Lecco, sicurezza: la Giunta respinge le critiche. La polizia locale rinforzata. C’è anche il cane antidroga
L’occasione è stata data dalla presentazione dell’unità cinofila in appoggio alla polizia locale per la lotta allo spaccio di droga e dei nuovi mezzi e strumenti in dotazione al corpo. Ma la conferenza stampa sulla “sicurezza urbana” convocata dal sindaco Mauro Gattinoni e dall’assessore Simona Pizza voleva anche essere una risposta alle polemiche contro l’amministrazione comunale accusata dalle minoranze di fare poco o nulla. L’ultima in ordine di tempo è stata il presidio promosso sabato scorso da “Fratelli d’Italia” con uno slogan più che esauriente: «Più sicurezza in città. Gattinoni via di qua».
Tema caldo, quello della sicurezza e fra nemmeno due mesi si vota. E’ certo che il campagna elettorale di sicurezza si parlerà ricorrentemente.

E allora, anche il sindaco parla senza mezzi termini: «Da ieri (lunedì 30 marzo) è attiva in città la zona rossa che comprende l’area tra le Meridiane e il lungolago e tra viale Dante e via Parini. Non significa solo una zona in cui saranno intensificati i controlli, ma anche dove gli agenti avranno a disposizione più strumenti per poter intervenire: per esempio con le perquisizioni o l’allontanamento delle persone che creano problemi. Ci si potrebbe chiedere come mai il sindaco si muova solo ora? Perché prima non c’era la cornice legislativa. Ora, con il decreto sicurezza del febbraio 2026, quegli strumenti ci sono. Ahimé, in ritardo? Il governo centrale avrebbe dovuto muoversi prima. Da parte nostra, appena è stato possibile intervenire, non abbiamo perso un minuto.»

Messaggio chiaro. Non a caso, lo stesso Gattinoni ha continuato con l’elencare quanto fatto in questi cinque anni: «La lotta al degrado è partita dal primo minuto in cui sono diventato sindaco. Ricordo i tre sgomberi alla “Piccola” dove bivaccava una trentina di persone, la regolarizzazione del campo rom del Bione dando dignità a quei posti ma alle stesse persone che vi soggiornavano che ora hanno una casa, un lavoro, un accompagnamento sociale. Di lavoro ne abbiamo fatto tanto. Pensiamo anche a viale Turati, agli allarmi degli anni scorsi. Con l’intervento della Procura della Repubblica e delle forze dell’ordine, è stato smantellato un centro di spaccio e il Viale è tornato alla normalità. Lo spaccio è una delle due fattispecie di criticità della nostra città. L’altro sono le infiltrazioni mafiose e “ndranghetiste”. E voglio anche ricordare la chiusura di locali e di chioschetti, l’imposizione di orari di chiusura…»

L’assessore Piazza ha poi aggiunto: «E’ giusto che i cittadini sappiano e cancellare l’idea che in tema di sicurezza non si sia fatto molto. Ci sono state azioni in campo repressivo coordinate dal comitato per la sicurezza con il prefetto e il questore e azioni preventive: l’Unità di strada, i presidi di polizia locale, la partecipazione ai progetti “stazioni sicure” della Regione Lombardia per i quali il nostro Comune è stato capofila con altre amministrazioni, i servizi con altri i Comuni, lo “street tutor”, l’implementazione per numero e qualità delle telecamere. Perché il tema è complesso e occorre agire in più direzioni»
Dopo la premessa politica, si è passati all’illustrazione delle novità per la polizia locale. A cominciare appunto dall’unità cinofila. Accanto a Gattinoni e Piazza, c’erano anche il comandante della polizia locale Lucio Dioguardi, il vicecomandante Paolo Betti e la cinofila Alessandra Difronzo.
Per l’unità cinofila sono stati previsti dieci interventi nel corso dell’anno in zone sensibili. Sono escluse le scuole i cui controlli antidroga coi cani hanno generato anche nel nostro territorio molte controversie: «Non abbiamo l’obiettivo di terrorizzare i ragazzi – ha detto Piazza - Non abbiamo contatto i dirigenti. La prossima amministrazione deciderà cosa fare.»

L’unità cinofila è costituita dalla comasca Alessandra Difronzo - «un’esperienza ventennale nel settore» com’è stata presentata dal vicecomandante Betti - con il suo labrador, una femmina di nome Palma: «Lavoriamo in simbiosi. È per questo che si chiama unità cinofila. Si tratta di un lavoro discreto e a basso impatto. Il cane con l’olfatto individua la presenza di sostanze stupefacenti. A quel punto il nostro lavoro finisce e agiscono gli agenti di polizia locale.»
Difronzo sfata anche la leggenda che i cani siano “maltrattati” per mettersi in cerca di droga: «Semplicemente ci sono palline che hanno l’odore della droga. Il cane segue quella pista e quando trova la droga viene premiato con una pallina. Ed è felice.»
Inoltre, sarà potenziato l’organico, che salirà a 48 unità entro giugno con l’arrivo di due nuovi ufficiali e di tre agenti: una trentina le divise adibite a servizi su strada, suddivise in tre turni dalle 7 alla mezzanotte. Potenziati poi i servizi di formazione, mentre sul fronte degli strumenti operativi, sono in arrivo due nuove auto dotate di cellula di contenimento e due moto che consentono così di (ri)costituire un nucleo motociclistico. Alcune pattuglie saranno anche dotate di defibrillatore. E poi un nuovo etilometro, un metaldetector, giubbotti antiproiettile e body-cam.»

