Lecco, fatti del 28 aprile '45: l'Anpi appone una targa allo stadio

Una nuova targa allo stadio. L'ha apposta l’Anpi di Lecco, sentita l’Amministrazione comunale, un giorno prima dell'81° anniversario della Liberazione. In via Pascoli, sul muro del rettangolo di gioco che il 28 aprile 1945 fu teatro della fucilazione di 16 tra ufficiali e sottufficiali della RSI, accusati di aver violato la bandiera bianca esposta dopo essersi asserragliati in uno stabile a Pescarenico.
Proprio dove ogni anno, in occasione appunto del 28 aprile, una commemorazione ricorda quei repubblichini.
targaanpi.png (496 KB)
"Il nostro intento non è quello di esaltare le condanne a morte, ma ricordare rigorosamente i fatti accaduti, perché la verità storica è base necessaria per ogni giudizio. Giudizio che tiene contemporaneamente presenti sia le condizioni estreme di quei giorni, sia il nuovo contesto istituzionale in cui oggi viviamo. La nostra Costituzione, frutto della Resistenza, ha abolito la pena di morte e introdotto principi di civiltà giuridica che l’Anpi orgogliosamente difende" spiega l'Associazione che così sintetizza, sul nuovo pannello, i controversi fatti che insanguinarono la città nei giorni immediatamente successivi l'insurrezione di Milano. "La mattina del 26 aprile 1945 arrivò dal CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) l’ordine di insurrezione. Nel pri-
mo pomeriggio del 26, si arrese la GNR (Guardia Nazionale Repubblicana) e mentre i partigiani occupavano i punti strategici della città, arrivò da Bergamo una colonna di 14 camion con soldati tedeschi e militi fascisti, che a Maggianico uccisero Giuseppe Figini. Il Comando partigiano trattò per separare i fascisti dai tedeschi; questi ultimi accettarono la resa, mentre i militi delle Brigate Nere ‘Perugia’ e ‘Leonessa’ si asserragliarono nella ‘casa Panzeri’, in via Como a Pescarenico, decisi a combattere. Durante la notte, arrivarono dalla montagna i reparti della Brigata Rosselli e il ‘Gruppo Rocciatori’ comandato da Riccardo Cassin e la mattina del 27 aprile lo scontro riprese; in via Previati cadde Alberto Picco e la battaglia diventò furiosa. Una bandiera bianca sventolò da una finestra della ‘casa Panzeri’ e quattro partigiani uscirono allo scoperto per raccogliere la resa. Ma i fascisti spararono a tradimento: due partigiani restarono uccisi e due feriti; uno di loro morì pochi giorni dopo. La battaglia riprese fino alla resa definitiva: 153 tra ufficiali e militi delle Brigate Nere vennero arrestati. Il 28 aprile, 16 tra ufficiali e sottufficiali, responsabili di aver violato la bandiera bianca, vennero fucilati allo stadio di Lecco. Tutti i 137 militi non graduati
furono rilasciati".
Alla ricostruzione, l'Anpi aggiunge - con la traduzione anche in inglese - un "il giudizio": "La battaglia per la liberazione della città costò alle forze partigiane quattordici morti e dodici feriti. Gli ufficiali e i sottufficiali delle Brigate Nere furono condannati sulla base del codice penale militare di guerra, perché c’era una guerra combattuta dal fascismo contro gli italiani e a fianco dell’esercito tedesco che occupava il nostro Paese. Una guerra che, solo nella provincia di Lecco, è costata la vita a 345 partigiani e partigiane, di cui 44 fucilati dalle milizie fasciste. A loro vanno aggiunti almeno 91 lecchesi assassinati nei lager nazisti. Questa è la ricostruzione storica e ogni giudizio sui fatti accaduti allora va riportato alle condizioni di quel tragico periodo della storia italiana, di cui il fascismo porta l’intera responsabilità. Altra cosa è l’oggi. Noi, eredi ideali della Resistenza, possiamo dire, anche con orgoglio, che oggi quei militi fascisti avrebbero avuto una condanna diversa perché, grazie all’art. 27 della nostra Costituzione, in Italia non c’è più la pena di morte, cancellata - nel 1994 - anche dal codice penale militare di guerra. L’ANPI proseguirà su questa strada di fedeltà alla Costituzione e con tutti i mezzi democratici e non violenti continuerà a difendere la libertà e la democrazia conquistate dalla Resistenza".
Per ribadire questi principi invitiamo l'Anpi invita a partecipare alla manifestazione che si terrà il 28 aprile con partenza alle ore 17.00 dal parco 7 Marzo, in corso Matteotti.
Nello stesso pomeriggio è già previsto un secondo corteo, promosso dalla Rete Antifascista, con partenza, invece, da via Como.
Non è ancora stato "pubblicizzato", invece, il tradizionale momento commemorativo allo stadio. Lo scorso anno, la firma "i camerati" aveva dato fuoco alle proteste. Facile già anticipare anche una presa di posizione in relazione alla nuova targa, a cominciare dalla critica alla dicitura "Brigate nere" in luogo alle brigate della Repubblica Sociale Italiana, come già per la piastra posizionata a Pescarenico.
Date evento
martedì, 28 aprile 2026
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.