Olginate: 1.500€ alla Caritas grazie al libro su Casa Alber
Un'altra giornata speciale ieri, sabato 30 maggio, per Maurizio Volpi, autore del libro sulla straordinaria storia di Casa Alber, della quale un mese fa sono caduti i 40 anni dalla chiusura.
Insieme a Paolo Barbieri - figlio di Silvio e Albertina, la coppia di coniugi che dal 1961 al 1986 ha accolto nella propria abitazione 121 minori in situazioni di difficoltà offrendo loro una "seconda occasione" - lo scrittore ha infatti incontrato presso il Centro Amico della Caritas di Olginate un gruppo di volontari per consegnare loro, come promesso durante l'evento del 9 dicembre scorso al Teatro Jolly davanti a 300 persone, un assegno da 1.500 euro, ovvero il ricavato della vendita del suo libro.
Alle 11.30, presso il salone di Casa Alber, Carlo Miccichè, uno dei 121 "figli", ha poi presentato per la prima volta a un gruppo ristretto di parenti, amici e "ragazzi" cresciuti con Silvio e Albertina la sua autobiografia, dal titolo “Un dono per il quale dire grazie. La vita in famiglia”. Classe 1959, appena nato Carlo è stato affidato all'IPPAI di Milano (Istituto provinciale di protezione e assistenza dell'infanzia), dove è rimasto nei suoi primi sei mesi.
Successivamente è stato trasferito al Preventorio infantile di Cannobio sul Lago Maggiore, dove ha vissuto per due anni e mezzo. Il 6 giugno 1962, poi, l'incontro con Silvio e Albertina a Casa Alber, dove ha potuto crescere con l'affetto e le cure di una vera famiglia per otto anni, prima di essere adottato da una coppia senza figli di Milano. 
Un momento molto intenso, dunque, quello vissuto ieri a Olginate, con Carlo che ha aperto uno squarcio sulla sua esistenza “tosta”, tra carezze e ferite, relazioni ed emozioni, ricordi belli e dolorosi.
Il suo racconto è stato introdotto dallo stesso Maurizio Volpi, che ha messo in evidenza quanto l'amico, andando oltre le sofferenze, sia innamorato della vita. Una vita, la sua, che "urla" che è solo l’amore a salvarci.





