«L’organizzazione del corpo sta cambiando – ha detto il comandante Dioguardi. C’è un nuovo assetto per gli uffici, il numero di agenti viene potenziato.»
Tema caldo, quello della sicurezza e fra nemmeno due mesi si vota. E’ certo che il campagna elettorale di sicurezza si parlerà ricorrentemente.
E allora, anche il sindaco parla senza mezzi termini: «Da ieri (lunedì 30 marzo) è attiva in città la zona rossa che comprende l’area tra le Meridiane e il lungolago e tra viale Dante e via Parini. Non significa solo una zona in cui saranno intensificati i controlli, ma anche dove gli agenti avranno a disposizione più strumenti per poter intervenire: per esempio con le perquisizioni o l’allontanamento delle persone che creano problemi. Ci si potrebbe chiedere come mai il sindaco si muova solo ora? Perché prima non c’era la cornice legislativa. Ora, con il decreto sicurezza del febbraio 2026, quegli strumenti ci sono. Ahimé, in ritardo? Il governo centrale avrebbe dovuto muoversi prima. Da parte nostra, appena è stato possibile intervenire, non abbiamo perso un minuto.»
Messaggio chiaro. Non a caso, lo stesso Gattinoni ha continuato con l’elencare quanto fatto in questi cinque anni: «La lotta al degrado è partita dal primo minuto in cui sono diventato sindaco. Ricordo i tre sgomberi alla “Piccola” dove bivaccava una trentina di persone, la regolarizzazione del campo rom del Bione dando dignità a quei posti ma alle stesse persone che vi soggiornavano che ora hanno una casa, un lavoro, un accompagnamento sociale. Di lavoro ne abbiamo fatto tanto. Pensiamo anche a viale Turati, agli allarmi degli anni scorsi. Con l’intervento della Procura della Repubblica e delle forze dell’ordine, è stato smantellato un centro di spaccio e il Viale è tornato alla normalità. Lo spaccio è una delle due fattispecie di criticità della nostra città. L’altro sono le infiltrazioni mafiose e “ndranghetiste”. E voglio anche ricordare la chiusura di locali e di chioschetti, l’imposizione di orari di chiusura…»
L’assessore Piazza ha poi aggiunto: «E’ giusto che i cittadini sappiano e cancellare l’idea che in tema di sicurezza non si sia fatto molto. Ci sono state azioni in campo repressivo coordinate dal comitato per la sicurezza con il prefetto e il questore e azioni preventive: l’Unità di strada, i presidi di polizia locale, la partecipazione ai progetti “stazioni sicure” della Regione Lombardia per i quali il nostro Comune è stato capofila con altre amministrazioni, i servizi con altri i Comuni, lo “street tutor”, l’implementazione per numero e qualità delle telecamere. Perché il tema è complesso e occorre agire in più direzioni»
Dopo la premessa politica, si è passati all’illustrazione delle novità per la polizia locale. A cominciare appunto dall’unità cinofila. Accanto a Gattinoni e Piazza, c’erano anche il comandante della polizia locale Lucio Dioguardi, il vicecomandante Paolo Betti e la cinofila Alessandra Difronzo.
Per l’unità cinofila sono stati previsti dieci interventi nel corso dell’anno in zone sensibili. Sono escluse le scuole i cui controlli antidroga coi cani hanno generato anche nel nostro territorio molte controversie: «Non abbiamo l’obiettivo di terrorizzare i ragazzi – ha detto Piazza - Non abbiamo contatto i dirigenti. La prossima amministrazione deciderà cosa fare.»
L’unità cinofila è costituita dalla comasca Alessandra Difronzo - «un’esperienza ventennale nel settore» com’è stata presentata dal vicecomandante Betti - con il suo labrador, una femmina di nome Palma: «Lavoriamo in simbiosi. È per questo che si chiama unità cinofila. Si tratta di un lavoro discreto e a basso impatto. Il cane con l’olfatto individua la presenza di sostanze stupefacenti. A quel punto il nostro lavoro finisce e agiscono gli agenti di polizia locale.»

Inoltre, sarà potenziato l’organico, che salirà a 48 unità entro giugno con l’arrivo di due nuovi ufficiali e di tre agenti: una trentina le divise adibite a servizi su strada, suddivise in tre turni dalle 7 alla mezzanotte. Potenziati poi i servizi di formazione, mentre sul fronte degli strumenti operativi, sono in arrivo due nuove auto dotate di cellula di contenimento e due moto che consentono così di (ri)costituire un nucleo motociclistico. Alcune pattuglie saranno anche dotate di defibrillatore. E poi un nuovo etilometro, un metaldetector, giubbotti antiproiettile e body-cam.»
«L’organizzazione del corpo sta cambiando – ha detto il comandante Dioguardi. C’è un nuovo assetto per gli uffici, il numero di agenti viene potenziato.»
D.C.




















