Acquirente truffa venditore che si ritrova senza auto e il grosso dei soldi
Una compravendita tra privati finita con l'acquirente riuscito a fregare (alla grande) la controparte, rimasta a bocca (quasi) asciutta, senza tra l'altro elementi a cui appigliarsi per far valere le proprie ragioni.
Il fatto è di oggi, con ultimo passaggio in una concessionaria del lecchese, estranea, è bene chiarirlo fin da subito, ad un raggiro che, di sicuro, è già stato messo in atto, nel recente passato, anche nella bergamasca e a questo punto, chissà quante altre volte, visto che sembra funzionare.

In pratica: un uomo mette in vendita la propria vettura. 20.000 euro nel dettaglio la cifra chiesta dal lecchese. Si fa avanti un possibile compratore che, accettato il prezzo, propone però di scorporare il dovuto in due tranche. Paga la prima, nel caso concreto da 4.000 euro con un bonifico. E chiede di mettere, agli atti, quella cifra, assicurando poi il "saldo" cash. I due vanno in una agenzia di pratiche auto e, documenti alla mano, formalizzano il passaggio di proprietà. Usciti di lì, l'acquirente, già divenuto intestatario del mezzo, chiede, prima di procedere a consegnare il contante, di far visionare la vettura a un meccanico. "Sai, mi sembra di sentire un rumorino", parrebbe aver detto quest'oggi al cedente che, senza problemi, lo ha accompagnato per l'appunto in una concessionaria affacciata sulla sp72. Ma... non appena questo è sceso dalla macchina per entrare in officina a chiedere la disponibilità di un tecnico per dare un occhio all'auto, quell'altro ha messo in moto e si è dileguato. Con la vettura già formalmente di sua proprietà. Ma pagata solo 4.000 euro, come da atti, rispetto ai 20.000 pattuiti in un accordo che si pensava tra gentil uomini. Difficile, anche con nome e cognome in mano, se non impossibile, recuperare o l'auto o i 16.000 euro mancanti, con una eventuale causa tra privati lunga e onerosa, dove la parola dell'uno sarà contro quella dell'altro...
Il fatto è di oggi, con ultimo passaggio in una concessionaria del lecchese, estranea, è bene chiarirlo fin da subito, ad un raggiro che, di sicuro, è già stato messo in atto, nel recente passato, anche nella bergamasca e a questo punto, chissà quante altre volte, visto che sembra funzionare.

In pratica: un uomo mette in vendita la propria vettura. 20.000 euro nel dettaglio la cifra chiesta dal lecchese. Si fa avanti un possibile compratore che, accettato il prezzo, propone però di scorporare il dovuto in due tranche. Paga la prima, nel caso concreto da 4.000 euro con un bonifico. E chiede di mettere, agli atti, quella cifra, assicurando poi il "saldo" cash. I due vanno in una agenzia di pratiche auto e, documenti alla mano, formalizzano il passaggio di proprietà. Usciti di lì, l'acquirente, già divenuto intestatario del mezzo, chiede, prima di procedere a consegnare il contante, di far visionare la vettura a un meccanico. "Sai, mi sembra di sentire un rumorino", parrebbe aver detto quest'oggi al cedente che, senza problemi, lo ha accompagnato per l'appunto in una concessionaria affacciata sulla sp72. Ma... non appena questo è sceso dalla macchina per entrare in officina a chiedere la disponibilità di un tecnico per dare un occhio all'auto, quell'altro ha messo in moto e si è dileguato. Con la vettura già formalmente di sua proprietà. Ma pagata solo 4.000 euro, come da atti, rispetto ai 20.000 pattuiti in un accordo che si pensava tra gentil uomini. Difficile, anche con nome e cognome in mano, se non impossibile, recuperare o l'auto o i 16.000 euro mancanti, con una eventuale causa tra privati lunga e onerosa, dove la parola dell'uno sarà contro quella dell'altro...
A.M.




















