Mandello: i fuochi d'artificio per l'addio a Dodo. 'Qualcosa di grande avrà il tuo nome'

Aveva chiesto un funerale senza pianti. Con i fuochi artificiali e una corona da re sulla sua fotografia. Mamma Zelda, quest'oggi, ce l'ha messa tutta per accontentarlo, scegliendo anche una bottiglia di vino buono da condividere poi con gli amici del suo Dodo, quelli che, all'uscita del feretro, sotto il sole cocente, non hanno esitato ad accendere per davvero botti e scintille colorate mentre un mazzo di palloncini bianchi con un cuore rosso prendeva il volo, libero nel cielo.

Ma fermare le lacrime è stato impossibile. Del resto, nemmeno Edoardo, nel dare disposizioni per il suo addio, probabilmente, si aspettava che il momento di obbedire sarebbe arrivato così presto. Aveva appena 18 anni. Edoardo - Dodo – Bartesaghi ha incontrato la morte sulla ss36, rincasando dopo una serata con gli amici.
edoardobartesaghimandello__2_.png (373 KB)La moto lo ha lasciato a piedi, nel cercare di risolvere il problema è stato travolto da un'auto, perdendo la vita così, all'improvviso, pochi giorni dopo l'ultimo giorno del penultimo anno di scuola superiore, pochi giorni prima di festeggiare un anno e tre mesi di fidanzamento. L'anniversario sarebbe stato oggi. Lo ha ricordato, in chiesa, la sua giovane "promessa sposa", vestita di bianco proprio per onorare quel desiderio di nozze, dilaniata dal senso di colpa - "Scusa per non averti fatto dormire a casa mia..." - ma capace anche di strappare un sorriso con un "ps" in coda al proprio messaggio: "Non bere troppo Dom Perignon e non stare troppo con Berlusconi".
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Stesso effetto stemperante anche per le parole dei tre migliori amici di Edoardo, pronti ad ammettere di non aver mai scritto nulla senza usare Chat Gpt e a ricordare quella nota data loro dal professor Colombo, "la sua seconda nota disciplinare da quando insegna", per cercare "di metterci in riga senza riuscirci".
funeralidodobartesaghi__9_.jpeg (962 KB)E la quotidianità, tra lo shampoo finito nella doccia e la cameretta in disordine, è stata la grande protagonista anche del ricordo di mamma Zelda, il pilastro che regge ogni cosa anche quando tutto sembra crollare, come lo stesso Dodo la definiva. "Ci proverò ad esserlo" la rassicurazione, con una promessa, quella di non lasciar cadere i sogni di un figlio che non c'è più. "Mi inventerò qualcosa di grande. E avrà il tuo nome".
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"Non doveva andare così. Sei parte di me e lo sarai sempre" l'aggiunta del fratello Jacopo, in prima fila con papà Fabio. A loro, ai tanti amici e parenti che hanno gremito la chiesa del Sacro Cuore, si è rivolto don Massimo Frigerio. "Siamo tantissimi e ci sentiamo come anfore rotte. Vasi rotti che non trattengono l'amore". Eppure, ha proseguito il sacerdote nella sua omelia, "nella paura per un futuro senza Edoardo possiamo trovare una strada per non perdere l'amore che qui mettiamo alla prova. Se vogliamo vivere e non sopravvivere dobbiamo amare come ama Lui".
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Il feretro, entrato sulle note di Ali d'aquila è stato scortato per tutto il tempo della cerimonia dai Volontari del Soccorso degli Alpini di Mandello, gruppo a cui Dodo si era unito. "Dal cielo può continuare a essere soccorritore", la chiosa del celebrante, ricordando come la vera sfida, ora, per chi è rimasto sia continuare ad amare. Ancora.

A.M.
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