Il ministro Zangrillo a Lecco. Anche il settore pubblico a caccia di giovani talenti
Una pubblica amministrazione da svecchiare, superando la leggenda della schiera di burocrati. E che quindi guarda ai giovani, alla cosiddetta generazione zeta, ai nativi digitali. Perché hanno le competenze necessarie per affrontare l’innovazione tecnologica che continua ad avanzare, ma hanno anche uno sguardo in grado di vedere oltre, non avendo i condizionamenti dei più anziani.
La visita del ministro della pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, questa mattina a Lecco, ha avuto più l’aspetto di una campagna di reclutamento, un presentare il lavoro pubblico come una grande opportunità e non un ripiego.

Prima di recarsi al Politecnico, il ministro, accompagnato dal coordinatore provinciale di Forza Italia Roberto Gagliardi, ha fatto tappa all’istituto Badoni, scuola tecnica d’eccellenza per il nostro territorio, accolto dalla dirigente Luisa Zuccoli e dal dirigente scolastico territoriale Adamo Castelnuovo. Zangrillo è stato accompagnato a visitare alcuni dei laboratori delle scuole con gli studenti a spiegare il loro lavoro, a cominciare da Matteo Altieri e Loris Pennati, freschi dall’aver vinto il concorso “Smart project”.

Si è poi tenuto l’incontro nell’aula magna con gli alunni delle classi quarte dell’istituto. La dirigente Zuccoli ha illustrato la storia della scuola voluta ormai ottant’anni fa dagli industriali lecchesi per preparare una manodopera superqualificata e specializzata per le proprie aziende. La preside ha parlato di una scuola che è costola della Repubblica «e così che ci sentiamo» sottolineando come siano comunque necessari attenzione e risorse da parte del governo.

Il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Castelnuovo ha rimanrcato come la realtà lecchese sia un laboratorio di pensiero e competenze per creare valore aggiunto, ha auspicato – quasi anticipando i contenuti del discorso di Zangrillo – un’amministrazione pubblica più moderna, una formazione continua, un maggiore rapporto con i ragazzi, i quali debbono sapere quali prospettive possano avere nel settore pubblico e come debbano considerare il servizio pubblico, rilevando la necessità di un personale più stabile e meno precario nel settore della scuola. Per la quale, ha concluso rivolto direttamente al ministro – la sua presenza qui dimostra la sua attenzione.»

Alcune istanze sono poi state presentate, tutto sommato pro forma, dai rappresentanti degli studenti (Ylenia Bertoldini, Veronica Foschi e Mattia Ippolito) e dal personale non docente (Mariella Canzoniere e Antonino Giumbo).

Aprendo il suo intervento, il ministro Paolo Zangirllo ha detto come sia importante che le istituzioni dialoghino con le nuove generazioni e le ascoltino. Ha presentato la pubblica amministrazione come il più grande datore di lavoro italiano con i suoi 3 milioni e 400mila dipendenti, ma se ne ha un’immagina ormai vecchia: si è soliti pensare a burocrati e burocrazia, ma la pubblica amministrazione è fatta di insegnanti, magistrati, infermieri, poliziotti, diplomati tecnici. È necessario che si sappia perché deve diventare attrattiva soprattutto nei confronti della generazione Z e dei nativi digitali per poter affrontare le innovazioni.
Inoltre – ha aggiunto il ministro – va ricordato che chi opera nel settore pubblico è un “civil servant”: se un dipendente privato lavora per il guadagno di una ristretta cerca di persone, quello pubblico opera al servizio dell’intera comunità.
Con la crisi economica del 2009 che ha messo a rischio i bilanci di molti Stati, ci sono stati alcuni problemi; le assunzioni sono state bloccate e pertanto chi andava in pensione non veniva sostituito. Nel 2019 si ricominciato a respirare, ma rimane un problema e cioè la necessità di offrire un’immagine fedele della pubblica amministrazione. Vista sempre come semplice garanzia di posto fisso, una descrizione che ha sempre fatto molto male. E invece è un’organizzazione di straordinaria importanza «e voi giovane dovete capirlo.»

