Bonacina: spento l'incendio al nuovo asilo nido, restano da trovare soluzioni per 32 famiglie
Solo intorno alle 18.30 le fiamme sono state dichiarate estinte, con i vigili del fuoco ancora presenti in posto ed impegnati nella bonifica dell'area, controllando tra gli strati della copertura in alluminio, per scongiurare eventuali riprese. Per i pompieri di Lecco, supportati poi nel corso del pomeriggio anche da colleghi giunti nel capoluogo da Monza, è stato un giovedì difficile. 20 le unità schierate, nel bel mezzo dell'emergenza, con 8 automezzi.

L'incendio che ha divorato quasi completamente la copertura dell'immobile destinato ad ospitare, da settembre, il nuovo asilo nido comunale a Bonacina, in via Timavo, ha dato loro filo da torcere. Vuoi per gli spazi angusti del rione, ma vuoi anche per le temperature già roventi della giornata e per la forte pendenza del tetto dello stabile.

Il tratto di riconoscibilità, quelle punte a richiamare il dorso di un drago (che all'improvviso quest'oggi ha iniziato a sputare fuoco per davvero), ha finito per rallentare le operazioni di spegnimento, con il rogo divampato prima di mezzogiorno, giudicato "sotto controllo e confinato" solo verso le 15.45 e poi definitivamente (si spera) vinto dopo ulteriori tre ore. Ora, oltre alla conta dei danni, ci sarà da dare risposte.

Ci sarà da spiegare - e lo farà probabilmente la magistratura - come l'incendio, alla presenza, in cantiere, degli operai della società incaricata di portare a termine l'intervento di riqualificazione avviato da una precedente ditta, è scoppiato propagandosi velocemente all'intero sottotetto in legno.
E ci sarà da spiegare alle famiglie che contavano di poter beneficiare dell'asilo nido già il prossimo autunno se, come e dove i loro figli saranno accolti. Sul punto, è già intervenuto il gruppo di minoranza.

"Questa struttura - si legge in un post dell'ex sindaco Mauro Gattinoni - non era semplicemente un cantiere, ma un simbolo di cura e futuro per la nostra città. Un’opera fortemente voluta dall’amministrazione uscente, frutto di un lungo e complesso lavoro di ascolto delle esigenze dei rioni e delle famiglie. In particolare, la giunta Gattinoni e l’ex assessora Maria Sacchi si sono spese in prima persona insieme al personale tecnico ed educativo del comune, con tappe serrate e un impegno incessante, per restituire alla comunità uno spazio per l’infanzia moderno e insieme lo studio per un medico di base. Vedere quel lavoro parzialmente distrutto dalle fiamme è una ferita per la città".
“Siamo profondamente scossi da quanto accaduto e vicini alla popolazione del rione” dichiarano i consiglieri comunali di minoranza. “L’asilo di Bonacina rappresentava un traguardo concreto per la nostra comunità. Ci aspettiamo che le autorità competenti facciano immediata e totale chiarezza sulle cause del rogo. È fondamentale accertare le responsabilità in tempi rapidissimi”.
"La priorità assoluta, in questo momento di emergenza, deve però essere la tutela dei cittadini" prosegue ancora il comunicato. "Il pensiero del gruppo di minoranza va immediatamente alle 32 famiglie lecchesi che contavano sull’apertura della struttura per il prossimo autunno e che ora si trovano in una situazione di pesante incertezza. A questo proposito, la minoranza consiliare garantisce fin da subito la propria totale disponibilità a collaborare con l’amministrazione in carica. Non è questo il momento delle divisioni politiche, ma della responsabilità istituzionale: siamo pronti a fare la nostra parte e a lavorare uniti per trovare soluzioni alternative, rapide ed efficaci, affinché a nessun bambino e a nessuna famiglia venga negato il diritto a un servizio essenziale come quello del nido. Vigilieremo con attenzione sui prossimi passi, sia sul fronte delle indagini che su quello del sostegno alle famiglie, con l’unico obiettivo di veder rinascere, al più presto, l’asilo di Bonacina".

Nel mentre, l'ARPA intervenuta sul posto effettuando un monitoraggio, ha escluso rischi per la salute dei cittadini. Con i lecchesi residenti a ridosso dell'asilo che ora chiedono di rivedere quantomeno l'aspetto della struttura. E più sicurezza. "Se fosse successo con dentro i bambini?".

L'incendio che ha divorato quasi completamente la copertura dell'immobile destinato ad ospitare, da settembre, il nuovo asilo nido comunale a Bonacina, in via Timavo, ha dato loro filo da torcere. Vuoi per gli spazi angusti del rione, ma vuoi anche per le temperature già roventi della giornata e per la forte pendenza del tetto dello stabile.

Il tratto di riconoscibilità, quelle punte a richiamare il dorso di un drago (che all'improvviso quest'oggi ha iniziato a sputare fuoco per davvero), ha finito per rallentare le operazioni di spegnimento, con il rogo divampato prima di mezzogiorno, giudicato "sotto controllo e confinato" solo verso le 15.45 e poi definitivamente (si spera) vinto dopo ulteriori tre ore. Ora, oltre alla conta dei danni, ci sarà da dare risposte.

Ci sarà da spiegare - e lo farà probabilmente la magistratura - come l'incendio, alla presenza, in cantiere, degli operai della società incaricata di portare a termine l'intervento di riqualificazione avviato da una precedente ditta, è scoppiato propagandosi velocemente all'intero sottotetto in legno.
E ci sarà da spiegare alle famiglie che contavano di poter beneficiare dell'asilo nido già il prossimo autunno se, come e dove i loro figli saranno accolti. Sul punto, è già intervenuto il gruppo di minoranza.

"Questa struttura - si legge in un post dell'ex sindaco Mauro Gattinoni - non era semplicemente un cantiere, ma un simbolo di cura e futuro per la nostra città. Un’opera fortemente voluta dall’amministrazione uscente, frutto di un lungo e complesso lavoro di ascolto delle esigenze dei rioni e delle famiglie. In particolare, la giunta Gattinoni e l’ex assessora Maria Sacchi si sono spese in prima persona insieme al personale tecnico ed educativo del comune, con tappe serrate e un impegno incessante, per restituire alla comunità uno spazio per l’infanzia moderno e insieme lo studio per un medico di base. Vedere quel lavoro parzialmente distrutto dalle fiamme è una ferita per la città".


Nel mentre, l'ARPA intervenuta sul posto effettuando un monitoraggio, ha escluso rischi per la salute dei cittadini. Con i lecchesi residenti a ridosso dell'asilo che ora chiedono di rivedere quantomeno l'aspetto della struttura. E più sicurezza. "Se fosse successo con dentro i bambini?".




















