Lecco: l'Ist. Parini secondo al concorso nazionale 'Inventiamo una banconota'

Sono tornati da Roma con un secondo premio che moralmente vale quasi come il primo i ragazzi della classe 2^C del corso "Servizi Commerciali" dell’Istituto Parini di Lecco. Un risultato che aggiunge un’ulteriore soddisfazione a quella di essere approdati alle fasi finali del prestigioso concorso “Inventiamo una banconota”. Il premio, giunto quest’anno alla sua tredicesima edizione, viene proposto dalla Banca d’Italia nell’ambito del suo impegno a promuovere la cultura finanziaria nel Paese, anche attraverso specifiche iniziative didattiche rivolte a studenti e insegnanti e realizzate in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito.
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Ai partecipanti era richiesto, come già nelle precedenti edizioni, di progettare una banconota immaginaria, considerandola quale veicolo di trasmissione di messaggi e di valori e non solo come mero segno monetario. Nell’affrontare questa sfida non era affatto semplice segnalarsi tra le centinaia di scuole coinvolte (965 complessivamente, tra primarie e secondarie di primo e secondo grado, incluse 12 italiane con sede all’estero), conquistando il favore delle giurie di esperti incaricati di valutare i lavori presentati. Ciò rende particolarmente apprezzabile il riscontro ottenuto dal Parini, il cui bozzetto si è classificato al secondo posto, subito alle spalle dell’IIS Alberti Dante di Firenze. 
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Un traguardo raggiunto per tappe successive, dal momento che il concorso prevedeva una prima fase di scrematura avvenuta a livello territoriale, nella quale sei giurie hanno selezionato 54 bozzetti (18 per ciascun ordine di scuola) e altri 12 provenienti da plessi italiani all’estero, ammettendoli alla fase finale. Le scuole che hanno superato questa selezione, tra le quali il Parini, hanno ottenuto un premio dell’ammontare di 2 mila euro da investire nel potenziamento della didattica e il diritto ad accedere alla fase successiva del concorso. A questo punto, il compito di valutare i lavori selezionati a livello locale è passato a una giuria di esperti del Servizio Banconote della Banca d’Italia, che hanno individuato le nove classi finaliste (tre per ogni livello scolastico). Queste ultime hanno potuto presentare i propri lavori a un ulteriore gruppo di esperti presieduto da Luigi Managò, Capo del Servizio Banconote della Banca d’Italia. Il loro verdetto ha determinato la classifica finale del concorso che, come detto, ha visto l’istituto lecchese salire sul secondo gradino del podio e meritare un premio aggiuntivo dell’ammontare di 2.500 euro. 
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L’exploit ha naturalmente riempito di soddisfazione i protagonisti di questo successo, che hanno vissuto l’iniziativa con un autentico spirito di squadra, sebbene il bozzetto premiato sia opera personale di un’alunna della 2^C professionale, Gabriela Mazilovski. Il regolamento del concorso prevedeva infatti che ogni scuola partecipante potesse presentare al massimo due elaborati. Le docenti di Grafica e Tecniche di laboratorio delle tre classi seconde del corso Servizi Commerciali avevano quindi chiesto a ciascun loro alunno di produrre un bozzetto e successivamente selezionato due lavori ritenuti meritevoli di concorrere, dai quali tutti gli studenti coinvolti si sono sentiti idealmente rappresentati. A seguito del superamento delle selezioni regionali di uno dei due elaborati presentati al concorso, all’interno della classe 2^C sono stati individuati sei studenti da far presenziare alla fase finale. Da questa opportunità è nata così la bella esperienza di una trasferta nella capitale per due intense giornate, nelle quali i ragazzi hanno avuto tra l’altro la possibilità di visitare Palazzo Koch, storica sede centrale della Banca d’Italia, e di conoscere due classi di loro coetanei provenienti da altre regioni italiane, con i quali hanno condiviso questa avventura. 
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Anche se il momento più emozionante è stato sicuramente quello della premiazione, avvenuta alla presenza della Vice Direttrice Generale della Banca d’Italia Chiara Scotti. “Ad un certo punto abbiamo perfino sperato di esserci classificati primi – racconta Alessia Croci, una delle studentesse reduci dall’esperienza – perché continuavano ad inquadrarci per le riprese che andavano in onda nella diretta internet della cerimonia di premiazione, ma, nonostante un pizzico di delusione momentanea, siamo gratificati da questo risultato”. “Abbiamo apprezzato tutta l’esperienza che ci è stata proposta, a partire dalla progettazione preliminare dei bozzetti in forma di disegno fino alle successive fasi realizzative, che hanno previsto anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale”, sottolinea il compagno Michael Ndirangu
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Sul valore formativo dell’esperienza si esprime anche la prof. Annika Cattaneo, che, insieme alla collega Rosaria Occhiuzzi, ha seguito e supportato i ragazzi nell’elaborazione dei prodotti grafici da inviare al concorso: “Sicuramente è stata una bella occasione per esercitare le competenze che il nostro corso punta a sviluppare, e il riscontro che i ragazzi hanno ottenuto è rimarchevole, considerando che siamo stati l’unico corso professionale ad entrare nella fase finale, insieme a classi liceali di anni di corso più avanzati, che quindi, sulla base del loro percorso formativo, partivano oggettivamente avvantaggiate”. Un po’ del merito del risultato finale spetta del resto anche a chi ha saputo selezionare tra le tante realizzazioni create per l’occasione dagli studenti pariniani un lavoro capace di conquistare l’apprezzamento delle diverse giurie qualificate che l’hanno conseguentemente valutato: “Si tratta di un’immagine che ci era effettivamente sembrata di impatto e molto evocativa: ritrae una mano robotica che sostiene un pettirosso, a rappresentare l’auspicio che tecnologia e natura possano integrarsi in modo armonico”. 
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Il tema dell’edizione 2026 del premio, “La nuova faccia dell’euro: identità, natura e cultura per il futuro”, invitava infatti i ragazzi a riflettere sul valore simbolico del denaro, inteso non solo come mezzo di scambio, ma anche come veicolo di identità culturale, educazione economica e consapevolezza sociale. Una bella dimostrazione di grande creatività e della sensibilità dei giovani protagonisti verso i temi dell'economia e della cittadinanza, che induce a ben sperare riguardo la capacità della scuola, attualmente chiamata ad affrontare sfide inedite, di coltivare il talento e investire con fiducia nell’innovazione.
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