Introbio: si è chiuso il Campo scuola delle sezione ANA di Lecco e Milano, 'rispetto la prima parola da portare a casa'
Si è conclusa oggi a Introbio la settimana del campo scuola alpino organizzato dalle sezioni ANA di Lecco e Milano. La giornata finale si è aperta con la tradizionale sfilata per le vie del paese (cui hanno partecipato i giovani del campo scuola, le autorità civili e militari, le penne) seguita dalla cerimonia di omaggio ai Caduti. Il corteo ha poi fatto ritorno a Prà Baster, accompagnato dal Corpo Musicale Bruno Colombo di Pasturo.

A prendere per primo la parola è stato Dino Sala, che ha voluto rivolgere un ringraziamento ai volontari della Protezione civile, agli alpini e ai ragazzi partecipanti. “Sono orgoglioso di essere stato il capo campo”, ha dichiarato con evidente emozione, sottolineando quanto abbia ricevuto da questa esperienza vissuta a stretto contatto con i giovani. Sala si è poi rivolto ai genitori: “ancora una volta avete creduto negli alpini, affidando loro la cosa più preziosa che possedete: i vostri figli”.

Successivamente è intervenuto il sindaco di Introbio, Silvana Piazza, che ha esordito affermando di sentire “tutti questi giovani come figli”. Il primo cittadino ha invitato i ragazzi a custodire le emozioni vissute durante la settimana, ricordando come esperienze di questo tipo restino impresse per tutta la vita insieme ai valori e alle regole apprese. Piazza ha inoltre evidenziato l'importanza dello stare insieme e del fare gruppo, elementi che hanno caratterizzato l'intera esperienza del campo scuola.

Nel suo intervento, la presidente della Provincia di Lecco, Alessandra Hofmann, ha spiegato ai presenti il motivo del sorvolo di un elicottero durante la cerimonia: si trattava di un'esercitazione antincendio boschivo che ha voluto rendere omaggio ai partecipanti passando sopra l'area del campo. Ha definito l'esperienza “una vacanza speciale”, capace di insegnare regole, amore per la natura e la capacità di non arrendersi davanti alle difficoltà. Hofmann ha inoltre evidenziato il valore educativo di queste iniziative, dove vengono trasmessi disciplina, rispetto e senso delle regole, aspetti che talvolta le famiglie faticano a insegnare ma che gli alpini riescono a comunicare efficacemente ai giovani. Un particolare motivo di orgoglio, ha spiegato, è vedere ragazzi e ragazze che hanno iniziato il loro percorso proprio nei campi scuola alpini e che oggi partecipano attivamente alla vita delle comunità, assumendosi responsabilità e mettendosi al servizio degli altri.

La parola è quindi passata al presidente della sezione ANA di Milano, Valerio Fusar Imperatore. Ripercorrendo le attività svolte durante la settimana, ha evidenziato come l'esperienza di quest'anno sia stata diversa da quella precedente e ha ricordato che, in assenza della leva obbligatoria, chiunque può avvicinarsi al mondo alpino e offrire il proprio contributo. “Tra qualche anno potreste essere voi a organizzare un campo scuola come questo”, ha detto rivolgendosi ai giovani partecipanti. Fusar Imperatore ha poi ricordato il raduno sezionale in programma il prossimo 28 giugno, invitando tutti a partecipare. In particolare ha segnalato il raduno della sezione di Milano, che si svolgerà a Ponte Selva, sulla strada per Clusone, presso una struttura che in passato ospitava un orfanotrofio e che oggi accoglie attività educative e formative, tra cui i campi scuola.

A chiudere gli interventi istituzionali è stato il presidente della sezione ANA di Lecco, Emiliano Invernizzi, che ha rivolto il suo messaggio soprattutto ai ragazzi e alle loro famiglie. Richiamando gli insegnamenti trasmessi durante il soggiorno, ha indicato nel rispetto la prima parola da portare a casa, auspicando che i giovani conservino quanto appreso dagli alpini. La seconda parola indicata da Invernizzi è stata “costruire”: costruire relazioni, collaborare e aiutarsi reciprocamente in ogni fase della vita. Infine ha parlato di “adrenalina”, definendola quella forza che nasce nelle situazioni più impegnative e che spinge le persone a sostenersi a vicenda.

