La mamma di Federica Brignone presenta il suo libro ai Resinelli

“Due vite”, ma forse qualcuna in più. Sono quelle che Maria Rosa, detta Ninna, Quario racconta in un libro da leggere tutto d’un fiato: stile giornalistico il suo, capitoli brevi e incalzanti, sembra di vederla scendere in slalom, che era la sua specialità.
Ninna è stata atleta, poi giornalista, infine, o forse sempre, mamma. E le vite che scopriamo in questa sua prima opera sono la sua, sì, ma anche quella di sua figlia Federica che di cognome fa Brignone ed è la sciatrice italiana più vincente di sempre, è la donna che lo scorso mese di febbraio ha commosso e stupito l’Italia e non solo, vincendo due medaglie d’oro olimpiche al rientro dal grave infortuno di dieci mesi prima.
Quelle emozioni sono ancora vive nel cuore e nell’animo di Ninna Quario, che il 20 giugno alle ore 21 sarà ospite ai Piani dei Resinelli in piazza della Chiesa.
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Edito da Minerva, il libro “Due vite, lo slalom parallelo con mia figlia Federica Brignone”, è un lungo viaggio nel mondo dello sci e più in generale dello sport, passione forte che Ninna Quario ha condiviso con i suoi figli, Federica, certo, ma anche Davide, suo fratello e da nove anni sua ombra, sulle piste del Grande sci e non solo, visto che di Federica è l’allenatore, il compagno di viaggio, l’amico del cuore.
La relazione fra i due fratelli è uno dei punti forti del libro, che affronta interessanti dinamiche familiari anche nel rapporto genitori-figli e regala un ruolo da protagonisti anche ai nonni.
Il racconto di Ninna parte nei primi anni Sessanta, quelli in cui l’Italia cominciava a scoprire le vacanze in montagna e lo sci: chi c’era allora farà un tuffo nel passato, chi non c’era scoprirà un modo di vivere, viaggiare e comunicare che non esiste più.
Sono tanti gli spunti e i messaggi trasmessi da questo libro, ma quello a cui Ninna tiene di più è che si può diventare campioni o campionissimi senza un progetto specifico, senza esasperazione. Lo ha fatto lei, quasi per caso visto che i suoi genitori, milanesi, non sapevano nemmeno sciare, lo ha fatto sua figlia Federica trent’anni dopo. Il segreto? Dare importanza all’aspetto ludico e formativo dell’agonismo, non al risultato. Trasmettere passioni e non paure. Considerare il tempo libero per stare con i figli la vera ricchezza della vita.

Date evento
sabato, 20 giugno 2026
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