Lecco: una mostra e tante attività per la Giornata delle Ostetriche

Alle mamme che hanno preso parte al laboratorio di massaggio neonatale sono state regalate delle copertine, ottenute assemblando i "quadrotti" realizzati dalle pazienti oncologiche coinvolte da ACTO in un corso di lanaterapia: il filo, quello "lavorato" ai ferri, ha unito così, non solo metaforicamente, all'interno del Dipartimento Materno Infantile, donne ad altre donne, grazie alla generosità di chi, affrontando un tumore ginecologico, nel proprio percorso di malattia e cura ha inserito anche un'attività che ha portato a donare una "coccola" a chi ha da poco conosciuto la gioia (e la fatica) di mettere al mondo un bimbo.
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Anche questo è stata la Giornata Internazionale dell’Ostetrica interpretata in chiave lecchese dal personale dell'ASST ed in particolare dall'Ospedale Manzoni che, nel pomeriggio di mercoledì 5 maggio, ha ospitato una serie di proposte rivolte alla popolazione. Non necessariamente mamme e future mamme e papà e futuri papà.
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Uno dei momenti, infatti, è stato dedicato anche a nonne e nonni, "formati" a questo cambiamento di prospettiva. E poi ancora si è parlato di giostrine montessoriane e libri, alimentazione complementare e autosvezzamento, con la possibilità di prendere parte non solo al laboratorio di massaggio neonatale ma anche a quello di movimento in gravidanza.
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Focus, ancora, sul rientro a casa come pure sulla Banca del latte e sulla donazione del sangue cordonale. Nel corso del pomeriggio, poi, è stato presentato il nuovo logo dell'ambulatorio gravidanza a basso rischio e, nella hall, è stato tagliato il nastro della mostra fotografica “One Million More Midwives – Il mondo ha bisogno di un milione di ostetriche in più”, come da "titolo" per l'edizione 2026 della Giornata internazionale.
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"Ogni due minuti, una donna muore per complicazioni legate alla gravidanza o al parto. Milioni di altre non hanno accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva di cui hanno bisogno, né il potere di decidere liberamente sul proprio corpo e sul proprio futuro. Un numero maggiore di ostetriche può cambiare tutto questo. Le ostetriche salvano vite, proteggono i diritti e forniscono cure affidabili. Ma hanno bisogno di investimenti, autonomia e sostegno per svolgere il loro lavoro – e al momento, semplicemente, non ce ne sono abbastanza" il messaggio veicolato.
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Nel dettaglio, il percorso espositivo, fruibile liberamente, conduce il visitatore nei luoghi in cui la professione ostetrica si concretizza ogni giorno: dalla sala parto al reparto, dal Pronto Soccorso Ostetrico alla sala operatoria, fino alla Neonatologia e agli ambulatori. Un’attività che si inserisce anche nel contesto del progetto regionale ELISTAM, quello che ha portato le ostetriche lecchesi a salire in elicottero, spiccando letteralmente il volo. 

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