Nessun prematuro decesso. Il vento nordista soffia ancora
Caro Direttore,
ho letto con sincera commozione la lettera del signor Alessandro M. e desidero rassicurarlo: la Lega non è affatto scomparsa. Se ne parla così spesso ai funerali proprio perché gode di ottima salute politica. In Italia, infatti, nessun partito viene dato per morto tante volte quanto quelli che continuano a stare al governo. L'autore ci accompagna in un lungo e struggente necrologio del Carroccio, corredato da percentuali, statistiche e memorie storiche degne di un archivista di Stato. Peccato che, mentre ne certifica il decesso, ci ricordi anche che la coalizione di cui la Lega fa parte ha appena vinto il Comune di Lecco. Una forma di estinzione piuttosto originale: si perde voti, si ottengono assessori, il vicesindaco e si conquista Palazzo Bovara. Se questo è il fallimento, molti partiti firmerebbero subito. Particolarmente toccante è il passaggio sulle grandi opere. Secondo il nostro corrispondente, la Lega avrebbe tradito la sua missione storica perché non ha ancora completato, contemporaneamente, il ponte di Paderno, la Lecco-Bergamo, il potenziamento della Statale 36, la tangenziale di Como, la variante della sponda comasca e persino la ciclopedonale Lecco-Abbadia. A questo punto suggerirei di aggiungere anche il traforo del San Gottardo bis, la metropolitana di Merate e un porto commerciale a Ballabio, così da avere un elenco più completo delle delusioni. Mi ha colpito anche il riferimento ai "vecchi tromboni democristiani, leghisti rampanti e avanguardisti progressisti" che, in una sorta di ecumenica armonia lombarda, costruivano infrastrutture come fossero cattedrali medievali. Curioso come il passato, quando lo si osserva dallo specchietto retrovisore della nostalgia, diventi sempre un'età dell'oro. Persino le interminabili polemiche di allora, evidentemente, si sono trasformate in esempi di concordia nazionale. Quanto alla tesi secondo cui "tira aria di destra in tutta Europa", confesso una certa ammirazione. È una spiegazione meravigliosamente versatile: se la destra vince, è perché tira aria di destra; se perde, è perché non ha capito che tira aria di destra; se governa male, è colpa dell'aria; se governa bene, è nonostante l'aria. Un fenomeno meteorologico più che politico. In conclusione, temo che la Lega non sia morta. Semplicemente non è più quella di vent'anni fa. Che sia un bene o un male è materia di discussione legittima. Ma organizzare il funerale mentre gli eredi stanno già dividendo le stanze del municipio rischia di risultare un po' prematuro.
ho letto con sincera commozione la lettera del signor Alessandro M. e desidero rassicurarlo: la Lega non è affatto scomparsa. Se ne parla così spesso ai funerali proprio perché gode di ottima salute politica. In Italia, infatti, nessun partito viene dato per morto tante volte quanto quelli che continuano a stare al governo. L'autore ci accompagna in un lungo e struggente necrologio del Carroccio, corredato da percentuali, statistiche e memorie storiche degne di un archivista di Stato. Peccato che, mentre ne certifica il decesso, ci ricordi anche che la coalizione di cui la Lega fa parte ha appena vinto il Comune di Lecco. Una forma di estinzione piuttosto originale: si perde voti, si ottengono assessori, il vicesindaco e si conquista Palazzo Bovara. Se questo è il fallimento, molti partiti firmerebbero subito. Particolarmente toccante è il passaggio sulle grandi opere. Secondo il nostro corrispondente, la Lega avrebbe tradito la sua missione storica perché non ha ancora completato, contemporaneamente, il ponte di Paderno, la Lecco-Bergamo, il potenziamento della Statale 36, la tangenziale di Como, la variante della sponda comasca e persino la ciclopedonale Lecco-Abbadia. A questo punto suggerirei di aggiungere anche il traforo del San Gottardo bis, la metropolitana di Merate e un porto commerciale a Ballabio, così da avere un elenco più completo delle delusioni. Mi ha colpito anche il riferimento ai "vecchi tromboni democristiani, leghisti rampanti e avanguardisti progressisti" che, in una sorta di ecumenica armonia lombarda, costruivano infrastrutture come fossero cattedrali medievali. Curioso come il passato, quando lo si osserva dallo specchietto retrovisore della nostalgia, diventi sempre un'età dell'oro. Persino le interminabili polemiche di allora, evidentemente, si sono trasformate in esempi di concordia nazionale. Quanto alla tesi secondo cui "tira aria di destra in tutta Europa", confesso una certa ammirazione. È una spiegazione meravigliosamente versatile: se la destra vince, è perché tira aria di destra; se perde, è perché non ha capito che tira aria di destra; se governa male, è colpa dell'aria; se governa bene, è nonostante l'aria. Un fenomeno meteorologico più che politico. In conclusione, temo che la Lega non sia morta. Semplicemente non è più quella di vent'anni fa. Che sia un bene o un male è materia di discussione legittima. Ma organizzare il funerale mentre gli eredi stanno già dividendo le stanze del municipio rischia di risultare un po' prematuro.
Maurizio Bossi




















