Nameless/3: Calvin Harris infiamma. Ma non solo. In migliaia dentro lo stesso ritmo

Il Nameless Festival già dal primo giorno è prima di tutto: musica. Le persone arrivano, si muovono, si incontrano, ma è la musica a dettare il ritmo di ogni cosa, dall’ingresso all’ultimo drop.
namelessmusica__1_.jpg (169 KB)
namelessmusica__12_.jpg (336 KB)
L’aria già dalle prime ore è quella dei grandi eventi: gruppi di ragazzi che si ritrovano, sconosciuti che diventano parte dello stesso flusso, braccia alzate senza bisogno di conoscersi. “È tipo un posto dove appena entri sei già dentro la festa”, dice qualcuno mentre si infila tra i primi set.
namelessmusica__3_.jpg (322 KB)
namelessmusica__25_.jpg (109 KB)
Tra i nomi che hanno dominato la giornata, uno su tutti ha attraversato il festival ancora prima di iniziare: Calvin Harris. Il suo ritorno in Italia dopo 13 anni non è stato solo un annuncio di line-up, ma un punto di riferimento emotivo per il pubblico. Nei giorni precedenti e nelle ore di attesa si sentiva chiaramente: non era “un set qualsiasi”, era il set. “Io sono venuto solo per questo, sinceramente”, ammette un ragazzo senza troppi giri di parole. “Se lo perdi oggi, hai perso tutto”.
namelessmusica__23_.jpg (193 KB)
namelessmusica__24_.jpg (64 KB)
Ma il Nameless non vive mai di un solo nome. È un sistema di palchi che si accendono e si rispondono tra loro. Sul Ploom Stage la giornata si costruisce attorno alla grande elettronica da main stage: Sonny Fodera, Kasablanca, Swimming Paul, Astrality, Stylophonic. È la dimensione più immediata, quella dei drop condivisi e dei cori che esplodono insieme a migliaia di persone. Qui la musica non chiede interpretazioni. “Quando parte il drop non esiste più niente, solo gente che salta”, urla qualcuno con la voce già persa.
namelessmusica__9_.jpg (150 KB)
namelessmusica__4_.jpg (268 KB)
namelessmusica__20_.jpg (71 KB)
Pochi passi più in là, la Nameless Tent cambia completamente linguaggio. Andy C, Netsky e Hybrid Minds portano la drum & bass in una forma fisica, quasi aggressiva, dove il ritmo non accompagna ma spinge. È il punto in cui il festival accelera, dove il corpo segue prima della testa. “Mi sta vibrando lo stomaco, non sto scherzando”, ride un ragazzo mentre si appoggia a un amico.
namelessmusica__5_.jpg (243 KB)
namelessmusica__10_.jpg (156 KB)
Alla Garnier Fructis Arena il codice è diverso ancora: trap, urban, contaminazioni pop. Nerissima Serpe accende il pubblico in modo diretto, senza filtri. Qui la musica è più verbale, più istintiva, ma non meno potente. “Questa la sappiamo tutti, è assurda dal vivo”, si sente gridare tra la folla mentre parte il ritornello.
namelessmusica__7_.jpg (167 KB)
namelessmusica__2_.jpg (177 KB)
La Red Bull Energy Zone è invece il lato più club del festival. Frank Storm e Mason Collective costruiscono set continui. “Non so che ore sono, ma non voglio andare via”, dice qualcuno mentre resta fermo sotto cassa da più di un’ora senza accorgersene. E poi c’è l’Heineken Stage, il punto più imprevedibile: quello in cui il pubblico può salire in consolle. È la rottura totale della distanza tra chi suona e chi ascolta. 
namelessmusica__16_.jpg (137 KB)
namelessmusica__17_.jpg (86 KB)
Ma ciò che rende il Nameless diverso non è solo la qualità della line-up. È quello che succede tra un palco e l’altro. Il festival funziona come un unico sistema sonoro: chi arriva per un artista finisce dentro un flusso più grande, dove ogni set diventa parte di una stessa giornata collettiva. La cosa più evidente è la risposta del pubblico. Non c’è distanza tra palco e platea nel modo tradizionale: c’è movimento continuo, persone che cantano, saltano, si abbracciano anche senza conoscersi. “Non so chi ho accanto, ma stiamo saltando insieme da mezz’ora”.
namelessmusica__15_.jpg (82 KB)
namelessmusica__21_.jpg (56 KB)
namelessmusica__22_.jpg (103 KB)
Il Nameless negli anni ha costruito proprio questo: un festival in cui la musica non è solo intrattenimento, ma esperienza condivisa. Un posto in cui si può venire per un DJ preciso, ma si resta per tutto quello che succede attorno.
namelessmusica__19_.jpg (106 KB)
namelessmusica__18_.jpg (119 KB)
E alla fine della giornata, quello che rimane non è una lista di set, ma una sensazione unica: essere stati dentro lo stesso ritmo insieme a migliaia di persone, nello stesso momento.
G.D.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.