Ipocrisia allo stato puro
In risposta al comunicato stampa di Cambia Calolzio
Il “risveglio” improvviso di chi oggi si scandalizza è francamente ridicolo. Si accorgono solo ora del mio percorso politico, che non ho mai nascosto né rinnegato? Faccio politica da quando avevo 15 anni e non ho nulla da giustificare a nessuno.
La mia presenza alla commemorazione è cosa nota da anni. Non è una novità, non è una provocazione: è una scelta coerente, legata al rispetto per giovani vite spezzate in una delle pagine più drammatiche della nostra storia. Solo chi è in malafede può trasformare un momento di memoria in uno scandalo.
Chi oggi pontifica farebbe meglio a studiare prima di parlare. Le ricostruzioni storiche che vengono sbandierate sono parziali e comode. Quel periodo fu una guerra civile, punto. Una realtà riconosciuta da storici seri, non da improvvisati commentatori a gettone. E nelle guerre civili emergono violenze, vendette e tragedie da ogni parte. Fingere il contrario è propaganda.
Ma il punto più grave è un altro, ed è qui che cade ogni maschera.
Si attacca chi partecipa a una commemorazione autorizzata dalla Questura, regolarmente comunicata e svolta nel rispetto delle regole. E nello stesso tempo si chiude un occhio — o entrambi — su una manifestazione non autorizzata, dove si sono sentiti slogan ignobili, minacce esplicite e richiami a omicidi e stragi.
Questo non è doppiopesismo. Questo è complicità politica.
Chi ha gridato certe frasi ha riportato in piazza il linguaggio dell’odio e dell’intimidazione. E chi oggi non prende le distanze, chi finge di non vedere, chi balbetta giustificazioni, se ne assume la responsabilità.
Altro che indignazione: qui siamo davanti all’ipocrisia allo stato puro. Si pretende di dare lezioni mentre si tollerano comportamenti che nulla hanno a che vedere con la democrazia.
La realtà è semplice: si costruisce una polemica artificiale per colpire un avversario politico, sperando di spostare l’attenzione da fatti ben più gravi. È un gioco vecchio, scoperto e sempre meno efficace.
Chi vuole parlare di democrazia inizi da una cosa elementare: condannare senza se e senza ma odio, minacce e violenza. Tutto il resto è solo propaganda.
Il “risveglio” improvviso di chi oggi si scandalizza è francamente ridicolo. Si accorgono solo ora del mio percorso politico, che non ho mai nascosto né rinnegato? Faccio politica da quando avevo 15 anni e non ho nulla da giustificare a nessuno.
La mia presenza alla commemorazione è cosa nota da anni. Non è una novità, non è una provocazione: è una scelta coerente, legata al rispetto per giovani vite spezzate in una delle pagine più drammatiche della nostra storia. Solo chi è in malafede può trasformare un momento di memoria in uno scandalo.
Chi oggi pontifica farebbe meglio a studiare prima di parlare. Le ricostruzioni storiche che vengono sbandierate sono parziali e comode. Quel periodo fu una guerra civile, punto. Una realtà riconosciuta da storici seri, non da improvvisati commentatori a gettone. E nelle guerre civili emergono violenze, vendette e tragedie da ogni parte. Fingere il contrario è propaganda.
Ma il punto più grave è un altro, ed è qui che cade ogni maschera.
Si attacca chi partecipa a una commemorazione autorizzata dalla Questura, regolarmente comunicata e svolta nel rispetto delle regole. E nello stesso tempo si chiude un occhio — o entrambi — su una manifestazione non autorizzata, dove si sono sentiti slogan ignobili, minacce esplicite e richiami a omicidi e stragi.
Questo non è doppiopesismo. Questo è complicità politica.
Chi ha gridato certe frasi ha riportato in piazza il linguaggio dell’odio e dell’intimidazione. E chi oggi non prende le distanze, chi finge di non vedere, chi balbetta giustificazioni, se ne assume la responsabilità.
Altro che indignazione: qui siamo davanti all’ipocrisia allo stato puro. Si pretende di dare lezioni mentre si tollerano comportamenti che nulla hanno a che vedere con la democrazia.
La realtà è semplice: si costruisce una polemica artificiale per colpire un avversario politico, sperando di spostare l’attenzione da fatti ben più gravi. È un gioco vecchio, scoperto e sempre meno efficace.
Chi vuole parlare di democrazia inizi da una cosa elementare: condannare senza se e senza ma odio, minacce e violenza. Tutto il resto è solo propaganda.
Luca Caremi, Consigliere Provinciale, Assessore al Comune di Calolziocorte e Segretario cittadino Lega Salvini Premier




















