Calolzio, 25 Aprile: corteo dopo le polemiche, 'la condanna della guerra richiede un forte impegno per la pace'

Le polemiche della vigilia si sono sciolte facendo appello a quella “democrazia”, anche interna, che poggia proprio su una giornata come quella odierna: alla fine, a Calolziocorte, una parte degli iscritti all'Anpi, a cominciare dallo stesso coordinatore, ha preso parte al corteo per il 25 Aprile e una parte, forse più nutrita, ma stiamo parlando comunque di numeri limitati alle dita delle mani, ha effettivamente presenziato solo ai discorsi finali, rumoreggiando quando è stata intonata La Leggenda del Piave, considerata fuori contesto da chi avrebbe voluto escludere dal programma istituzionale le tappe ai cippi delle associazioni combattentistiche
calolzio25aprile2026__55_.jpg (639 KB)
Michelangelo La Rosa, coordinatore Anpi di Calolzio
calolzio25aprile2026__99_.jpg (920 KB)
Il canovaccio della celebrazione, organizzata dal Comune in collaborazione con i sodalizi cittadini, è rimasto comunque invariato, con partenza dalla Chiesa Arcipresbiterale e passaggio di monumento in monumento, con tappa prima alle spalle del Comune, poi al parchetto degli Alpini e infine alle lapidi dei Marinai e dei Carabinieri ai piedi della salita per il “cubo” che onora la memoria dei Caduti di tutte le guerre. 
calolzio25aprile2026__27_.jpg (1.02 MB)
calolzio25aprile2026__8_.jpg (681 KB)
In testa al serpentone il Corpo Musicale Giuseppe Verdi, seguito dal Coro Ana dell'Adda e dagli stendardi delle diverse realtà cittadine a precedere le autorità e gli intervenuti, con proprio i membri delle associazioni combattentistiche, a cominciare dagli Alpini, a ingrossare file altrimenti assai sparute.
calolzio25aprile2026__26_.jpg (879 KB)
calolzio25aprile2026__11_.jpg (729 KB)
Non particolarmente folta, infatti, come sempre, la partecipazione dei “semplici cittadini”, con l'assenza pressoché totale delle giovani generazioni. Ai presenti, nel suo discorso, il sindaco Marco Ghezzi, ha ribadito il “grande debito di riconoscenza” che abbia verso coloro che hanno donato anche la loro vita per la nostra libertà. Figure che devono “esserci d'esempio”.
calolzio25aprile2026__40_.jpg (875 KB)
calolzio25aprile2026__14_.jpg (806 KB)
“Facciamolo tutti insieme – ha chiosato in relazione al mantenere vivo il ricordo – senza alzare steccati e nuovi integralismi”. Un passaggio fine, anche a chiusura delle polemiche dei giorni scorsi, riprese tra l'altro, nel suo monologo – giudicato troppo lungo da chi ha iniziato a sbuffare chiedendo “tagli” - anche da Michelangelo La Rosa,  responsabile cittadino dell'Anpi che, da ultimo, ha voluto leggere una pagina dell'Alpino Mario Rigoni Stern, per invitare a imparare a dire no e a seguire la propria coscienza. 

Galleria fotografica (120 immagini)

Un messaggio a cui è arrivato partendo puntualizzando come la Resistenza sia stata militare e civile, citando dunque quanti, a livello locale, hanno pagato con la vita o venendo deportati l'aver preso parte alla lotta di Liberazione, per poi indicare nel 25 Aprile “il momento in cui cerchiamo la bussola per il presente”, parlando di pilastri come la democrazia, i diritti sociali, la libertà per l'appunto e la pace.  “Rendere concreti questi valori è il modo migliore per onorare la Resistenza” ha dichiarato, criticando le ingerenze del potere esecutivo, riaffermando che l'Italia ripudia la guerra e che tutti siamo chiamati a partecipare, scegliendo di stare dalla parte della libertà contro l'oppressione.
calolzio25aprile2026__116_.jpg (825 KB)
calolzio25aprile2026__114_.jpg (776 KB)
“Non esiste vera libertà senza giustizia sociale” ha detto ancora, citando quei diritti costituzionali non ancora pienamente attuati dopo 80 anni, spingendosi poi fuori dai confini nazionali per condannare le violazioni del diritto internazionale di una democrazia come quella americana il cui presidente è arrivato a contestare perfino il Papa e a ricordare i conflitti che infiammano il pianeta. “La condanna della guerra richiede un forte impegno per la pace”, il monito, citando l'appello dei sopravvissuti di Mauthausen, per invocare un cambio di rotta, nel nome della solidarietà internazionale e della libertà. Per tutti. “Se vuoi la pace, prepara la guerra, dicevano gli antichi romani. Noi diciamo: se vuoi la pace, prepara la pace”.
A.M.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.