«Un hotel aperto alla città». Ecco il “Marriott” in piazza
Aprirà nella primavera del 2028 il nuovo hotel a quattro stelle “superior” della catena “Marriott” nel palazzo che fu della Banca popolare di Lecco in piazza Garibaldi. «Una data certa – assicura Nevius Glussi, l’amministratore delegato della società “753 Hospitality” – perché non possiamo ritardare, dovendo rispondere a fondi di investimento.

Dopo dodici anni di abbandono, da quando la Deutsche Bank che aveva rilevato la Popolare ha lasciato lo stabile per trasferire altrove gli sportelli (in piazza Mazzini) e gli uffici (alla Meridiana), il monumentale complesso accanto al Teatro della Società tornerà quindi essere frequentato. E pare quasi un filo rosso di questi cinque anni di amministrazione comunale a guida Mauro Gattinoni. Si erano aperti con l’ipotesi di spostare nella vecchia banca gli uffici comunali, dovendo poi abbandonare l’idea per gli eccessivi costi di intervento, e si chiude appunto con la presentazione del progetto di riqualificazione della “753 Hospitality” che ha ottenuto il via libera del consiglio comunale nella seduta di ieri sera ed è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti il sindaco Gattinoni, l’assessore allo sviluppo urbano Giuseppe Rusconi, l’amministratore delegato Glussi e altri rappresentanti della stessa società privata che realizzerà e gestirà l’albergo legandolo alla catena “Marriott International” e cioè la “753 Hospitality” già attiva da anni nel settore della gestione alberghiera di livello superiore in diverse località italiane.

L’intervento prevede una struttura da 145 camere con un ristorante al piano terreno e due bar, una piscina a sfioro sul tetto «con vista mozzafiato sul lago», una sala conferenze da 200 posti, una palestra e altri servizi tra cui il cosiddetto “valet parking” che potrà utilizzare i posti interrati della stessa struttura (sono 14 quelli disponibili) o in altri autosili e aree convenzionati.
I dipendenti fissi saranno 42. Potranno raddoppiare nell’alta stagione tra marzo e ottobre, quella prediletta da turisti d’Oltreoceano e d’Oltralpe che rappresenteranno la gran parte (circa l’80%) della clientela. Di prezzi non si parla, ma sembra di capire che durante la stagione le tariffe saranno abbastanza impegnative, mentre nella bassa stagione saranno decisamente più accessibili.

Attualmente lo stabile appartiene ancora alla Lariana Iniziative Immobiliari che appunto l’aveva rilevato della “Deutsche Bank”. Giovedì prossimo a Milano avverrà la firma del contratto tra le due società per il passaggio di proprietà, dopo di che partiranno pressoché immediatamente i lavori. Già la prossima settimana si comincerà con lo sgombero dello stabile dove è stato lasciato il vecchio arredamento: scrivanie, armadi, schedari, seguiranno poi gli interventi di demolizione della durata di circa tre mesi e successivamente la riqualificazione vera e propria.

Non dovrebbero esserci problemi sull’amianto: «Quello che c’era dovrebbe essere stato eliminato – ha detto Fabrizio Pascale – possiamo stare tranquilli. Abbiamo effettuato circa duecento sondaggi e di amianto non ce n’è più». Per la parte esterna sarà mantenuta la pesante copertura marmorea apportata nel 1957 dall’archistar d’allora Mario Portaluppi sull’aggraziato edificio realizzato all’architetto lecchese Mino Fiocchi e ultimato nel 1941. L’obbiettivo è appunto arrivare all’apertura nella primavera del 2028. Fra due anni dunque.

Il sindaco Gattinoni ha parlato di una pagina storica per la nostra città: «Ricordiamoci: l’ex Banca Popolare era il salvadanaio dei lecchesi, dagli industriali agli operai. E quello era un palazzo simbolo. La sua chiusura da dodici anni è una sintesi dell’evoluzione globale. E oggi quello stesso palazzo diventa emblema della città che cambia: un nuovo profilo urbano, un turismo che vuole ripartire.»
Soprattutto – ha spiegato lo stesso primo cittadino – si tratta di un «investimento che dialoga con la città, di un hotel in dialogo con l’area che lo circonda, con la piazza, nel rispetto del luogo dove si colloca».

