Servizi sociali: il lavoro che Lecco sta già portando avanti (da anni) per anziani, persone fragili e famiglie e che Boscagli non riconosce

Abbiamo letto le proposte avanzate da Filippo Boscagli su welfare e sostegno alle persone fragili. Essendo stato lui membro della Commissione “Servizi Sociali” strano non si sia accorto che molte delle cose che scrive sono attività che da anni costituiscono il cuore dell'azione dei Servizi Sociali comunali. Ne sono dimostrazione concreta la realizzazione di spazi di comunità che guardano alle persone fragili come cittadini e come promotori di occasioni di incontro: pensiamo alle esperienze del Giglio a Pescarenico, alla Casa di Quartiere e all’Associazione Laorcalab, agli orti sociali e aggregativi del Grom.
A Labirinto Bonacina o allo Spazio di Accoglienza e Salute in Viale Turati che hanno permesso a persone anziane o vulnerabili di trovare luoghi di benessere per superare solitudini e fatiche.
Proprio in questi giorni un gruppo di anziani e persone seguite dai servizi sta sperimentando per la prima volta, o dopo tanto tempo, un soggiorno marino che rappresenta un'occasione diversa e inusuale per loro e per i caregiver.
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Nei mesi scorsi l’occasione è stata proposta a persone con disabilità e ad adulti fragili, occasioni di vita e conoscenza e non di sola assistenza. In un contesto caratterizzato dall'invecchiamento della popolazione e dall'aumento delle fragilità sociali, della solitudine, il Comune di Lecco ha inoltre investito molto cercando sempre di coniugare assistenza, prossimità, relazione con i bisogni sanitari.
La Casa di Comunità di via Ghislanzoni è la prima in Lombardia dove si è attivata una collaborazione strutturata tra assistenti sociali e personale sanitario per la realizzazione di un punto unico di accesso integrato. Particolarmente significativo è stato il lavoro svolto insieme al volontariato, patrimonio straordinario della nostra città. Una collaborazione che non nasce oggi, ma che rappresenta una pratica consolidata e riconosciuta visti gli oltre quaranta patti di collaborazione e cura realizzati con settanta diversi enti di terzo settore in questi cinque anni.
Siamo convinti che il welfare del futuro si costruisca valorizzando il patrimonio di competenze e relazioni già presente sul territorio. Per questo suggeriamo a Boscagli di evitare rappresentazioni che rischiano di far apparire assente un lavoro che invece viene svolto quotidianamente, con grande professionalità e dedizione, dagli operatori dei servizi sociali comunali e da tutti i soggetti coinvolti nella rete del welfare lecchese. Le proposte sono sempre benvenute quando contribuiscono ad arricchire il dibattito pubblico. Tuttavia, è giusto riconoscere che molti degli interventi oggi evocati come novità rappresentano percorsi già avviati e consolidati grazie all'impegno dell'intera comunità lecchese. Questa città ha una storia di attenzione verso le persone che nessuno ha mai disconosciuto e che, come Amministrazione, abbiamo ereditato e sviluppato con rispetto e con costanza.
Lecco ha bisogno di continuare a investire nel welfare di prossimità, rafforzando quanto costruito in questi anni e non ripartendo da una narrazione che rischia di ignorare il lavoro svolto.
Il Ministro Alessandra Locatelli (Lega) in visita qualche tempo fa a Lecco diceva: "Oggi qui posso toccare con mano la grande capacità di fare rete con il territorio per mettere al centro la persona. Un vero e proprio modello di eccellenza da esportare”. Se lo dice lei 
Emanuele Manzoni, Alleanza Verdi e Sinistra Lecco 
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