Morterone: evento nel secolo della scomparsa di Morellet
In occasione del centenario di François Morellet (Cholet, 1926 - 2016) l’Associazione Culturale Amici di Morterone e il Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto di Morterone hanno aderito al progetto nazionale ''François Morellet∞ Centenario in Italia 1926 - 2026'', realizzato in stretta collaborazione con l’Estate Morellet, e curato da Paolo Bolpagni, direttore della Fondazione Ragghianti di Lucca, e Alessandro Gallicchio, direttore del Dipartimento di storia dell’arte dell’Accademia di Francia a Roma - Villa Medici.
Diverse istituzioni presenti su tutto il territorio italiano si sono riunite per rendere omaggio alla figura dell’artista francese in un Paese in cui ha esposto per la prima volta nel 1960 alla Galleria Azimut di Milano su invito di Piero Manzoni e dove si è tenuta l’ultima mostra da lui progettata presso la galleria A arte Invernizzi di Milano nel 2016, inauguratasi poco dopo la sua scomparsa.
Per questa occasione, sabato 11 luglio 2026 alle ore 11, viene presentato nuovamente al pubblico l’intervento ''La porte s'envole'', realizzato da François Morellet nel 2012 e attualmente opera permanente del museo all’aperto. Due elementi in neon blu riprendono, alterandolo, il perimetro di uno degli ingressi della casa su cui è installata, la luce blu sposta l’attenzione dal punto di passaggio reale della soglia a una dimensione “altra”, quasi come se lo sguardo dell’osservatore fosse chiamato a muoversi oltre il limite di ciò che è reale, verso il “possibile”, senza tuttavia negare la funzione effettiva di collegamento tra esterno e interno dell’edificio.
All’interno della Casa dell’Arte viene inoltre presentato un focus dedicato all’artista dove opere degli anni Sessanta e Settanta - quali 5 impressions décalées du jaune à l’orange del 1969 e 8 passes de carrés réguliers, pivotées à chaque côté del 1970 - sono esposte in dialogo con lavori degli anni Duemila - Lunatique néonly 4 quarts n°11 del 2002 e Contorsions n°5 del 2007.
Se nelle prime l’attivazione spaziale si realizza attraverso la parcellizzazione e la ripetizione sfalsata di un archetipo geometrico quale il quadrato, nelle opere più recenti Morellet enfatizza il suo percorso di libertà decostruttiva coinvolgendo lo spazio esterno alla tela nella ricomposizione segnica della figura del cerchio in neon. In entrambi i casi il rigore sistematico è combinato con l’imprevedibilità del caso attraverso l’ironia e la libertà di sperimentazione: il risultato di questa operazione artistica è una condizione di osmosi tra opera, spettatore e spazio di relazione.
Nelle altre sale della Casa dell’Arte sono esposte opere di artisti che hanno partecipato sin dalla metà degli anni ’80 a rigenerare ed animare la vita culturale di Morterone partendo dalla visione poetico-filosofica della Natura Naturans di Carlo Invernizzi - che pone al centro delle proprie riflessioni l’uomo e la sua capacità di percepire e sentire ciò che gli sta intorno non come un qualcosa di estraneo, ma come parte integrante del divenire vitale - insieme alle opere di artisti che sono stati coinvolti nel progetto di realizzazione del museo nel corso dei decenni.
Diverse istituzioni presenti su tutto il territorio italiano si sono riunite per rendere omaggio alla figura dell’artista francese in un Paese in cui ha esposto per la prima volta nel 1960 alla Galleria Azimut di Milano su invito di Piero Manzoni e dove si è tenuta l’ultima mostra da lui progettata presso la galleria A arte Invernizzi di Milano nel 2016, inauguratasi poco dopo la sua scomparsa.
Per questa occasione, sabato 11 luglio 2026 alle ore 11, viene presentato nuovamente al pubblico l’intervento ''La porte s'envole'', realizzato da François Morellet nel 2012 e attualmente opera permanente del museo all’aperto. Due elementi in neon blu riprendono, alterandolo, il perimetro di uno degli ingressi della casa su cui è installata, la luce blu sposta l’attenzione dal punto di passaggio reale della soglia a una dimensione “altra”, quasi come se lo sguardo dell’osservatore fosse chiamato a muoversi oltre il limite di ciò che è reale, verso il “possibile”, senza tuttavia negare la funzione effettiva di collegamento tra esterno e interno dell’edificio.
All’interno della Casa dell’Arte viene inoltre presentato un focus dedicato all’artista dove opere degli anni Sessanta e Settanta - quali 5 impressions décalées du jaune à l’orange del 1969 e 8 passes de carrés réguliers, pivotées à chaque côté del 1970 - sono esposte in dialogo con lavori degli anni Duemila - Lunatique néonly 4 quarts n°11 del 2002 e Contorsions n°5 del 2007.
Se nelle prime l’attivazione spaziale si realizza attraverso la parcellizzazione e la ripetizione sfalsata di un archetipo geometrico quale il quadrato, nelle opere più recenti Morellet enfatizza il suo percorso di libertà decostruttiva coinvolgendo lo spazio esterno alla tela nella ricomposizione segnica della figura del cerchio in neon. In entrambi i casi il rigore sistematico è combinato con l’imprevedibilità del caso attraverso l’ironia e la libertà di sperimentazione: il risultato di questa operazione artistica è una condizione di osmosi tra opera, spettatore e spazio di relazione.
Nelle altre sale della Casa dell’Arte sono esposte opere di artisti che hanno partecipato sin dalla metà degli anni ’80 a rigenerare ed animare la vita culturale di Morterone partendo dalla visione poetico-filosofica della Natura Naturans di Carlo Invernizzi - che pone al centro delle proprie riflessioni l’uomo e la sua capacità di percepire e sentire ciò che gli sta intorno non come un qualcosa di estraneo, ma come parte integrante del divenire vitale - insieme alle opere di artisti che sono stati coinvolti nel progetto di realizzazione del museo nel corso dei decenni.
Date evento
sabato, 11 luglio 2026




















