Anziani, un servizio stabile di teleassistenza. Al loro fianco non solo per l’emergenza. Le proposte del candidato sindaco Filippo Boscagli

“Gli anziani vanno accompagnati, non solo assistiti nelle situazioni più gravi. Devono sentirsi ed essere sempre al centro delle nostre attenzioni, non solo in caso di emergenza. In Comune devono trovare un costante, continuo punto di riferimento, grazie anche alla collaborazione con gli enti sanitari e alla ricchissima e preziosa rete del volontariato lecchese. La nostra proposta – spiega il candidato sindaco Filippo Boscagli – è di creare un servizio di teleassistenza dove i meno giovani possano chiedere consigli o servizi, ottenere sostegno e collaborazione nell’espletamento delle più diverse pratiche, avere insomma un punto di riferimento stabile e umano che li affianchi nella quotidianità”.
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Il calo demografico e l’invecchiamento non sono numeri astratti: si vedono ogni giorno, nelle famiglie più fragili, nei giovani che fanno fatica a restare in città, nei servizi che rincorrono i bisogni invece di anticiparli. “Per noi la risposta non può essere solo assistenziale – insiste Boscagli – Dobbiamo superare un welfare che interviene solo sull’emergenza e costruire invece un sistema che accompagni i progetti di vita delle persone, mettendo al centro autonomia, dignità e opportunità”. “Questo significa cose molto concrete. Innanzitutto, sostenere davvero le famiglie perché sono il primo motore della comunità. Parliamo di servizi più flessibili, di costi sostenibili per l’infanzia, di conciliazione tra lavoro e vita familiare. Poi riconoscere e sostenere il ruolo dei caregiver familiari (chi si prende cura quotidianamente di una persona fragile o non autosufficiente) e della domiciliarità. L’invecchiamento non si affronta solo con più strutture, ma aiutando le persone a restare nel proprio contesto, con una rete integrata tra servizi sociali, sanitari e comunità”. “Con questo ‘progetto di vita’ rendiamo davvero protagonista la persona, con i suoi desideri e non solo con i suoi bisogni. L’obiettivo – suggerisce il candidato del centrodestra – è superare la logica degli interventi frammentati e considerare la persona non come semplice “utente”, ma come individuo con bisogni, aspirazioni e potenzialità proprie. Si tratta quindi di un atto di pianificazione che può iniziare subito ma che deve svilupparsi nel tempo, e che coinvolge istituzioni, famiglia e comunità”.
“L'assistenza domiciliare deve essere il più possibile capillare, con l’obiettivo di consentire alla persona disabile e/o anziana parzialmente autosufficiente di restare nel proprio contesto sociale e famigliare dando un supporto e sostegno concreto alla famiglia ed ai caregiver che non possono e non devono essere lasciati soli. Occorre poi promuovere maggior integrazione tra famiglie, medici di medicina generale, servizi sociali e strutture sociosanitarie, volontari operanti sul campo. Diventa così fondamentale il coinvolgimento delle associazioni e delle parrocchie: va favorita e incentivata una collaborazione attiva tra il Comune, le realtà religiose e il mondo del volontariato per creare una rete capillare di aiuto sul territorio”.
Da ultimo, per il candidato sindaco Filippo Boscagli va potenziata l’attività di accoglienza e accompagnamento da parte della struttura comunale (sportello dei facilitatori digitali) per aiutare gli utenti meno tecnologici a utilizzare i sempre più diffusi servizi online, che devo comunque essere semplificati nell’accesso e nello svolgimento delle pratiche. 
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