Ance a convegno: 'Non guardare il dito, guarda la luna'

Andare oltre all’apparenza per cogliere la realtà autentica delle cose; non affidarsi all’istintività per analizzare il problema in profondità e trovare la strada più adeguata da perseguire, senza mai perdere di vista l’obiettivo; trasformare ogni criticità e ogni sfida in un’opportunità.
Questo il messaggio emerso da tutti gli interventi che hanno animato, ieri, l’appuntamento annuale promosso da ANCE Lecco Sondrio e Banca Generali dal titolo “Non guardare il dito, guarda la luna!”, svoltosi presso la sede di via Grandi in una sala convegni particolarmente affollata da imprenditori e rappresentanti delle istituzioni. Ad introdurre il convegno il saluto del Sindaco di Lecco, Filippo Boscagli, reduce la mattina dalla presentazione della sua nuova Giunta: “Ho voluto essere presente qui con voi perché, come avevo promesso, credo sia fondamentale avere attenzione e ascolto di tutte le più significative realtà della nostra Città, come siete voi costruttori. Avremo modo di confrontarci e approfondire insieme le questioni che toccano il futuro di Lecco, a cominciare dalle tematiche abitative”.
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La casa torna centrale nel dibattito politico, in Italia e in Europa
 Proprio il tema della casa è stato uno degli argomenti affrontati dal presidente di ANCE Lecco Sondrio Luca Fabi nella sua relazione: “Sembra che la casa sia tornata ad essere al centro dell’attenzione, in Italia come in Europa. Il Governo ha presentato nelle scorse settimane un “Piano Casa” che si presenta come un intervento complessivo per rispondere alla crescente domanda abitativa. Finalmente il problema della casa viene affrontato a 360 gradi, con un approccio complessivo, come richiede l’esigenza di rispondere alla crescente domanda abitativa. Le premesse sono sicuramente interessanti: 10 miliardi di Euro di risorse pubbliche per 100 mila alloggi in 10 anni. Sono anni che come ANCE lanciamo questo grido di allarme: mancano case. Non mancano immobili in Italia, ma la carenza è evidente dove c’è tensione abitativa e a prezzi accessibili per i lavoratori. È un tema centrale. Da decenni manca una politica per la casa e una regia forte che la governi. Attendiamo ora Governo e Parlamento alla vera prova: ovvero la concreta messa a terra di questo piano”.

“L’emergenza abitativa - ha continuato Fabi - sembra essere stata finalmente messa al centro anche dell’agenda europea. L’Europa sta vivendo una crisi abitativa senza precedenti. Una crisi dai profondi contorni sociali, che non riguarda soltanto i più fragili, ma tutte le fasce della popolazione e che, per questo, necessita di una risposta urgente e tempestiva. Anche in questo caso, noi costruttori stiamo alla finestra, in attesa che questa nuova sensibilità si traduca in provvedimenti e, soprattutto, finanziamenti. Certo, in caso positivo, la vera sfida che ci attende è come riuscire a coniugare qualità dell’edilizia con costi accessibili, considerando come detto lo scenario internazionale e l’aumento dei costi di utilities e dei materiali da costruzione”.

Ma per dare una risposta all’emergenza abitativa, secondo il presidente di ANCE Lecco Sondrio serve anche ripensare globalmente alla legislazione in essere sulle locazioni: “Pensata per tutelare le fasce deboli, - ha spiegato - con il tempo ha finito per penalizzarle, perché toglie di fatto al locatore ogni certezza sul proprio bene e spinge il proprietario immobiliare a scegliere altre strade, a cominciare dagli affitti brevi o dalla messa a reddito con la formula del B&B. Occorre riformare la legislazione per ripristinare questa certezza. Si libererebbero in questo modo migliaia di abitazioni e, contestualmente, si determinerebbe un contenimento dei canoni di affitto”.

Le ripercussioni del nuovo scenario sul mondo delle imprese e delle costruzioni
Questa rinnovata centralità al tema casa si inserisce però in uno scenario internazionale indubbiamente complesso e per numerosi aspetti preoccupante: “Viviamo anni in cui ogni certezza sembra compromessa, ogni paradigma a cui eravamo abituati sembra esser venuto meno, ogni regola che abbiamo imparato negli anni a fare nostra e a orientare la nostra vita personale e la nostra società. Accade nel mondo, dove nel nome di egoismi nazionali o narcisismi personali il diritto internazionale pare cancellato, le alleanze su cui abbiamo costruito la nostra storia a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale paiono frantumarsi. Accade in Europa, dove l’assurda sopravvivenza del diritto di veto impedisce che si assumano decisioni strategiche funzionali al nostro futuro e dove una burocrazia ormai lontana dalle reali esigenze delle nazioni che l’hanno creata alimenta un proliferare di regolamenti e direttive che penalizzano il sistema produttivo. Accade in Italia, dove troppo spesso a promesse ed annunci non fanno seguito, alla prova dei fatti, le decisioni attese, perché anche in questo caso la burocrazia frena l’attuazione in tempi rapidi di leggi e provvedimenti, o perché - ancor più grave - la politica stessa ha perso il contatto con la gente”.