Rivolgendosi ai genitori, il presidente lecchese ha ricordato come l'obiettivo del campo sia anche quello di mettere i ragazzi di fronte a esperienze nuove e coinvolgenti, capaci di stupirli e di farli crescere. “Si sono meravigliati di ciò che hanno vissuto e hanno dimostrato di essere grandi”, ha affermato. Anche Invernizzi ha infine invitato i presenti a partecipare ai prossimi appuntamenti e alle manifestazioni organizzate dal mondo alpino.
La mattinata si è conclusa con la celebrazione della funzione religiosa e con la consegna degli attestati di partecipazione ai ragazzi, momento finale di una settimana intensa di attività, formazione e condivisione.

A prendere per primo la parola è stato Dino Sala, che ha voluto rivolgere un ringraziamento ai volontari della Protezione civile, agli alpini e ai ragazzi partecipanti. “Sono orgoglioso di essere stato il capo campo”, ha dichiarato con evidente emozione, sottolineando quanto abbia ricevuto da questa esperienza vissuta a stretto contatto con i giovani. Sala si è poi rivolto ai genitori: “ancora una volta avete creduto negli alpini, affidando loro la cosa più preziosa che possedete: i vostri figli”.

Successivamente è intervenuto il sindaco di Introbio, Silvana Piazza, che ha esordito affermando di sentire “tutti questi giovani come figli”. Il primo cittadino ha invitato i ragazzi a custodire le emozioni vissute durante la settimana, ricordando come esperienze di questo tipo restino impresse per tutta la vita insieme ai valori e alle regole apprese. Piazza ha inoltre evidenziato l'importanza dello stare insieme e del fare gruppo, elementi che hanno caratterizzato l'intera esperienza del campo scuola.

Nel suo intervento, la presidente della Provincia di Lecco, Alessandra Hofmann, ha spiegato ai presenti il motivo del sorvolo di un elicottero durante la cerimonia: si trattava di un'esercitazione antincendio boschivo che ha voluto rendere omaggio ai partecipanti passando sopra l'area del campo. Ha definito l'esperienza “una vacanza speciale”, capace di insegnare regole, amore per la natura e la capacità di non arrendersi davanti alle difficoltà. Hofmann ha inoltre evidenziato il valore educativo di queste iniziative, dove vengono trasmessi disciplina, rispetto e senso delle regole, aspetti che talvolta le famiglie faticano a insegnare ma che gli alpini riescono a comunicare efficacemente ai giovani. Un particolare motivo di orgoglio, ha spiegato, è vedere ragazzi e ragazze che hanno iniziato il loro percorso proprio nei campi scuola alpini e che oggi partecipano attivamente alla vita delle comunità, assumendosi responsabilità e mettendosi al servizio degli altri.

La parola è quindi passata al presidente della sezione ANA di Milano, Valerio Fusar Imperatore. Ripercorrendo le attività svolte durante la settimana, ha evidenziato come l'esperienza di quest'anno sia stata diversa da quella precedente e ha ricordato che, in assenza della leva obbligatoria, chiunque può avvicinarsi al mondo alpino e offrire il proprio contributo. “Tra qualche anno potreste essere voi a organizzare un campo scuola come questo”, ha detto rivolgendosi ai giovani partecipanti. Fusar Imperatore ha poi ricordato il raduno sezionale in programma il prossimo 28 giugno, invitando tutti a partecipare. In particolare ha segnalato il raduno della sezione di Milano, che si svolgerà a Ponte Selva, sulla strada per Clusone, presso una struttura che in passato ospitava un orfanotrofio e che oggi accoglie attività educative e formative, tra cui i campi scuola.

A chiudere gli interventi istituzionali è stato il presidente della sezione ANA di Lecco, Emiliano Invernizzi, che ha rivolto il suo messaggio soprattutto ai ragazzi e alle loro famiglie. Richiamando gli insegnamenti trasmessi durante il soggiorno, ha indicato nel rispetto la prima parola da portare a casa, auspicando che i giovani conservino quanto appreso dagli alpini. La seconda parola indicata da Invernizzi è stata “costruire”: costruire relazioni, collaborare e aiutarsi reciprocamente in ogni fase della vita. Infine ha parlato di “adrenalina”, definendola quella forza che nasce nelle situazioni più impegnative e che spinge le persone a sostenersi a vicenda.

Rivolgendosi ai genitori, il presidente lecchese ha ricordato come l'obiettivo del campo sia anche quello di mettere i ragazzi di fronte a esperienze nuove e coinvolgenti, capaci di stupirli e di farli crescere. “Si sono meravigliati di ciò che hanno vissuto e hanno dimostrato di essere grandi”, ha affermato. Anche Invernizzi ha infine invitato i presenti a partecipare ai prossimi appuntamenti e alle manifestazioni organizzate dal mondo alpino.
M.A.




















