Referendum: nel lecchese il SI vince anche nei “grandi” Comuni come Lecco, Valmadrera, Casatenovo e Merate
Scrutinio terminato alle 17.58, Casatenovo fanalino di coda nel concludere lo spoglio, 84 comuni per un risultato nel lecchese decisamente controcorrente se paragonato all’intera nazione, in linea, invece, col dato regionale lombardo. Il SI ottiene il 55.30%, il NO il 44.70%.
In numeri, hanno votato 170.236 lecchesi; per il SI 93.550; per il NO 75.614. Lo scarto è di 17.936 voti. Il dato provinciale è migliore del dato regionale che, a poche sezioni dalla fine evidenzia un 53.68% per il SI e 46.32% per il NO.

In Provincia solo sette comuni hanno visto la vittoria dei contrari alla Riforma Costituzionale voluta dal governo Meloni-Nordio. Cinque sono di centrosinistra, Verderio, Robbiate, Osnago, Lomagna e Paderno; uno è governato da una lista civica, La Valletta; uno da una lista di centrodestra, Cernusco. Ma qui il paese è ormai in evidente sbando e si fatica a capire perché Enti superiori deputati non siano ancora intervenuti.
Il SI vince anche nelle roccaforti di centrosinistra, a Lecco, a Valmadrera, a Oggiono, a Merate, a Casatenovo, tutti “grandi” comuni, esattamente come nei micro comuni della Valsassina e del lago. Paderno D’Adda è il comune col miglior risultato per il NO, seguito da, paradosso dei paradossi, Cernusco, che precede Osnago.
Un segnale per il prossimo voto amministrativo? Difficile da dire, però prendiamo Lecco dove il SI ha ottenuto 461 voti in più del NO. Uno scarto notevole soprattutto se consideriamo che Gattinoni aveva vinto con 31 voti di scarto su Ciresa.
A Mandello del Lario il SI ha battuto il NO per 699 voti, uno scarto di tredici punti percentuali. Riccardo Fasoli che si ricandida ha quindi buone possibilità di capitalizzare il voto. Però lo scontro con Riccardo Mariani, già assessore a Lecco e sindaco di Mandello è tutt’altro che scontato.
Come a Calco dove, nonostante il doppio mandato di Stefano Motta, il SI ha vinto con 216 voti di scarto e otto punti percentuali.
La Valletta fa caso a sé, anche perché in attesa che Marco Panzeri sciolga la riserva si può già prevedere che ci sarà una sola lista in campo come cinque anni fa. Salvo sorprese dell’ultima ora.
Ultima curiosità: ci sono state 389 schede bianche e ben 679 nulle oltre a 4 contestate.
In numeri, hanno votato 170.236 lecchesi; per il SI 93.550; per il NO 75.614. Lo scarto è di 17.936 voti. Il dato provinciale è migliore del dato regionale che, a poche sezioni dalla fine evidenzia un 53.68% per il SI e 46.32% per il NO.

In Provincia solo sette comuni hanno visto la vittoria dei contrari alla Riforma Costituzionale voluta dal governo Meloni-Nordio. Cinque sono di centrosinistra, Verderio, Robbiate, Osnago, Lomagna e Paderno; uno è governato da una lista civica, La Valletta; uno da una lista di centrodestra, Cernusco. Ma qui il paese è ormai in evidente sbando e si fatica a capire perché Enti superiori deputati non siano ancora intervenuti.
Il SI vince anche nelle roccaforti di centrosinistra, a Lecco, a Valmadrera, a Oggiono, a Merate, a Casatenovo, tutti “grandi” comuni, esattamente come nei micro comuni della Valsassina e del lago. Paderno D’Adda è il comune col miglior risultato per il NO, seguito da, paradosso dei paradossi, Cernusco, che precede Osnago.
Un segnale per il prossimo voto amministrativo? Difficile da dire, però prendiamo Lecco dove il SI ha ottenuto 461 voti in più del NO. Uno scarto notevole soprattutto se consideriamo che Gattinoni aveva vinto con 31 voti di scarto su Ciresa.
A Mandello del Lario il SI ha battuto il NO per 699 voti, uno scarto di tredici punti percentuali. Riccardo Fasoli che si ricandida ha quindi buone possibilità di capitalizzare il voto. Però lo scontro con Riccardo Mariani, già assessore a Lecco e sindaco di Mandello è tutt’altro che scontato.
Come a Calco dove, nonostante il doppio mandato di Stefano Motta, il SI ha vinto con 216 voti di scarto e otto punti percentuali.
La Valletta fa caso a sé, anche perché in attesa che Marco Panzeri sciolga la riserva si può già prevedere che ci sarà una sola lista in campo come cinque anni fa. Salvo sorprese dell’ultima ora.
Ultima curiosità: ci sono state 389 schede bianche e ben 679 nulle oltre a 4 contestate.





















