Dialogo sulla Lecco di domani. Lettera aperta a Boscagli
Come Sportello Salute Lecco, impegnato nella tutela del diritto alla salute e nei ricorsi contro le liste d'attesa, non possiamo ignorare la grave situazione della sanità lombarda: tempi sempre più lunghi per visite ed esami, difficoltà di accesso alle cure e crescente ricorso al privato. Anche la gestione delle Case e degli Ospedali di Comunità di Lecco rischia di essere affidata al privato indebolendo il carattere pubblico e territoriale dell'assistenza. Sono scelte maturate in una Regione governata da anni dal centrodestra e che incidono concretamente sulla vita delle persone.
In questo contesto osserviamo con interesse il progetto della “Città Letteraria”, che richiama i valori della cultura, del dialogo e dell'incontro. Proprio per questo ci appare difficile conciliare tale visione con alcune parole d'ordine e alcuni linguaggi utilizzati nel dibattito politico e nella campagna elettorale del centrodestra, che sembrano invece alimentare divisioni, paure e contrapposizioni.
Parole come “maranza”, utilizzate per identificare gruppi di giovani spesso associandoli implicitamente alle loro origini, rischiano di trasformarsi in etichette che semplificano problemi complessi e colpiscono indistintamente intere comunità. Una città che vuole definirsi "letteraria" dovrebbe anzitutto saper scegliere parole che includono, comprendono e costruiscono ponti.
Richiamando la sua formazione culturale in Comunione e Liberazione, le ricordiamo alcune parole significative.
Don Luigi Giussani: «L'accoglienza e la condivisione sono l'unica modalità di un rapporto umanamente degno».
Don Julián Carrón: «Se abbiamo paura dell'altro, è perché siamo insicuri di ciò che siamo».
Davide Prosperi: il compito dei cattolici è costruire realtà nelle quali l'altro non sia mai un pericolo, ma una risorsa.
Ci domandiamo allora come questi insegnamenti possano conciliarsi con una comunicazione politica che talvolta sembra individuare nell'altro, nel diverso o nello straniero un problema anziché una persona da incontrare.
Per questo le poniamo tre domande:
1. È disposto a prendere le distanze da linguaggi ed etichette che rischiano di alimentare discriminazioni e divisioni sociali, impegnandosi a promuovere un confronto pubblico rispettoso della dignità di ogni persona?
2. Come intende collaborare con il Terzo Settore, le parrocchie e l'associazionismo per favorire inclusione, lavoro, casa ed educazione, affrontando i problemi sociali senza contrapporre i cittadini tra loro?
3. Farà della “Città Letteraria” un autentico luogo di incontro tra culture, generazioni e sensibilità diverse, e non soltanto uno brand elettorale?
Legalità e sicurezza sono valori fondamentali. Ma una comunità forte non si costruisce contrapponendo sicurezza e inclusione, regole e solidarietà, identità e accoglienza. La sfida è tenere insieme questi valori, senza sacrificare gli uni agli altri.
Ogni giorno i volontari dello Sportello Salute Lecco incontrano persone che non riescono ad ottenere nei tempi necessari visite, esami e cure. È da queste esperienze che nasce il nostro impegno e la convinzione che una comunità si misuri dalla capacità di non lasciare indietro nessuno.
Solidarietà, inclusione e tutela dei più fragili non sono soltanto valori: sono responsabilità concrete per chiunque voglia governare una città.
Attendiamo risposte chiare, perché la credibilità di un progetto politico si misura anche dalla coerenza tra i valori che proclama e le parole che sceglie di utilizzare.
In questo contesto osserviamo con interesse il progetto della “Città Letteraria”, che richiama i valori della cultura, del dialogo e dell'incontro. Proprio per questo ci appare difficile conciliare tale visione con alcune parole d'ordine e alcuni linguaggi utilizzati nel dibattito politico e nella campagna elettorale del centrodestra, che sembrano invece alimentare divisioni, paure e contrapposizioni.
Parole come “maranza”, utilizzate per identificare gruppi di giovani spesso associandoli implicitamente alle loro origini, rischiano di trasformarsi in etichette che semplificano problemi complessi e colpiscono indistintamente intere comunità. Una città che vuole definirsi "letteraria" dovrebbe anzitutto saper scegliere parole che includono, comprendono e costruiscono ponti.
Richiamando la sua formazione culturale in Comunione e Liberazione, le ricordiamo alcune parole significative.
Don Luigi Giussani: «L'accoglienza e la condivisione sono l'unica modalità di un rapporto umanamente degno».
Don Julián Carrón: «Se abbiamo paura dell'altro, è perché siamo insicuri di ciò che siamo».
Davide Prosperi: il compito dei cattolici è costruire realtà nelle quali l'altro non sia mai un pericolo, ma una risorsa.
Ci domandiamo allora come questi insegnamenti possano conciliarsi con una comunicazione politica che talvolta sembra individuare nell'altro, nel diverso o nello straniero un problema anziché una persona da incontrare.
Per questo le poniamo tre domande:
1. È disposto a prendere le distanze da linguaggi ed etichette che rischiano di alimentare discriminazioni e divisioni sociali, impegnandosi a promuovere un confronto pubblico rispettoso della dignità di ogni persona?
2. Come intende collaborare con il Terzo Settore, le parrocchie e l'associazionismo per favorire inclusione, lavoro, casa ed educazione, affrontando i problemi sociali senza contrapporre i cittadini tra loro?
3. Farà della “Città Letteraria” un autentico luogo di incontro tra culture, generazioni e sensibilità diverse, e non soltanto uno brand elettorale?
Legalità e sicurezza sono valori fondamentali. Ma una comunità forte non si costruisce contrapponendo sicurezza e inclusione, regole e solidarietà, identità e accoglienza. La sfida è tenere insieme questi valori, senza sacrificare gli uni agli altri.
Ogni giorno i volontari dello Sportello Salute Lecco incontrano persone che non riescono ad ottenere nei tempi necessari visite, esami e cure. È da queste esperienze che nasce il nostro impegno e la convinzione che una comunità si misuri dalla capacità di non lasciare indietro nessuno.
Solidarietà, inclusione e tutela dei più fragili non sono soltanto valori: sono responsabilità concrete per chiunque voglia governare una città.
Attendiamo risposte chiare, perché la credibilità di un progetto politico si misura anche dalla coerenza tra i valori che proclama e le parole che sceglie di utilizzare.
I volontari dello Sportello Salute Lecco




















