Galbiate: insulto vendicato nel sangue, 8 giornate di squalifica per un calciatore della Due Vi
Si è già scusato con mister, squadra e società. Ma la "sciocchezza" commessa domenica scorsa sul campo di via Bovia a Lambrugo ora gli costerà 8 giornate di squalifica. Così ha deciso l'avvocato Renato Cogliati nelle vesti di Giudice sportivo territoriale presso la Delegazione Provinciale di Lecco, chiamato a pronunciarsi in relazione alla rissa scoppiata al 47° minuto del primo tempo della partita, del campionato di terza categoria, tra l'Olympic Lurago e la Due Vi di Villa Vergano, squadra di appartenenza del giocatore che, per primo avrebbe messo le mani addosso ad un avversario, scatenando poi il parapiglia che ha portato l'arbitro a sospendere l'incontro. Vincevano gli ospiti, ma, per decisione del giudice sportivo, è stata assegnata una sconfitta ad entrambe le formazioni, con la Due Vi sanzionata anche con un'ammenda da 300 euro mentre l'Unione sportiva Olympic si è beccata una multa da 200 euro, per il comportamento tenuto anche dalle rispettive tifoserie, con una sostenitrice della squadra galbiatese che avrebbe perfino scavalcato un cancello irrompendo nell'area riservata ai tesserati.
Tutto, come riportato nel suo provvedimento, pubblicato quest'oggi, dall'avvocato Cogliati, avrebbe avuto origine da un'espressione gravemente ingiuriosa ed offensiva pronunciata da un giocatore dell'Olympic nei confronti di un portacolori della Due Vi. Quest'ultimo, in campo, avrebbe reagito con una condotta violenta, colpendo l'avversario con una testata al volto. Da qui l'espulsione di entrambi. Abbandonando il terreno di gioco, l'ospite si sarebbe avventato sul calciatore della formazione luraghese, raggiunto da pugni al capo, al volto e al collo, tanto da necessitare poi di essere ospedalizzato. Da qui la rissa e la fine anticipata del match. Due le giornate di squalifica con cui il giudice sportivo ha "punito" l'insulto poi vendicato nel sangue.
Tutto, come riportato nel suo provvedimento, pubblicato quest'oggi, dall'avvocato Cogliati, avrebbe avuto origine da un'espressione gravemente ingiuriosa ed offensiva pronunciata da un giocatore dell'Olympic nei confronti di un portacolori della Due Vi. Quest'ultimo, in campo, avrebbe reagito con una condotta violenta, colpendo l'avversario con una testata al volto. Da qui l'espulsione di entrambi. Abbandonando il terreno di gioco, l'ospite si sarebbe avventato sul calciatore della formazione luraghese, raggiunto da pugni al capo, al volto e al collo, tanto da necessitare poi di essere ospedalizzato. Da qui la rissa e la fine anticipata del match. Due le giornate di squalifica con cui il giudice sportivo ha "punito" l'insulto poi vendicato nel sangue.




















