"C'era la neve" inaugura la stagione espositiva di Ca' Martì
Domenica 12 aprile 2026, il Museo Ca' Martì di Carenno ha aperto le porte alla mostra fotografica "C'era la neve - Immagini e racconti", segnando al contempo l'inizio della stagione espositiva 2026. Un pomeriggio partecipato, con il museo affollato di visitatori curiosi e affezionati.
Ad accogliere il pubblico il Presidente dell'Associazione Gruppo Muratori e Amici di Ca' Martì, Daniele Vanoli, che ha ringraziato i presenti e tributato un sentito riconoscimento al team dell'associazione, impegnato durante la pausa invernale nell'allestimento della temporanea.

La mostra, curata da Simone Mancini e Cristina Melazzi, raccoglie fotografie donate da privati: istantanee di momenti di svago e paesaggi innevati del Carennese e della Valle San Martino. Un archivio di memoria collettiva che ha confermato, ancora una volta, quanto il legame comunitario tra la valle e il museo sia una risorsa preziosa per la continuità di questa istituzione.
Durante il pomeriggio, inoltre, si è tenuto il dialogo "Abitare il cambiamento" tra il geologo e vicesindaco di Carenno Nicola Pigazzini e lo scrittore Luca Rota. Partendo dalle fotografie e dalle poesie in mostra, i due relatori hanno riflettuto sul rapporto che le comunità dell'alta Valle San Martino e della Valle Imagna intrattenevano con la neve fino agli anni Ottanta del Novecento, e sul legame - spesso conflittuale - tra neve, montagna e sci nordico, sport che porta con sé interrogativi importanti sull'impatto ambientale sui territori montani.
L'evento si è concluso con l'invito a seguire le prossime proposte del Museo e dell'Associazione Gruppo Muratori e Amici di Ca' Martì APS. Ora il museo è aperto per accogliere i visitatori tutte le domeniche dalle ore 15 alle ore 17


La mostra, curata da Simone Mancini e Cristina Melazzi, raccoglie fotografie donate da privati: istantanee di momenti di svago e paesaggi innevati del Carennese e della Valle San Martino. Un archivio di memoria collettiva che ha confermato, ancora una volta, quanto il legame comunitario tra la valle e il museo sia una risorsa preziosa per la continuità di questa istituzione.






