Si chiama “Lifestyle”, come ha precisato Glussi, e cioè «non creeremo una torre d’avorio inaccessibile, non pensate a Villa d’Este», ma una struttura «che avrà una conversazione aperta con la città: ci saranno cinque entrati differenti, il passaggio pedonale accanto al Tribunale sarà praticabile 24 ore su 24, il bar con piscina sul tetto sarà aperto alla città, così come il ristorante, ci saranno tavolini anche sulla piazza, dove c’erano una volta le casse vi sarà la sala conferenze. L’albergo riporterà dunque vita alla piazza. “Italian life style”: è quello che cerca il turista. Quello che vendiamo è la bellezza di vivere in un centro storico. Del resto, nella nostra promozione, non vendiamo l’albergo, ma l’esperienza. Quando si vende un albergo, si vende la destinazione. Lecco è sottorappresentata dal punto di vista alberghiero, ma ha grandi potenzialità, vicino a Milano, a Monza. In caso di grandi eventi milanesi può diventare un punto di riferimento. Fossimo stati aperti per le Olimpiadi, non avremmo avuto problemi a riempire. E poi è un punto di partenza per le escursioni sul lago di Como. Pensate a uno turista in viaggio a Milano: in 39 minuti di treno e a Lecco, pernotta qui, il giorno dopo va in battello a Bellagio, si beve uno spritz o mangia un gelato, si fa un selfie e se ne torna a Lecco e poi a Milano».

Ciò significa anche – è stato assicurato da Glussi e Gattinoni – convivere con quanto succede in città. La piazza Garibaldi non perderà il suo ruolo pubblico: area per spettacoli, manifestazioni, musica, manifestazioni anche politiche. Di sicuro – ha aggiunto Gattinoni – non vi sarà più il palco estivo permanente davanti al Teatro della Società, un palco per il quale tra l’altro negli anni passati erano arrivate critiche proprio per la sua collocazione che privava la piazza della sua armonia e cioè il dialogo della facciata del Sociale con quella dell’ex albergo Croce di Malta. Ora che il teatro è stato restaurato e restituito alla città, il palco è una bruttura ancora maggiore.

In quanto al nuovo aspetto della piazza, la società privata verserà al Comune la cifra di 600mila euro (in aggiunta ai 300mila di oneri di urbanizzazione) proprio per una riqualificazione anche degli spazi pubblici all’aperto: la piazza Garibaldi, certo, ma anche le piazze Mazzini e Affari. Sul nuovo aspetto ci sono solo delle ipotesi, ma il Comune è intenzionato a promuovere un coinvolgimento di cittadini, associazioni e studiosi storici per raccogliere suggerimenti e indicazioni: «Una coprogettazione – le parole del sindaco – aperta a tutti quelli che vorranno dire la loro».

Vi si è soffermato lo stesso assessore Rusconi che ha poi fornito una serie di dettagli tecnici sull’intervento, sottolineando come l’ingombro dello stabile, che occupa una superficie di 10mila quadri, non cambierà nemmeno dal punto di vista volumetrico.

Come apparirà l'albergo
Dopo dodici anni di abbandono, da quando la Deutsche Bank che aveva rilevato la Popolare ha lasciato lo stabile per trasferire altrove gli sportelli (in piazza Mazzini) e gli uffici (alla Meridiana), il monumentale complesso accanto al Teatro della Società tornerà quindi essere frequentato. E pare quasi un filo rosso di questi cinque anni di amministrazione comunale a guida Mauro Gattinoni. Si erano aperti con l’ipotesi di spostare nella vecchia banca gli uffici comunali, dovendo poi abbandonare l’idea per gli eccessivi costi di intervento, e si chiude appunto con la presentazione del progetto di riqualificazione della “753 Hospitality” che ha ottenuto il via libera del consiglio comunale nella seduta di ieri sera ed è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti il sindaco Gattinoni, l’assessore allo sviluppo urbano Giuseppe Rusconi, l’amministratore delegato Glussi e altri rappresentanti della stessa società privata che realizzerà e gestirà l’albergo legandolo alla catena “Marriott International” e cioè la “753 Hospitality” già attiva da anni nel settore della gestione alberghiera di livello superiore in diverse località italiane.

