Mandello: il reduce Michele Zucchi festeggia i 103 anni, lanciando un messaggio di pace
"Oggi festeggiamo i 103 anni di mio nonno Michele, una persona che ha attraversato la Storia con una forza incredibile. Il regalo più grande per noi è vederlo ancora qui, a ricordarci il valore di ogni singolo giorno".
Così Amanda Zucchi condivide la bella ricorrenza relativa al nonno paterno, nato a Mandello del Lario, nella frazione di Luzzeno, il 12 marzo 1923. Una storia, la sua, che ha uno spartiacque il 5 settembre 1942, data della sua chiamata alle armi con destinazione il terzo Reggimento di artiglieria del Corpo d'Armata di Cremona, con successivo trasferimento nella settima Divisione Acqui: con quest'ultima, in particolare, dall'inizio di febbraio del 1943 fu dislocato a Cefalonia, teatro di uno dei più violenti eccidi tedeschi ai danni degli italiani dopo l’8 settembre.
In terra greca furono fucilati circa 2.000 uomini. Michele Zucchi - sopravvissuto quasi per miracolo a tante vicissitudini, al freddo della Russia e alle catture di sovietici e nazisti - ha potuto nel tempo raccontare il suo passato nel libro "Abbiamo detto No" di Enrico Iozzelli e Susanne Wald, con altri dieci internati italiani nei campi nazisti tra il 1943 e 1945, anno del rientro nella sua amata Luzzeno (era il 3 ottobre).
Il mandellese ne ha parlato più volte anche nelle scuole, incontrando le nuove generazioni - così come gli adulti - sempre con l'obiettivo di lasciare un messaggio chiaro: “Di guerre non bisogna farne mai più, perchè dove c'è la guerra si vive la fine del mondo”.
Parole che risultano più che mai di attualità in questi giorni in cui nonno Michele - cittadino benemerito di Mandello del Lario in quanto "esempio di resistenza e di attaccamento ai valori di libertà, giustizia e pace" - festeggia il suo 103° compleanno, ancora una volta "in prima linea" contro i conflitti e le distruzioni, urlando a gran voce che “la guerra non porta nulla di buono, ma solo sofferenze” e spegnendo le sue candeline con un solo desiderio: la pace.
Così Amanda Zucchi condivide la bella ricorrenza relativa al nonno paterno, nato a Mandello del Lario, nella frazione di Luzzeno, il 12 marzo 1923. Una storia, la sua, che ha uno spartiacque il 5 settembre 1942, data della sua chiamata alle armi con destinazione il terzo Reggimento di artiglieria del Corpo d'Armata di Cremona, con successivo trasferimento nella settima Divisione Acqui: con quest'ultima, in particolare, dall'inizio di febbraio del 1943 fu dislocato a Cefalonia, teatro di uno dei più violenti eccidi tedeschi ai danni degli italiani dopo l’8 settembre.

Il mandellese ne ha parlato più volte anche nelle scuole, incontrando le nuove generazioni - così come gli adulti - sempre con l'obiettivo di lasciare un messaggio chiaro: “Di guerre non bisogna farne mai più, perchè dove c'è la guerra si vive la fine del mondo”.
Parole che risultano più che mai di attualità in questi giorni in cui nonno Michele - cittadino benemerito di Mandello del Lario in quanto "esempio di resistenza e di attaccamento ai valori di libertà, giustizia e pace" - festeggia il suo 103° compleanno, ancora una volta "in prima linea" contro i conflitti e le distruzioni, urlando a gran voce che “la guerra non porta nulla di buono, ma solo sofferenze” e spegnendo le sue candeline con un solo desiderio: la pace.
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