collaborazione trasversale.
E.Ma.




















