Calolzio, dirigente in smart working all'estero: il Comune chiarisce

"Da tempo sosteniamo la necessità di valorizzare i dipendenti comunali, migliorare l'organizzazione degli uffici e favorire tutte quelle forme che consentano di conciliare il lavoro con la vita familiare e personale. Lo abbiamo sempre detto con chiarezza: un Comune moderno deve saper investire sulle proprie risorse umane e creare condizioni che permettano ai dipendenti di svolgere al meglio il proprio lavoro. Tuttavia, ciò non significa creare corsie preferenziali o applicare deroghe costruite su misura per singoli".

Così, tramite un comunicato, i gruppi consiliari di minoranza Cambia Calolzio e Calolziocorte Bene Comune intervengono sulla vicenda relativa all'autorizzazione, concessa a un Responsabile di Settore del Municipio, a svolgere la propria attività lavorativa in modalità "agile" dalla Repubblica Dominicana. "Non si tratta di una giornata occasionale di lavoro da remoto - sottolineano le compagini guidate rispettivamente da Diego Colosimo e Sonia Mazzoleni - ma di più settimane di smart working autorizzate a migliaia di chilometri di distanza dall'Italia, in un Paese extra UE, attraverso una deroga espressa al Regolamento comunale vigente. La documentazione acquisita è particolarmente significativa. Da un lato il dipendente riconosce che il Regolamento comunale prevede lo svolgimento del lavoro agile all'interno del territorio nazionale. Dall'altro il Segretario autorizza espressamente una deroga a quella disposizione".
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Il Municipio di Calolziocorte

"Le regole approvate dall'Ente devono valere per tutti" proseguono i due gruppi nel comunicato (QUI la versione integrale). "Se esiste un regolamento, esso non può essere rispettato da alcuni e superato per altri, e soprattutto ci chiediamo quanti altri dipendenti comunali avrebbero potuto ottenere una simile autorizzazione. Il Regolamento comunale prevede infatti che il lavoro agile sia normalmente esercitato entro limiti ben precisi, con rientri obbligatori in sede e con un numero massimo di giornate settimanali autorizzabili. Quanti dipendenti del Comune avrebbero potuto assentarsi dalla sede di lavoro per più settimane consecutive svolgendo l'attività esclusivamente da remoto? Quanti responsabili di servizio, quanti impiegati degli uffici comunali avrebbero potuto ottenere una deroga tale da consentire un periodo continuativo di lavoro agile ben oltre i limiti ordinariamente previsti dal Regolamento? La sensazione che si ricava dagli atti è quella di una disciplina speciale costruita per un singolo caso, mentre tutti gli altri dipendenti continuano giustamente ad essere soggetti alle regole generali previste dall'Ente. E quando le regole vengono applicate in modo diverso a seconda delle persone coinvolte, il rischio di generare disparità di trattamento diventa evidente".

A fornire un chiarimento nel tentativo di spegnere la polemica, direttamente da Piazza Vittorio Veneto, è l'assessore Dario Gandolfi. "Il problema non è dove ma come un dipendente fa lo smart working": taglia corto così il delegato alle opere pubbliche e al personale, precisando come il professionista, pur da lontano, stia portando avanti le questioni che gli sono state affidate, come provato anche dagli scambi di mail. Entrando ulteriormente nel dettaglio, Gandolfi spiega come il dirigente sia recentemente arrivato a Calolziocorte da altro Comune da cui aveva già ottenuto le ferie prenotando appunto il soggiorno a Santo Domingo, terra di origine della compagna. La questione, quindi, era già stata prospettata al momento della contrattualizzazione. "E siamo arrivati a un compromesso per chiudere la partita" aggiunge l'assessore sottolineando le note difficoltà nel reperire personale. "Da un mese d'assenza abbiamo negoziato 15 giorni in smart working e 15 di ferie con il nuovo Segretario comunale, così da mandare comunque avanti le pratiche avviate".
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