Non mi è piaciuto nulla
Cara Leccoonline
Non mi è piaciuto nulla.
Di questo Nameless.
Proprio nulla.
- Tranne la musica e la scenografia, che fa ballare anche i manici di scopa.
- Tranne tutti quei giovani, e non solo, che han invaso Lecco e occupato il Bione già dal pomeriggio.
- Tranne i parcheggi, le navette, i bus pur vecchi sbucati ovunque - da tenere a mente anche per i giorni comuni. I parcheggi, più che i vecchi bus.
- Tranne il servizio d'ordine, il personale tracimante ovunque. C'erano anche i vigili, quando ne hai bisogno.
- Tranne le stanze piene dalla Brianza alla Valsassina, gente da ogni dove. Il miglior biglietto da visita per le stanze future.
- Tranne il treno dedicato a 10€, arrivato puntuale. Forse perché speciale.
- Tranne quel mescolio di lingue una in fianco all'altra, che non era una Babele ma una allegra Cosmopoli.
Certo le vie erano chiuse, il dispiego era straordinario e poco replicabile, la spazzatura - anche d'escrementi e vomito - decisamente eccessiva. La musica, a gratis, si sentiva a km, la fauna lungo la nuova ciclabile che non poteva reggere lucine per terra si è beccata luci e decibel da smuovere la luna, La città era consegnata a un evento.
- Ma il traffico ha retto, i colori c'erano, l'economia ha fatto un balzo, i giovani erano educati e allegri, e solo pochissimi si son prestati a video (elettorali) indecorosi.
Certo, si deve immaginare anche qualcosa di simile - più piccolo, più frequente, più per tutti. Tempo di gioco e di aggregazione, di offerta di impresa e di cultura.
- Adesso resta da offrire il tempo, il sostegno, i servizi per i residenti perché il quotidiano è un'altra musica.
E questa, per ora, nessuno la suona abbastanza forte.
Non mi è piaciuto nulla.
Di questo Nameless.
Proprio nulla.
- Tranne la musica e la scenografia, che fa ballare anche i manici di scopa.
- Tranne tutti quei giovani, e non solo, che han invaso Lecco e occupato il Bione già dal pomeriggio.
- Tranne i parcheggi, le navette, i bus pur vecchi sbucati ovunque - da tenere a mente anche per i giorni comuni. I parcheggi, più che i vecchi bus.
- Tranne il servizio d'ordine, il personale tracimante ovunque. C'erano anche i vigili, quando ne hai bisogno.
- Tranne le stanze piene dalla Brianza alla Valsassina, gente da ogni dove. Il miglior biglietto da visita per le stanze future.
- Tranne il treno dedicato a 10€, arrivato puntuale. Forse perché speciale.
- Tranne quel mescolio di lingue una in fianco all'altra, che non era una Babele ma una allegra Cosmopoli.
Certo le vie erano chiuse, il dispiego era straordinario e poco replicabile, la spazzatura - anche d'escrementi e vomito - decisamente eccessiva. La musica, a gratis, si sentiva a km, la fauna lungo la nuova ciclabile che non poteva reggere lucine per terra si è beccata luci e decibel da smuovere la luna, La città era consegnata a un evento.
- Ma il traffico ha retto, i colori c'erano, l'economia ha fatto un balzo, i giovani erano educati e allegri, e solo pochissimi si son prestati a video (elettorali) indecorosi.
Certo, si deve immaginare anche qualcosa di simile - più piccolo, più frequente, più per tutti. Tempo di gioco e di aggregazione, di offerta di impresa e di cultura.
- Adesso resta da offrire il tempo, il sostegno, i servizi per i residenti perché il quotidiano è un'altra musica.
E questa, per ora, nessuno la suona abbastanza forte.
Paolo Trezzi




















