Lecco: le tracce della prima prova non mettono tutti d'accordo

La prima prova è alle spalle. Dopo mesi di preparazione, ripassi dell’ultimo minuto e una notte passata tra ansia e aspettative, i maturandi sono usciti dalle aule con sensazioni diverse, ma con una certezza comune: il primo ostacolo dell’Esame di Stato è stato superato.
I maturandi hanno potuto scegliere tra sette tracce suddivise nelle tradizionali tre tipologie previste dall’Esame di Stato. Per l’analisi del testo, tipologia A, sono stati proposti un brano di Cesare Pavese (Passerò per Piazza di Spagna) e un testo di Vitaliano Brancati (I piaceri). La Tipologia B, dedicata al testo argomentativo, proponeva invece riflessioni sulla democrazia e sulla Costituzione, sul rapporto tra scienza e filosofia e sul tema dei confini, intesi non soltanto in senso geografico ma anche culturale e personale. Le due tracce della Tipologia C, infine, invitavano gli studenti a confrontarsi con temi di attualità, tra cui il valore della fatica nella crescita individuale e collettiva.
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Davanti alle scuole di Lecco, tra sorrisi liberatori e primi commenti a caldo, il giudizio sulle tracce proposte dal Ministero è apparso discordante. Molti studenti hanno infatti raccontato di aver trovato argomenti più accessibili rispetto a quanto temuto, altri invece hanno espresso sensazioni di incertezza e inadeguatezza sugli argomenti trattati.
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«In realtà erano molto semplici. Ho scelto la C2 ed è andata bene. Sono soddisfatta», racconta una studentessa, che però guarda già alla prova successiva. «Domani? Quella è tutta un’altra storia. Andrà come deve andare, tanto ormai siamo alla fine». La traccia C2, dedicata al tema della fatica, sembra essere stata tra le più apprezzate dai maturandi incontrati all’uscita. «Ho scelto la C2. Mi sembra sia andata abbastanza bene. Ho scritto, poi non so se ho scritto delle sciocchezze, speriamo almeno in un dodici», scherza un ragazzo.
«Per domani vedremo come andrà».
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Anche quella dedicata alla democrazia e alla Costituzione ha riscosso tanto successo. «L’ho scelta perché ero preparatissimo sulla Costituzione, quindi è stata proprio azzeccata. Ho detto tutto quello che sapevo, collegando il tema delle donne, l’Italia e alcuni valori che secondo me abbiamo perso nel tempo».
Una scelta ragionata, costruita sui temi affrontati durante l’anno e sulla possibilità di sviluppare riflessioni personali.
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Tanti hanno apprezzato anche la traccia B3 «Ho scelto I confini contano così ho potuto sviluppare il tema del confine generazionale», racconta uno studente del Badoni. «Ho trovato semplice il collegamento con “Il treno ha fischiato” di Pirandello e con “Il fanciullino” di Pascoli, inoltre ho citato Don Chisciotte, che non riusciva a diventare un adulto».
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Per altri studenti, invece, la soddisfazione è arrivata soprattutto dalla possibilità di creare collegamenti tra diverse materie. «Sono contento perché sono riuscito a collegare un autore che abbiamo studiato durante l’anno e anche un artista affrontato in storia dell’arte. È una di quelle cose che quando inizi a scrivere speri di riuscire a fare e invece stavolta è venuta naturale».
Non tutti, però, hanno vissuto la mattinata con la stessa serenità. Per qualcuno la prima prova si è rivelata più complicata del previsto. «Le tracce erano orribili, le ho trovate difficilissime. Non so cosa sia uscito da quello che ho scritto. Vedevo tutti iniziare subito, mentre io non sapevo nemmeno da dove partire».
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Tra gli studenti, infatti, emerge il panico per la lontananza dei temi e degli autori trattati rispetto alle loro conoscenze e al programma affrontato. «Quando ho aperto il foglio con le tracce volevo solo piangere: gli autori proposti non li avevamo trattati in classe e anche sugli altri temi non sapevo cosa scrivere. Alla fine ho scelto per esclusione». Davanti ai cancelli le reazioni erano le più diverse. C’era chi usciva sorridendo e si fermava subito a confrontarsi con gli amici sulle tracce scelte, chi scherzava già sulla seconda prova e chi preferiva prendersi qualche minuto per sé.  Una ragazza ha lasciato la scuola di corsa, in lacrime, senza fermarsi a parlare. Un’immagine che racconta bene quanto la Maturità non sia soltanto un esame, ma anche un concentrato di emozioni, aspettative e tensioni accumulate nel corso dell’ultimo anno.
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Se la prima prova ha portato soprattutto sollievo, la seconda continua invece a fare paura. «Per domani sono terrorizzato», ammette uno degli studenti intervistati. «C’è matematica e non andiamo molto d’accordo. Sono molto più bravo in fisica, quindi speriamo bene». Anche chi è uscito relativamente soddisfatto guarda alla prova successiva con una certa apprensione. «Alla simulazione di matematica ho preso 4,5, quindi spero almeno in un 5», racconta sorridendo una maturanda. «L’orale invece mi preoccupa meno, lì mi sento pronta».
Ora l’attenzione si sposta proprio sulla seconda prova, diversa per ogni indirizzo di studio e spesso considerata il vero banco di prova dell’esame. Ma per almeno qualche ora i maturandi possono concedersi un sospiro di sollievo: il tema di italiano, con tutte le sue paure, le sue aspettative e le sue incognite, è ormai alle spalle. Davanti alle scuole si sono visti sorrisi, abbracci, battute e qualche lacrima. Segno che, al di là delle tracce e dei voti, la Maturità continua a essere uno di quei momenti che ciascuno vive a modo proprio.
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