Erve: messa a dimora la talea dell'Albero Falcone
Sabato, in occasione della Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, è stata piantumata a Erve la talea dell’Albero Falcone, ricevuta in dono in occasione del campo scuola promosso dagli alpini della Val San Martino l'estate scorsa. La pianta è stata benedetta dal parroco Don Marcello Crotti durante un’affollatissima manifestazione organizzata dal Comune e dall'ANA in collaborazione con la Fondazione Falcone. 


“Abbiamo voluto ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino piantando nel cuore della nostra comunità un giovane albero. Continueremo con sempre maggiore convinzione il percorso comune in tutta la valle, riuscendo così ad essere il primo territorio dove tutti i comuni sono legati concretamente dal filo rosso della memoria e dell’impegno per la legalità" così ha dichiarato Giancarlo Valsecchi, Sindaco di Erve nell’intervento di apertura della manifestazione alla presenza, tra gli altri, del Prefetto di Lecco Paolo Giuseppe Alfredo Ponta, del Questore di Lecco Stefania Marrazzo, del Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri Col.Nicola Melidonis, del Cap. della GdF di Lecco Marco Cordeddu e del Consigliere provinciale Antonio Pasquini.



Per le penne nere hanno preso parte alla cerimonia il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini di Bergamo Giorgio Sonzogni con Stefano Casetto Vice Presidente ed il coordinatore dei gruppi della Val San Martino Stefano Biffi. Quest'ultimo ha ricordato che il prossimo Campo Scuola “Rispetto e Natura” si terrà a giugno a Carenno. Rappresentate poi anche tutte le associazioni ervesi.

“Don Pino Puglisi, l’eroe cui è dedicata questa talea, qui grazie all’Arma dei Carabinieri, amava ripetere che “se ognuno fa qualcosa allora tutto è possibile”: ecco, in questo inizio di primavera questo insegnamento è assolutamente vicino al motto di noi Penne Nere, ovvero che “per un alpino non esiste l’impossibile” - ha detto Stefano Casetto, ricordando che il prossimo 23 maggio, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci una cospicua delegazione sarà a Palermo a dare una mano alla fondazione e al Museo del presente.
Si sono susseguiti interventi dove tutti hanno sollecitato un cambio di passo radicale nella cultura civica della lotta alle mafie, non delegando solo alle forze dell’ordine il lavoro quotidiano di partecipazione della cittadinanza nelle scelte sociali che devono essere sempre di più rivolte ai giovani. Infatti, la partecipazione della scuola primaria d’indirizzo montessoriano con le insegnanti e i più giovani studenti é stata straordinaria e apprezzata da tutti i presenti.


“Non è vero che siamo tutti uguali, io non ho niente a che vedere nemmeno lontanamente con Baby Gang o peggio con Matteo Messina Denaro, tanto che il biglietto lasciato sulla tomba di Giovanni Falcone il giorno dopo la cattura del boss - Giovà ce l’abbiamo fatta, la frase scritta a penna e ritrovata al mattino del 17 gennaio 2023 - è un indirizzo per l’impegno culturale, mai mollare e farcela. Come dice la sorella del magistrato Maria Falcone, presidente della fondazione che mi onoro di servire, serve bellezza, serve saper dare ai giovani, alle scuole, l’occasione di costruire un nuovo presente contro l’indifferenza. Per questo oltre alle zone rosse contro le gang e lo spaccio servono zone verdi, dove volontariato, cultura, arte e interventi di riqualificazione urbana possono essere determinanti per tenere lontani i nuovi modelli criminali mafiosi. Perché la mafia fa schifo, così come i modelli criminali di certa sottocultura musicale che accarezza i prepotenti e bullizza chi vive onestamente e che va a lavorare ogni mattina ma che si sente abbandonato in questo deserto, in questo vuoto di spazi pieni di bellezza e di cultura" ha ribadito Alessandro de Lisi, consigliere della Fondazione Falcone e direttore del Museo del presente Falcone e Borsellino, impegnato a proseguire nel territorio di Lecco e a Bergamo progetti collegati al primo museo italiano contro le mafie.


