Sinistra lecchese da rifondare
Quel tal Magni che analizza il voto di Lecco mi pare uno sprovveduto. Scrive che la lista Orizzonte ha di fatto contribuito a far perdere Gattinoni, ma poi sottolinea che su certi gravi temi ambientali (come quello del Magnodeno) la giunta di centro-sinistra è stata assente. In realtà quest'ultima ha di fatto sostenuto le escavazioni, puntando anche a disastrosi progetti di edificazione a Cavagna, poco sotto Montalbano e nell'area della Malpensata e delle Caviate. Il 40% e rotti che non ha votato, poi, non mi pare proprio che corrisponda a un terzo dei cittadini. Per spiegare il successo di Boscagli vi sono anche ragioni più semplici e banali. Penso a tanta parte della tifoseria calcistica bluceleste che in questi anni ha visto abbandonato il Lecco calcio da Gattinoni e soci. C'è comunque una buona notizia nell'esito elettorale: la sinistra lecchese dovrà finalmente rifondarsi e non potrà più affidarsi a quei quattro suoi esponenti partitocratici che decidevano tutto e il contrario di tutto, pur non avendo neanche una reale base di riferimento. Dovrà ritornare sociale e abbandonare i toni autoreferenziali. Non potrà più permettersi ad esempio una vice-sindaca che nel pieno del suo mandato si presenta alle elezioni regionali. Voltare pagina. E smetterla di far ridere la gente, come quando inaugurava in pompa magna una nuova rotonda. Gattinoni ha promesso che resterà in consiglio. Ma io non ci credo. Ci starà un anno, giusto perché non può andarsene proprio ora. Saluti
O.R.




















