30.000 euro per monitorare lo stato di salute dell'alborella
Regione Lombardia investe 30.000 euro per monitorare lo stato di salute dell'alborella nel Lario e nel Lago d'Iseo. La Giunta regionale ha infatti approvato un accordo con la Fondazione Lombardia per l'Ambiente che consentirà di proseguire nel 2026 le attività di studio e controllo di una delle specie autoctone più rappresentative dei laghi lombardi.
“L'alborella è parte integrante della biodiversità del Lario e della sua storia. Con questo intervento Regione Lombardia conferma il proprio impegno per la tutela dell'ambiente e per una gestione attenta e responsabile del patrimonio naturale dei nostri laghi. Ringrazio l'Assessore Regionale all'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, per il costante sostegno alle politiche di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio ittico””, dichiara il Consigliere Regionale di Fratelli d'Italia Giacomo Zamperini.
Nel corso del 2026 verranno effettuati sopralluoghi lungo tutto il perimetro del Lario e del Lago d'Iseo per individuare le aree di riproduzione dell'alborella, mappare i principali banchi presenti e valutarne la consistenza. Le attività saranno svolte da tecnici specializzati sia da riva sia tramite imbarcazioni e consentiranno di raccogliere dati utili a monitorare l'evoluzione della specie.
“Conoscere meglio lo stato di salute dei nostri laghi significa poterli proteggere meglio. Per questo investiamo in monitoraggi e attività di ricerca che ci permettono di avere un quadro sempre più preciso della situazione e di intervenire con strumenti adeguati quando necessario”, prosegue Zamperini.
L'attività rientra inoltre nelle prescrizioni previste dal Ministero dell'Ambiente dopo l'autorizzazione all'immissione del coregone lavarello. Nel Lario è infatti autorizzata l'immissione fino a 1,6 milioni di avannotti di coregone all'anno nel triennio 2024-2026 ed è quindi necessario verificare costantemente l'andamento delle specie autoctone e l'equilibrio dell'ecosistema lacustre.
“L'obiettivo è conciliare la tutela della biodiversità con la valorizzazione delle attività legate alla pesca, che rappresentano una tradizione e una risorsa importante per il nostro territorio. Scelte di questo tipo devono sempre essere accompagnate da controlli seri, dati scientifici e monitoraggi costanti”, conclude Zamperini.
L'accordo resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026 e prevede un investimento complessivo di oltre 31.800 euro, di cui 30.000 finanziati da Regione Lombardia.
“L'alborella è parte integrante della biodiversità del Lario e della sua storia. Con questo intervento Regione Lombardia conferma il proprio impegno per la tutela dell'ambiente e per una gestione attenta e responsabile del patrimonio naturale dei nostri laghi. Ringrazio l'Assessore Regionale all'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, per il costante sostegno alle politiche di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio ittico””, dichiara il Consigliere Regionale di Fratelli d'Italia Giacomo Zamperini.
Nel corso del 2026 verranno effettuati sopralluoghi lungo tutto il perimetro del Lario e del Lago d'Iseo per individuare le aree di riproduzione dell'alborella, mappare i principali banchi presenti e valutarne la consistenza. Le attività saranno svolte da tecnici specializzati sia da riva sia tramite imbarcazioni e consentiranno di raccogliere dati utili a monitorare l'evoluzione della specie.
“Conoscere meglio lo stato di salute dei nostri laghi significa poterli proteggere meglio. Per questo investiamo in monitoraggi e attività di ricerca che ci permettono di avere un quadro sempre più preciso della situazione e di intervenire con strumenti adeguati quando necessario”, prosegue Zamperini.
L'attività rientra inoltre nelle prescrizioni previste dal Ministero dell'Ambiente dopo l'autorizzazione all'immissione del coregone lavarello. Nel Lario è infatti autorizzata l'immissione fino a 1,6 milioni di avannotti di coregone all'anno nel triennio 2024-2026 ed è quindi necessario verificare costantemente l'andamento delle specie autoctone e l'equilibrio dell'ecosistema lacustre.
“L'obiettivo è conciliare la tutela della biodiversità con la valorizzazione delle attività legate alla pesca, che rappresentano una tradizione e una risorsa importante per il nostro territorio. Scelte di questo tipo devono sempre essere accompagnate da controlli seri, dati scientifici e monitoraggi costanti”, conclude Zamperini.
L'accordo resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026 e prevede un investimento complessivo di oltre 31.800 euro, di cui 30.000 finanziati da Regione Lombardia.




