“Essere attenti, ricordarsi sempre da che parte stare, senza passare davanti agli altri attraverso scorciatoie clientelari, che alimentano la prepotenza criminale consapevoli che la memoria non è adorare le ceneri ma custodire il fuoco di impegno lasciatoci in eredità” ha concluso il Prefetto Ponta.
“Abbiamo voluto ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino piantando nel cuore della nostra comunità un giovane albero. Continueremo con sempre maggiore convinzione il percorso comune in tutta la valle, riuscendo così ad essere il primo territorio dove tutti i comuni sono legati concretamente dal filo rosso della memoria e dell’impegno per la legalità" così ha dichiarato Giancarlo Valsecchi, Sindaco di Erve nell’intervento di apertura della manifestazione alla presenza, tra gli altri, del Prefetto di Lecco Paolo Giuseppe Alfredo Ponta, del Questore di Lecco Stefania Marrazzo, del Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri Col.Nicola Melidonis, del Cap. della GdF di Lecco Marco Cordeddu e del Consigliere provinciale Antonio Pasquini.
Per le penne nere hanno preso parte alla cerimonia il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini di Bergamo Giorgio Sonzogni con Stefano Casetto Vice Presidente ed il coordinatore dei gruppi della Val San Martino Stefano Biffi. Quest'ultimo ha ricordato che il prossimo Campo Scuola “Rispetto e Natura” si terrà a giugno a Carenno. Rappresentate poi anche tutte le associazioni ervesi.
“Don Pino Puglisi, l’eroe cui è dedicata questa talea, qui grazie all’Arma dei Carabinieri, amava ripetere che “se ognuno fa qualcosa allora tutto è possibile”: ecco, in questo inizio di primavera questo insegnamento è assolutamente vicino al motto di noi Penne Nere, ovvero che “per un alpino non esiste l’impossibile” - ha detto Stefano Casetto, ricordando che il prossimo 23 maggio, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci una cospicua delegazione sarà a Palermo a dare una mano alla fondazione e al Museo del presente.
Si sono susseguiti interventi dove tutti hanno sollecitato un cambio di passo radicale nella cultura civica della lotta alle mafie, non delegando solo alle forze dell’ordine il lavoro quotidiano di partecipazione della cittadinanza nelle scelte sociali che devono essere sempre di più rivolte ai giovani. Infatti, la partecipazione della scuola primaria d’indirizzo montessoriano con le insegnanti e i più giovani studenti é stata straordinaria e apprezzata da tutti i presenti.
“Non è vero che siamo tutti uguali, io non ho niente a che vedere nemmeno lontanamente con Baby Gang o peggio con Matteo Messina Denaro, tanto che il biglietto lasciato sulla tomba di Giovanni Falcone il giorno dopo la cattura del boss - Giovà ce l’abbiamo fatta, la frase scritta a penna e ritrovata al mattino del 17 gennaio 2023 - è un indirizzo per l’impegno culturale, mai mollare e farcela. Come dice la sorella del magistrato Maria Falcone, presidente della fondazione che mi onoro di servire, serve bellezza, serve saper dare ai giovani, alle scuole, l’occasione di costruire un nuovo presente contro l’indifferenza. Per questo oltre alle zone rosse contro le gang e lo spaccio servono zone verdi, dove volontariato, cultura, arte e interventi di riqualificazione urbana possono essere determinanti per tenere lontani i nuovi modelli criminali mafiosi. Perché la mafia fa schifo, così come i modelli criminali di certa sottocultura musicale che accarezza i prepotenti e bullizza chi vive onestamente e che va a lavorare ogni mattina ma che si sente abbandonato in questo deserto, in questo vuoto di spazi pieni di bellezza e di cultura" ha ribadito Alessandro de Lisi, consigliere della Fondazione Falcone e direttore del Museo del presente Falcone e Borsellino, impegnato a proseguire nel territorio di Lecco e a Bergamo progetti collegati al primo museo italiano contro le mafie.
“Essere attenti, ricordarsi sempre da che parte stare, senza passare davanti agli altri attraverso scorciatoie clientelari, che alimentano la prepotenza criminale consapevoli che la memoria non è adorare le ceneri ma custodire il fuoco di impegno lasciatoci in eredità” ha concluso il Prefetto Ponta.




















