Civate: la Costituzione ai 18enni, con 'l'articolo omissis'
In occasione della Festa della Repubblica, il Comune di Civate, in collaborazione con AVIS e il Gruppo Alpini, ha deciso di festeggiare la ricorrenza consegnando una copia della Costituzione Italiana ai nati nel 2008, neo-diciottenni o in procinto di esserlo. Così il sindaco Angelo Isella, il vicesindaco Simone Scola, l'assessore alla cultura Ilaria Rocco e l'intera Giunta Comunale hanno accolto i ragazzi, fieri della loro tradizione e speranzosi di tramandare, insieme la documento, anche i valori di libertà, solidarietà e uguaglianza insiti nella Carta.

La cerimonia è stata aperta dallo spettacolo teatrale "Omissis - Non dimenticare", proposto dalla Compagnia di Prosa Tékhné di Torino e inserito nella programma della Rassegna "Terra e Laghi". Gli interpreti hanno deciso di portare la storia di un partigiano di Pradleves, Beppe Migliore, che ha consegnato loro le sue memorie affinché le portassero alla conoscenza di tutti: “Sai qual è la mia più grande paura? Che quando anche l’ultimo di noi sarà morto, e non ci vuole molto ormai, i giovani non ricorderanno, perché vivono in un Paese libero". A partire da queste parole del partigiano, gli artisti hanno creato la rappresentazione della paura, della rassegnazione e poi della speranza che i soldati (e non solo) hanno provato durante il periodo della guerra.

A creare atmosfera sono state le luci, la musica dal vivo, gli effetti sonori di sottofondo e la grande interpretazione della Compagnia, intervallati da alcuni video riportanti immagini della guerra e alcune parole di importanti personaggi italiani. Primo tra tutti lo stesso Beppe, che ha espresso la sua paura che i giovani dimentichino quello che è stato e che sottovalutino l'importanza della libertà; ma vengono riportate anche le parole di Mussolini, che dichiarava: "Io non ho creato il fascismo, l'ho tratto dall'inconscio degli italiani. Se non fosse stato così, non mi avrebbero seguito per vent'anni. [...] Nessuno è venuto mai a dirmi: rinuncio alla mia carica perché non condivido il vostro punto di vista". E a questo discorso, gli artisti si rivolgono al pubblico e recitano: "Voi che trovate, tornando a casa la sera, cibo caldo e visi amici. Considerate se questo è un uomo, che lavora nel panico, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane e che muore per un sì o per uno. Considerate se questa è una donna, senza più i capelli, né nome, senza più nessuna forza di ricordare. Vuota nello sguardo e nel grembo, come una rana d'inverno. Meditate che questo è stato. Vi comando queste parole, scolpitele nel vostro cuore, stando in casa. Ripetete. Ripetete ai vostri figli".
In conclusione, gli interpreti hanno letto alcuni degli articoli più importanti della nostra Costituzione riguardanti le libertà, per concludere con l'articolo "Omissis" che dà il nome alla rappresentazione teatrale e che indica, con un termine latino, un'importante concetto mancante nella Costituzione, ma che tutti dobbiamo ricordare: "Articolo omissis. La giustizia non è un valore scontato. Molti uomini, donne e anche bambini sono morti per restituire alle generazioni future un Paese giusto. Non dimenticare".

Al termine della rappresentazione, è il sindaco a prendere parola, ancora affascinato dall'interpretazione della Compagnia, e ricorda ai ragazzi l'importanza delle parole che hanno sentito e delle immagini che hanno visto, immagini di guerra e devastazione, in modo tale che non si ripetano mai: "Oggi ricordiamo gli ottant'anni dalla nascita della nostra Repubblica, dal giorno in cui da sudditi siamo diventati cittadini. Ascoltando le parole di Mussolini mi viene da raccomandarvi questa cosa: diventare cittadini significa anche assumersi le proprie responsabilità e diventare padroni del proprio destino".

Ha poi proseguito leggendo una lettera indirizzata ai neo diciottenni, in cui ha descritto che la Costituzione non è soltanto un testo da conservare, ma uno strumento da conoscere, da vivere e da praticare: "In queste pagine trovate valori fondamentali, valori che non devono mai essere dati per scontati. Questa consegna è un invito e insieme una responsabilità: la Repubblica vive nelle scelte quotidiane di ognuno di noi e nel rispetto degli altri. A voi non chiediamo gesti straordinari, ma un impegno concreto nell'essere cittadini consapevoli e nel non rinunciare mai al senso critico, per migliorare la società in cui viviamo".

