Artisti per Emergency: il no alla guerra ribadito attraverso il bello
Ci sono l'artista ed editore osnaghese Alberto Casiraghy, il suo compaesano Bruno Freddi e ancora Gaetano Orazio e Raouf Gharbia. Oltre una ventina i nomi in elenco, inclusi gli associati del gruppo Koinè e il presidente dell'Anpi provinciale Enrico Avagnina, in triplice veste: quella di "creativo", quella di ispiratore dell'iniziativa e, appunto, quella "istituzionale" di guida dell'Associazione partigiani partner di una proposta accolta subito con entusiasmo da chi ha trovato nell'arte la sua modalità di espressione.

E' stata inaugurata ieri sera, nella meravigliosa cornice della sala espositiva del Centro Culturale Fatebenefratelli di Valmadrera, la collettiva "Artisti per Emergency", mostra ideata, nel 32° compleanno del sodalizio indipendente avviato da Teresa e Gino Strada, per ribadire nuovamente, tramite il bello, il no alla barbarie della guerra, raccogliendo, attraverso la vendita delle opere, fondi per continuare a sostenere una realtà che, in nove diversi scenari, cura una persona al minuto, dal 1994.

80 milioni il bilancio annuo dell'organizzazione, pari al costo medio di un F35, come ribadito, nel suo intervento introduttivo, da Adriano Crisafi, coordinatore d’area di Emergency, esprimendo gratitudine verso tutti coloro che hanno aderito all'iniziativa.

"Parliamo sempre di due guerre, quella in Ucraina e quella in corso a Gaza e in Cisgirdania, ma ce ne sono altre quaranta. Questa mostra dice "state attenti a quel che vi sta intorno"" ha aggiunto Patrizia Milani, intervenendo in rappresentanza di Anpi, in assenza di Avagnina, impossibilitato a partecipare personalmente al "taglio del nastro".

"Noi vogliamo continuare a ripudiare tutte le guerre" ha aggiunto ancora l'attivista citando il critico Michele Tavola per soffermandosi sull'arte, nelle sue diverse forme, come vettore per trasmettere tale messaggio. "L'arte non può rimanere passiva vedendo quello che sta accadendo nel mondo", "l'arte è per sua natura rivoluzionaria, antagonista, irriverente", "l'arte lotta da anni contro le ingiustizie", "l'arte è un veicolo di attenzione".

La mostra, dunque, mutuando le parole utilizzate da Avagnina nella presentazione, "rappresenta per noi una forma di resistenza culturale e solidale". Un concetto ribadito ieri sera da Piero Vannucci a nome degli artisti e dal sindaco di Valmadrera Cesare Colombo che ha parlato dei quadri e delle installazioni allestite nello spazio espositivo come di uno "stimolo per le nostre coscienze".

"Questo - ha aggiunto - è un momento in cui dobbiamo fare anche noi resistenza", sottolineando l'incapacità dei grandi di dialogare ma anche la necessità di partire dal piccolo e dal quotidiano, essendo anche noi stessi abituati ormai ad alzare la voce, piuttosto che scegliere la strada del confronto. "E quando si urla, si è già lontani".
La mostra rimarrà ora aperta fino a domenica 17, tutti i giorni dalle 15:00 alle 19:30.

E' stata inaugurata ieri sera, nella meravigliosa cornice della sala espositiva del Centro Culturale Fatebenefratelli di Valmadrera, la collettiva "Artisti per Emergency", mostra ideata, nel 32° compleanno del sodalizio indipendente avviato da Teresa e Gino Strada, per ribadire nuovamente, tramite il bello, il no alla barbarie della guerra, raccogliendo, attraverso la vendita delle opere, fondi per continuare a sostenere una realtà che, in nove diversi scenari, cura una persona al minuto, dal 1994.

80 milioni il bilancio annuo dell'organizzazione, pari al costo medio di un F35, come ribadito, nel suo intervento introduttivo, da Adriano Crisafi, coordinatore d’area di Emergency, esprimendo gratitudine verso tutti coloro che hanno aderito all'iniziativa.

"Parliamo sempre di due guerre, quella in Ucraina e quella in corso a Gaza e in Cisgirdania, ma ce ne sono altre quaranta. Questa mostra dice "state attenti a quel che vi sta intorno"" ha aggiunto Patrizia Milani, intervenendo in rappresentanza di Anpi, in assenza di Avagnina, impossibilitato a partecipare personalmente al "taglio del nastro".

"Noi vogliamo continuare a ripudiare tutte le guerre" ha aggiunto ancora l'attivista citando il critico Michele Tavola per soffermandosi sull'arte, nelle sue diverse forme, come vettore per trasmettere tale messaggio. "L'arte non può rimanere passiva vedendo quello che sta accadendo nel mondo", "l'arte è per sua natura rivoluzionaria, antagonista, irriverente", "l'arte lotta da anni contro le ingiustizie", "l'arte è un veicolo di attenzione".

La mostra, dunque, mutuando le parole utilizzate da Avagnina nella presentazione, "rappresenta per noi una forma di resistenza culturale e solidale". Un concetto ribadito ieri sera da Piero Vannucci a nome degli artisti e dal sindaco di Valmadrera Cesare Colombo che ha parlato dei quadri e delle installazioni allestite nello spazio espositivo come di uno "stimolo per le nostre coscienze".

"Questo - ha aggiunto - è un momento in cui dobbiamo fare anche noi resistenza", sottolineando l'incapacità dei grandi di dialogare ma anche la necessità di partire dal piccolo e dal quotidiano, essendo anche noi stessi abituati ormai ad alzare la voce, piuttosto che scegliere la strada del confronto. "E quando si urla, si è già lontani".
A.M.




