L'esponente di Forza Italia ha poi enumerato gli interventi messi in campo dal governo per l’ammodernamento: investimenti nei processi di reclutamento digitalizzando i processi e ricorrendo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale così da rendere i concorsi più snelli e veloci. A proposito di concorsi, ha anche annunciato l’avvio della discussione su un disegno di legge che prevede la possibilità per i dirigenti pubblici di proporre promozioni per propri collaboratori meritevoli, senza ricorrere a concorsi. Perché il merito deve assumere sempre maggiore importanza.
Inoltre, sono state aumentate le ore dedicate alla formazione professionale che erano solo sei e sono diventate quaranta all’anno.
Infine, rivolto agli studenti, li ha incoraggiati a scegliere il lavoro giusti per se stessi, ascoltando sì i genitori ma soprattutto seguendo le proprie propensioni.
La visita del ministro della pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, questa mattina a Lecco, ha avuto più l’aspetto di una campagna di reclutamento, un presentare il lavoro pubblico come una grande opportunità e non un ripiego.
Prima di recarsi al Politecnico, il ministro, accompagnato dal coordinatore provinciale di Forza Italia Roberto Gagliardi, ha fatto tappa all’istituto Badoni, scuola tecnica d’eccellenza per il nostro territorio, accolto dalla dirigente Luisa Zuccoli e dal dirigente scolastico territoriale Adamo Castelnuovo. Zangrillo è stato accompagnato a visitare alcuni dei laboratori delle scuole con gli studenti a spiegare il loro lavoro, a cominciare da Matteo Altieri e Loris Pennati, freschi dall’aver vinto il concorso “Smart project”.
Si è poi tenuto l’incontro nell’aula magna con gli alunni delle classi quarte dell’istituto. La dirigente Zuccoli ha illustrato la storia della scuola voluta ormai ottant’anni fa dagli industriali lecchesi per preparare una manodopera superqualificata e specializzata per le proprie aziende. La preside ha parlato di una scuola che è costola della Repubblica «e così che ci sentiamo» sottolineando come siano comunque necessari attenzione e risorse da parte del governo.
Il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Castelnuovo ha rimanrcato come la realtà lecchese sia un laboratorio di pensiero e competenze per creare valore aggiunto, ha auspicato – quasi anticipando i contenuti del discorso di Zangrillo – un’amministrazione pubblica più moderna, una formazione continua, un maggiore rapporto con i ragazzi, i quali debbono sapere quali prospettive possano avere nel settore pubblico e come debbano considerare il servizio pubblico, rilevando la necessità di un personale più stabile e meno precario nel settore della scuola. Per la quale, ha concluso rivolto direttamente al ministro – la sua presenza qui dimostra la sua attenzione.»
Alcune istanze sono poi state presentate, tutto sommato pro forma, dai rappresentanti degli studenti (Ylenia Bertoldini, Veronica Foschi e Mattia Ippolito) e dal personale non docente (Mariella Canzoniere e Antonino Giumbo).
Aprendo il suo intervento, il ministro Paolo Zangirllo ha detto come sia importante che le istituzioni dialoghino con le nuove generazioni e le ascoltino. Ha presentato la pubblica amministrazione come il più grande datore di lavoro italiano con i suoi 3 milioni e 400mila dipendenti, ma se ne ha un’immagina ormai vecchia: si è soliti pensare a burocrati e burocrazia, ma la pubblica amministrazione è fatta di insegnanti, magistrati, infermieri, poliziotti, diplomati tecnici. È necessario che si sappia perché deve diventare attrattiva soprattutto nei confronti della generazione Z e dei nativi digitali per poter affrontare le innovazioni.
Inoltre – ha aggiunto il ministro – va ricordato che chi opera nel settore pubblico è un “civil servant”: se un dipendente privato lavora per il guadagno di una ristretta cerca di persone, quello pubblico opera al servizio dell’intera comunità.
L'esponente di Forza Italia ha poi enumerato gli interventi messi in campo dal governo per l’ammodernamento: investimenti nei processi di reclutamento digitalizzando i processi e ricorrendo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale così da rendere i concorsi più snelli e veloci. A proposito di concorsi, ha anche annunciato l’avvio della discussione su un disegno di legge che prevede la possibilità per i dirigenti pubblici di proporre promozioni per propri collaboratori meritevoli, senza ricorrere a concorsi. Perché il merito deve assumere sempre maggiore importanza.
Inoltre, sono state aumentate le ore dedicate alla formazione professionale che erano solo sei e sono diventate quaranta all’anno.
Infine, rivolto agli studenti, li ha incoraggiati a scegliere il lavoro giusti per se stessi, ascoltando sì i genitori ma soprattutto seguendo le proprie propensioni.
D.C.





