Il sindaco ha poi invitato a parlare il presidente di AVIS, che, per far comprendere loro l'importanza delle donazioni di sangue, ha portato la testimonianza di una ragazza, il cui fratello aveva avuto bisogno di una trasfusione, che è poi stata fondamentale alla sua famiglia per potergli dire addio prima della fine: "La speranza è la forza più potente che esista". Anche gli alpini hanno voluto ricordare ai ragazzi l'importanza della salute e della sicurezza, invitandoli a un corso di primo soccorso da loro organizzato.

Infine, tutti i ragazzi presenti hanno ricevuto in dono una copia della Costituzione, accompagnata dalla lettera del sindaco e da un omaggio di AVIS. A fine cerimonia i ragazzi hanno potuto godere della "cena tricolore" presso la Sede del Gruppo Alpini di Civate.

La cerimonia è stata aperta dallo spettacolo teatrale "Omissis - Non dimenticare", proposto dalla Compagnia di Prosa Tékhné di Torino e inserito nella programma della Rassegna "Terra e Laghi". Gli interpreti hanno deciso di portare la storia di un partigiano di Pradleves, Beppe Migliore, che ha consegnato loro le sue memorie affinché le portassero alla conoscenza di tutti: “Sai qual è la mia più grande paura? Che quando anche l’ultimo di noi sarà morto, e non ci vuole molto ormai, i giovani non ricorderanno, perché vivono in un Paese libero". A partire da queste parole del partigiano, gli artisti hanno creato la rappresentazione della paura, della rassegnazione e poi della speranza che i soldati (e non solo) hanno provato durante il periodo della guerra.

A creare atmosfera sono state le luci, la musica dal vivo, gli effetti sonori di sottofondo e la grande interpretazione della Compagnia, intervallati da alcuni video riportanti immagini della guerra e alcune parole di importanti personaggi italiani. Primo tra tutti lo stesso Beppe, che ha espresso la sua paura che i giovani dimentichino quello che è stato e che sottovalutino l'importanza della libertà; ma vengono riportate anche le parole di Mussolini, che dichiarava: "Io non ho creato il fascismo, l'ho tratto dall'inconscio degli italiani. Se non fosse stato così, non mi avrebbero seguito per vent'anni. [...] Nessuno è venuto mai a dirmi: rinuncio alla mia carica perché non condivido il vostro punto di vista". E a questo discorso, gli artisti si rivolgono al pubblico e recitano: "Voi che trovate, tornando a casa la sera, cibo caldo e visi amici. Considerate se questo è un uomo, che lavora nel panico, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane e che muore per un sì o per uno. Considerate se questa è una donna, senza più i capelli, né nome, senza più nessuna forza di ricordare. Vuota nello sguardo e nel grembo, come una rana d'inverno. Meditate che questo è stato. Vi comando queste parole, scolpitele nel vostro cuore, stando in casa. Ripetete. Ripetete ai vostri figli".

Al termine della rappresentazione, è il sindaco a prendere parola, ancora affascinato dall'interpretazione della Compagnia, e ricorda ai ragazzi l'importanza delle parole che hanno sentito e delle immagini che hanno visto, immagini di guerra e devastazione, in modo tale che non si ripetano mai: "Oggi ricordiamo gli ottant'anni dalla nascita della nostra Repubblica, dal giorno in cui da sudditi siamo diventati cittadini. Ascoltando le parole di Mussolini mi viene da raccomandarvi questa cosa: diventare cittadini significa anche assumersi le proprie responsabilità e diventare padroni del proprio destino".

Ha poi proseguito leggendo una lettera indirizzata ai neo diciottenni, in cui ha descritto che la Costituzione non è soltanto un testo da conservare, ma uno strumento da conoscere, da vivere e da praticare: "In queste pagine trovate valori fondamentali, valori che non devono mai essere dati per scontati. Questa consegna è un invito e insieme una responsabilità: la Repubblica vive nelle scelte quotidiane di ognuno di noi e nel rispetto degli altri. A voi non chiediamo gesti straordinari, ma un impegno concreto nell'essere cittadini consapevoli e nel non rinunciare mai al senso critico, per migliorare la società in cui viviamo".

Il sindaco ha poi invitato a parlare il presidente di AVIS, che, per far comprendere loro l'importanza delle donazioni di sangue, ha portato la testimonianza di una ragazza, il cui fratello aveva avuto bisogno di una trasfusione, che è poi stata fondamentale alla sua famiglia per potergli dire addio prima della fine: "La speranza è la forza più potente che esista". Anche gli alpini hanno voluto ricordare ai ragazzi l'importanza della salute e della sicurezza, invitandoli a un corso di primo soccorso da loro organizzato.

Infine, tutti i ragazzi presenti hanno ricevuto in dono una copia della Costituzione, accompagnata dalla lettera del sindaco e da un omaggio di AVIS. A fine cerimonia i ragazzi hanno potuto godere della "cena tricolore" presso la Sede del Gruppo Alpini di Civate.
G.I.




















