Lecco: altro contenzioso per il Comune, ricorso della ditta dei lavori al Teatro
Giovanni Colombo assisterà il Comune di Lecco nell'ennesimo contenzioso legale. Non si tratta - ovviamente - del candidato sindaco per il Patto per il Nord, ma di una toga con studio in città, omonima, dunque, dell'ex leghista aspirante alla fascia tricolore.
4.300 euro e spicci il preventivo di spesa, accettato da Palazzo Bovara con tutta la fretta del caso, "considerata l'urgenza di procedere alla costituzione, data la fissazione dell'udienza in data 5 maggio 2026 per la comparizione delle parti", come si legge nella determina pubblicata quest'oggi all'albo pretorio, a firma del Segretario generale Francesco Bergamelli che, tra l'altro, giustifica la scelta di investire della causa un professionista esterno "sul presupposto che il Servizio interno di Avvocatura comunale consta, attualmente, di un'unica risorsa abilitata al patrocinio legale presso Corti giudiziarie, peraltro già impegnati in altri contenziosi". Evviva, dunque.

Ma quale è il nuovo terreno di scontro in cui si è ritrovato il Comune di Lecco? La piccola Scala di piazza Garibaldi. Il ricorso è infatti della NEOCOS srl ed è "afferente i lavori di recupero funzionale del Teatro della Società - opere di completamento" come scrive il dottor Bergamelli in determina, senza specificare altro circa le motivazioni che hanno spinto la ditta appaltatrice a chiedere un accertamento tecnico.
L'oggetto del contendere, dunque, al momento, non ci è noto.

E nessuno dell'amministrazione dal 9 aprile, giorno della notifica del ricorso della NEOCOS, anche solo per trasparenza istituzionale, a poche settimane dalla fine del mandato, si è sentito in dovere di spiegarlo ai cittadini. E forse nemmeno ai consiglieri comunali, d'opposizione quantomeno.
Ciò che sembrerebbe certo è che in loco, da giorni e giorni ormai, nessuno sta portando avanti gli interventi relativi a quelle che, l'assessore Maria Sacchi lo scorso 8 aprile - giusto un giorno prima di ricevere l'ufficializzazione di un contenzioso, evidentemente almeno informalmente già aperto tra le parti - in una nota indirizzata a questo giornale dopo le polemiche relative l'apertura del Teatro senza l'avvenuto collaudo, aveva indicato come "porzioni accessorie, quali ridotto, uffici e spazi esterni", "ancora in fase di completamento". Ma quando è (o ormai "era" visto lo stallo venutosi a creare) prevista la chiusura dei lavori? Cosa lamenta la NEOCOS? Il ricorso centra qualcosa con il sipario rialzato senza il collaudo dell'immobile? E con le prescrizioni della Commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico nelle due sedute in cui è occupata della verifica della solidità e della sicurezza dell’edificio?
Qualche altra spiegazione dall'assessore Sacchi è - nuovamente - attesa. E non (solo) da chi scrive.
4.300 euro e spicci il preventivo di spesa, accettato da Palazzo Bovara con tutta la fretta del caso, "considerata l'urgenza di procedere alla costituzione, data la fissazione dell'udienza in data 5 maggio 2026 per la comparizione delle parti", come si legge nella determina pubblicata quest'oggi all'albo pretorio, a firma del Segretario generale Francesco Bergamelli che, tra l'altro, giustifica la scelta di investire della causa un professionista esterno "sul presupposto che il Servizio interno di Avvocatura comunale consta, attualmente, di un'unica risorsa abilitata al patrocinio legale presso Corti giudiziarie, peraltro già impegnati in altri contenziosi". Evviva, dunque.

Il Teatro della Società in una foto scattata alla cerimonia di inaugurazione
Ma quale è il nuovo terreno di scontro in cui si è ritrovato il Comune di Lecco? La piccola Scala di piazza Garibaldi. Il ricorso è infatti della NEOCOS srl ed è "afferente i lavori di recupero funzionale del Teatro della Società - opere di completamento" come scrive il dottor Bergamelli in determina, senza specificare altro circa le motivazioni che hanno spinto la ditta appaltatrice a chiedere un accertamento tecnico.
L'oggetto del contendere, dunque, al momento, non ci è noto.
L'assessore ai lavori pubblici Maria Sacchi
E nessuno dell'amministrazione dal 9 aprile, giorno della notifica del ricorso della NEOCOS, anche solo per trasparenza istituzionale, a poche settimane dalla fine del mandato, si è sentito in dovere di spiegarlo ai cittadini. E forse nemmeno ai consiglieri comunali, d'opposizione quantomeno.
Ciò che sembrerebbe certo è che in loco, da giorni e giorni ormai, nessuno sta portando avanti gli interventi relativi a quelle che, l'assessore Maria Sacchi lo scorso 8 aprile - giusto un giorno prima di ricevere l'ufficializzazione di un contenzioso, evidentemente almeno informalmente già aperto tra le parti - in una nota indirizzata a questo giornale dopo le polemiche relative l'apertura del Teatro senza l'avvenuto collaudo, aveva indicato come "porzioni accessorie, quali ridotto, uffici e spazi esterni", "ancora in fase di completamento". Ma quando è (o ormai "era" visto lo stallo venutosi a creare) prevista la chiusura dei lavori? Cosa lamenta la NEOCOS? Il ricorso centra qualcosa con il sipario rialzato senza il collaudo dell'immobile? E con le prescrizioni della Commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico nelle due sedute in cui è occupata della verifica della solidità e della sicurezza dell’edificio?
Qualche altra spiegazione dall'assessore Sacchi è - nuovamente - attesa. E non (solo) da chi scrive.




















