PAROLE CHE PARLANO/285

Prudenza


Questo termine deriva dal latino prudentia, collegato a prudens, parola generalmente considerata una contrazione di providens, colui che vede in anticipo. Il prudente, quindi, è colui che vede prima, che anticipa con lo sguardo ciò che accadrà.

Videre nasce dalla parola indoeuropea weid- (vedere, conoscere), da cui discendono il greco idéa (ciò che è visto), il sanscrito veda (sapienza) e l'inglese wise (saggio). La prudenza unisce quindi visione e sapienza.

L’imprudenza non consiste semplicemente nell'assenza di prudenza: è la cecità di chi agisce prigioniero del presente, senza scorgere le conseguenze delle proprie azioni.

Nella tradizione classica, la prudenza è la prima delle quattro virtù cardinali. Tommaso d'Aquino la chiama auriga virtutum, l'auriga delle virtù, perché guida e governa tutte le altre: senza di essa, giustizia, fortezza e temperanza perdono la direzione. Afferma letteralmente che Prudentia est recta ratio agibilium cioè la prudenza è il giusto criterio di ciò che si deve fare.

Potremmo dire che la prudenza è la capacità di vedere abbastanza lontano da non inciampare nel domani.
Rubrica a cura di Dino Ticli
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