L’intervento prevede una struttura da 145 camere con un ristorante al piano terreno e due bar, una piscina a sfioro sul tetto «con vista mozzafiato sul lago», una sala conferenze da 200 posti, una palestra e altri servizi tra cui il cosiddetto “valet parking” che potrà utilizzare i posti interrati della stessa struttura (sono 14 quelli disponibili) o in altri autosili e aree convenzionati.
I dipendenti fissi saranno 42. Potranno raddoppiare nell’alta stagione tra marzo e ottobre, quella prediletta da turisti d’Oltreoceano e d’Oltralpe che rappresenteranno la gran parte (circa l’80%) della clientela. Di prezzi non si parla, ma sembra di capire che durante la stagione le tariffe saranno abbastanza impegnative, mentre nella bassa stagione saranno decisamente più accessibili.
Attualmente lo stabile appartiene ancora alla Lariana Iniziative Immobiliari che appunto l’aveva rilevato della “Deutsche Bank”. Giovedì prossimo a Milano avverrà la firma del contratto tra le due società per il passaggio di proprietà, dopo di che partiranno pressoché immediatamente i lavori. Già la prossima settimana si comincerà con lo sgombero dello stabile dove è stato lasciato il vecchio arredamento: scrivanie, armadi, schedari, seguiranno poi gli interventi di demolizione della durata di circa tre mesi e successivamente la riqualificazione vera e propria.
Non dovrebbero esserci problemi sull’amianto: «Quello che c’era dovrebbe essere stato eliminato – ha detto Fabrizio Pascale – possiamo stare tranquilli. Abbiamo effettuato circa duecento sondaggi e di amianto non ce n’è più». Per la parte esterna sarà mantenuta la pesante copertura marmorea apportata nel 1957 dall’archistar d’allora Mario Portaluppi sull’aggraziato edificio realizzato all’architetto lecchese Mino Fiocchi e ultimato nel 1941. L’obbiettivo è appunto arrivare all’apertura nella primavera del 2028. Fra due anni dunque.

Il sindaco Gattinoni ha parlato di una pagina storica per la nostra città: «Ricordiamoci: l’ex Banca Popolare era il salvadanaio dei lecchesi, dagli industriali agli operai. E quello era un palazzo simbolo. La sua chiusura da dodici anni è una sintesi dell’evoluzione globale. E oggi quello stesso palazzo diventa emblema della città che cambia: un nuovo profilo urbano, un turismo che vuole ripartire.»
Soprattutto – ha spiegato lo stesso primo cittadino – si tratta di un «investimento che dialoga con la città, di un hotel in dialogo con l’area che lo circonda, con la piazza, nel rispetto del luogo dove si colloca».
Si chiama “Lifestyle”, come ha precisato Glussi, e cioè «non creeremo una torre d’avorio inaccessibile, non pensate a Villa d’Este», ma una struttura «che avrà una conversazione aperta con la città: ci saranno cinque entrati differenti, il passaggio pedonale accanto al Tribunale sarà praticabile 24 ore su 24, il bar con piscina sul tetto sarà aperto alla città, così come il ristorante, ci saranno tavolini anche sulla piazza, dove c’erano una volta le casse vi sarà la sala conferenze. L’albergo riporterà dunque vita alla piazza. “Italian life style”: è quello che cerca il turista. Quello che vendiamo è la bellezza di vivere in un centro storico. Del resto, nella nostra promozione, non vendiamo l’albergo, ma l’esperienza. Quando si vende un albergo, si vende la destinazione. Lecco è sottorappresentata dal punto di vista alberghiero, ma ha grandi potenzialità, vicino a Milano, a Monza. In caso di grandi eventi milanesi può diventare un punto di riferimento. Fossimo stati aperti per le Olimpiadi, non avremmo avuto problemi a riempire. E poi è un punto di partenza per le escursioni sul lago di Como. Pensate a uno turista in viaggio a Milano: in 39 minuti di treno e a Lecco, pernotta qui, il giorno dopo va in battello a Bellagio, si beve uno spritz o mangia un gelato, si fa un selfie e se ne torna a Lecco e poi a Milano».
Ciò significa anche – è stato assicurato da Glussi e Gattinoni – convivere con quanto succede in città. La piazza Garibaldi non perderà il suo ruolo pubblico: area per spettacoli, manifestazioni, musica, manifestazioni anche politiche. Di sicuro – ha aggiunto Gattinoni – non vi sarà più il palco estivo permanente davanti al Teatro della Società, un palco per il quale tra l’altro negli anni passati erano arrivate critiche proprio per la sua collocazione che privava la piazza della sua armonia e cioè il dialogo della facciata del Sociale con quella dell’ex albergo Croce di Malta. Ora che il teatro è stato restaurato e restituito alla città, il palco è una bruttura ancora maggiore.

In quanto al nuovo aspetto della piazza, la società privata verserà al Comune la cifra di 600mila euro (in aggiunta ai 300mila di oneri di urbanizzazione) proprio per una riqualificazione anche degli spazi pubblici all’aperto: la piazza Garibaldi, certo, ma anche le piazze Mazzini e Affari. Sul nuovo aspetto ci sono solo delle ipotesi, ma il Comune è intenzionato a promuovere un coinvolgimento di cittadini, associazioni e studiosi storici per raccogliere suggerimenti e indicazioni: «Una coprogettazione – le parole del sindaco – aperta a tutti quelli che vorranno dire la loro».
Vi si è soffermato lo stesso assessore Rusconi che ha poi fornito una serie di dettagli tecnici sull’intervento, sottolineando come l’ingombro dello stabile, che occupa una superficie di 10mila quadri, non cambierà nemmeno dal punto di vista volumetrico.
D.C.




















