Lecco: un video contro le truffe, con gli anziani protagonisti
Vile. Lo ha detto il Prefetto. E lo ha ripetuto l'assessore al sociale Emanuele Manzoni, intervenuto alla presentazione anche in qualità di Presidente del Consiglio di rappresentanza dei sindaci del lecchese. Le truffe sono un reato vile. Anzi “uno dei reati più vili” come affermato da Sua Eccellenza Paolo Ponta, rimarcando come i raggiri siano operati con “metodi non violenti ma subdoli”, spesso “toccando corde emotive” come aggiunto dal delegato al welfare dalla Giunta Gattinoni, convergendo nella stessa direzione imboccata dal rappresentante locale del governo: la socializzazione può diventare l'antidoto, la schermatura rispetto a questo genere di fregature, in una società dove “la solitudine è una nuova forma di povertà”, per mutuare un'altra amara considerazione del Prefetto.
Queste le premesse su cui poggia il progetto “Conoscere, prevenire, sostenere”, promosso dal Comune di Lecco in collaborazione con la Prefettura stessa e l'Arma dei Carabinieri, con finanziamento del Ministero dell'Interno, che ha portato alla produzione di un filmato di sensibilizzazione contro le truffe (in particolare quelle telefoniche), rivolto in special modo alle persone anziane. 
La prima “proiezione” si è tenuta questo pomeriggio in Prefettura, alla presenza, tra gli altri di parte delle “attrici” che compaiono nel video. E che “attrici”, nella vita, non sono. Davanti alla telecamera – con i frame sapientemente montati poi da Carlo Limonta - si sono alternate signore di Lecco (ed un paio di uomini, quest'oggi assenti) che, vincendo il comprensibile imbarazzo, hanno raccontato esperienze vissute personalmente. Con quella semplicità destinata ad arrivare meglio di mille “lezioni” sul tema, pur importanti, come sostenuto anche da Beatrice Civillini, “anima” de Il Giglio di Pescarenico, coinvolto nell'esperienza insieme a Labirinto Bonacina e il circolo Acli Campaniletto. 
Con il filmato che rappresenta al tempo stesso un punto d'arrivo e di partenza. Al suo confezionamento si è giunti, infatti, dopo aver toccato il tema a più riprese, anche nell'ambito di pranzi o delle tante occasioni per stare insieme promosse dal Comune o da chi di questo si occupa, facendo intervenire anche l'Arma ed esperti, ma soprattutto creando momenti di apertura, in cui i partecipanti potessero raccontare il loro vissuto. Da qui la selezione delle storie da condividere nel video. “C'ho dato l'orologio, la catenina e 400 euro” l'ammissione, con inflessione tutta lecchese, di un anziano. “Mi sono sentita pesare i miei 80 anni” la constatazione di una bella signora, riuscita a schivare per un pelo la fregatura. “Mi sono sentito tradito dalla società”, la chiosa di un altro protagonista, da cui in qualche modo ripartire. Il mini-documentario – 10 minuti in tutto - creerà infatti ora nuove occasioni di ritrovo, per continuare a parlare del tema e per sollecitare l'attenzione che soprattutto per le truffe online non deve mai calare nemmeno tra i più esperti, come sottolineato dal Prefetto, facendo leva anche sulla necessità di stimolare i più anziani a una maggiore conoscenza circa l'uso della tecnologia. 
Tendendo al contempo la mano a chi purtroppo c'è già passato, aiutandolo a ritrovare fiducia, in sé e negli altri, magari in ambienti “protetti” come appunto gli spazi di ritrovo gestiti dal Comune e dai circoli, dove verrà proiettato (mentre una versione ridotta “passerà” nei cinema prima dell'inizio dei film e suoi social). Con la possibilità di far richiesta del video anche da parte di tutte le altre realtà del territorio, a partire dagli enti pubblici. Per far emergere anche il non denunciato di un reato “sicuramente non in calo” come da ammissione del dottor Ponta.




