Certo, l’annuncio della tregua tra USA e Iran ha indubbiamente gettato una luce di speranza sul futuro. Ma l’essenziale è che tenga davvero. Intanto, le imprese hanno subito in questi mesi ripercussioni estremamente pesanti: “Gli aumenti vertiginosi dei prezzi di materie prime fondamentali quali il petrolio e il gas hanno impattato negativamente sull’attività delle imprese europee ed italiane, mentre nella prima metà di quest’anno si sono registrati un notevole allungamento dei tempi di approvvigionamento dei materiali e un’impennata dei costi. Le imprese del nostro settore lo hanno purtroppo registrato ormai da oltre tre mesi, vedendosi erodere ogni marginalità e trovandosi spesso in difficoltà nel portare a termine appalti già in fase di esecuzione. Le cifre parlano chiaro: il gas è cresciuto del 70% da febbraio ad oggi, il gasolio del 28%; alcuni materiali hanno toccato il 50% di aumento del proprio costo, come il bitume, i materiali isolanti e il calcestruzzo. Le conseguenze complessive per l’economia italiana sono una riduzione del PIL che potrebbe arrivare al -0,7% e una crescita ferma allo 0,5%, mentre l’inflazione continua ad aumentare. Il rischio è che le previsioni stilate da ANCE prima del conflitto nel Vicino Oriente, che prevedevano un ritorno alla crescita degli investimenti in costruzioni (+5,6% rispetto all’anno precedente) vengano vanificate, anche perché un aumento dell’inflazione si accompagna ad una crescita del costo del denaro, con impatti negativi sulle famiglie”. 
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La carenza di manodopera: una sfida da affrontare
Ma il settore delle costruzioni si trova di fronte ad un’altra sfida da affrontare: quello della mancanza di manodopera da inserire nelle imprese. Una carenza che, esplosa in occasione del Bonus 110% e più recentemente in occasione degli interventi finanziati con il PNRR, ha a che fare in primo luogo con modelli culturali e sociali che tendono a valorizzare altri percorsi formativi e altre competenze rispetto a quelle che il mercato dell’edilizia offre ai giovani. 

Due le strade proposte da Luca Fabi. La prima, di taglio macroeconomico, riguarda la grande opportunità che è rappresentata dall’Africa: “Sino ad oggi ci siamo limitati a guardare il dito, ovvero abbiamo considerato il continente africano unicamente come un problema, a causa dei flussi migratori che interessano il nostro Continente e il nostro Paese, con i problemi legati all’immigrazione irregolare e alla difficoltà di inserimento nella nostra società che spesso dobbiamo registrare. Ebbene, credo che occorra - e in tempi brevi - iniziare a guardare l’Africa come un’opportunità: in primo luogo per ritagliarsi un ruolo centrale nello sviluppo di quei Paesi, ricchi di materie prime, realizzandovi infrastrutture e investendovi capitali; in secondo luogo per costruire le condizioni per formarvi manodopera specializzata da impiegare nelle nostre imprese”.

La seconda riguarda l’impegno che ANCE Lecco Sondrio ha messo, direttamente e attraverso il proprio Gruppo Giovani Imprenditori, per rafforzare il legame con il mondo della scuola con l’obiettivo di favorire la diffusione di nuovo sentiment legato al nostro settore, tra i giovani e tra le famiglie: “Attraverso il Gruppo Giovani, che ringrazio per il grande lavoro svolto, abbiamo operato per sviluppare, insieme alla Fondazione Clerici, un più stretto rapporto nelle scuole edili tra formazione teorica e pratica, attraverso una serie di incontri e di visite nei cantieri, così da stimolare passione, curiosità e interesse concreto verso il nostro mestiere. Dall’altro ancora abbiamo promosso, in collaborazione con EFES e l’ITS Cantieri dell’Arte, a cui aderiamo, l’avvio di un corso per l’alta formazione di tecnici specializzati, sempre più richiesti dalle nostre imprese, in grado di gestire processi complessi, introdurre innovazione nei cantieri e accompagnare la trasformazione digitale del settore. Ma il lavoro di ANCE Lecco Sondrio si è tradotto anche in un innovativo progetto: l’avvio di un percorso formativo dedicato ad adulti in situazioni di fragilità, con l’obiettivo di creare nuove opportunità occupazionali per una fascia debole della popolazione e, allo stesso tempo, dare una risposta reale alle necessità delle imprese”.
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L’innovativo progetto per coniugare bisogni delle imprese e delle persone
A spiegare questo progetto è stato Mattia Elia, presidente dei Giovani Imprenditori di ANCE Lecco Sondrio: “Di fronte alla difficoltà di reperire personale formato e motivato da inserire nelle nostre imprese abbiamo scelto di provare a costruire una risposta: abbiamo individuato un bisogno delle imprese e un bisogno delle persone e costruito un ponte. Così è nato il progetto rivolto a ragazzi interessati ad entrare nel settore delle costruzioni: un percorso formativo concreto, operativo, pensato per fornire le competenze di base necessarie per avvicinarsi al lavoro in cantiere e, allo stesso tempo, per offrire alle imprese nuove risorse da conoscere, formare e inserire gradualmente”.

Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con EFES Lecco Sondrio e Fondazione Luigi Clerici, con il coinvolgimento del Comune di Lecco e di diversi enti del territorio attivi nell'ambito dell'accoglienza e dell'accompagnamento delle persone: “Grazie al contributo di Emanuele Manzoni, Presidente della Conferenza dei Sindaci e Assessore al Welfare del Comune di Lecco nell’ultima amministrazione, abbiamo avviato un dialogo concreto con i centri di accoglienza del territorio, da cui è nato un tavolo di lavoro permanente che ci ha permesso di mettere in rete competenze, esigenze e disponibilità diverse, con un obiettivo comune: creare un percorso serio, selezionato e realmente collegato alle imprese”.

Particolare attenzione è stata posta proprio alla selezione dei candidati: “Non si è trattato semplicemente di aprire un corso, ma di individuare persone realmente motivate, con una conoscenza minima della lingua italiana, una condizione fisica compatibile con il lavoro in cantiere e una situazione documentale regolare che consentisse l'inserimento lavorativo”.

La formazione ha alternato momenti in aula ad attività pratiche, con un approccio molto diretto e orientato al lavoro quotidiano in cantiere. Durante il percorso sono stati affrontati temi legati alla sicurezza, all'utilizzo degli strumenti, all'organizzazione del lavoro e alle principali attività operative del settore edile.

Un altro degli aspetti più importanti del progetto è stato il coinvolgimento delle aziende associate fin dalle prime fasi: “Le imprese non sono state chiamate soltanto alla fine del percorso, ma sono state parte attiva del progetto, attraverso momenti di incontro con i partecipanti, visite ai laboratori e disponibilità ad accogliere tirocinanti. Questo ha permesso di creare un collegamento reale tra formazione e lavoro, evitando che il corso rimanesse un'esperienza isolata e facendo in modo che potesse tradursi in opportunità concrete. Oggi possiamo dire con soddisfazione che, su 16 ragazzi iscritti al corso, 13 hanno iniziato un tirocinio presso aziende del nostro territorio. È un risultato importante, che ci rende orgogliosi”.

Un orgoglio condiviso nel suo intervento dallo stesso Emanuele Manzoni ed emerso anche dalla testimonianza di Daniela Civilini, funzionaria di ANCE Lecco Sondrio coordinatrice del Gruppo Giovani Imprenditori, che ha raccontato la commovente storia di uno dei giovani che ha preso parte a questo progetto, trovandovi un’opportunità di realizzazione personale e professionale che ha riacceso in lui la luce della speranza.

Verso un nuovo assetto europeo
Particolarmente stimolanti sono stati anche i due interventi centrali del convegno, a cominciare da quello di Gabriele Pinosa, Founder e CEO di Go-Spa Consulting e studioso di macroeconomia e geopolitica. “Nel settembre 2024, presentando all’Unione Europea il suo piano sulla competitività, Mario Draghi ammoniva l’Europa che, o agiva da subito, o rischiava una lenta agonia. Ebbene, in due anni nulla è stato fatto, e siamo nel bel mezzo di questa agonia. - ha esordito - La finanza si è scollegata dall’economia reale, stiamo assistendo ad un ritorno all’inflazione di tipo strutturale, siamo di fronte alla grande incognita del ruolo dell’intelligenza Artificiale ed è diminuita la fiducia per la politica e le istituzioni da parte delle imprese e dei cittadini”. 
L’Europa vive dunque una crisi profonda, che ha il suo epicentro nella crisi della Germania, una “crisi strutturale che interessa in particolare l’automotive e che ha origine nel fatto che la Germania è rimasto un paese analogico in un mondo che si è digitalizzato”. L’economia europea è stagnante e cresce l’inflazione, senza che la domanda cresca: “È quella che gli economisti definiscono stagflazione”. Ancora, “l’Europa è diventata terreno di conquista e di scontro politico ed economico tra USA e Cina”.

Se questa è la situazione, quali possono essere le opportunità? Pinosa ne ha individuate tre: “In primo luogo sempre più, con l’apertura della rotta artica alternativa a quella mediorientale a causa dello scioglimento dei ghiacci del Polo Nord, sempre più emergeranno interessi diversi tra i Paesi europei del Nord e quelli del Sud. Perché non pensare allora ad un’alleanza di questi ultimi, tra cui l’Italia, in chiave mediterranea con i paesi dell’Africa? Questo ci permetterebbe di accedere a materie prime fondamentali, ma anche di avere un bacino di manodopera per le nostre imprese da formare”. La seconda è di tipo finanziario: “L’Italia dispone di un risparmio straordinario: occorre ripristinare un controllo da parte di attori italiani sul nostro risparmio e, insieme, utilizzare parte di questo risparmio per finanziare le imprese”. Infine l’Intelligenza Artificiale: “Se sapremo usare l’AI come strumento e mantenerne il controllo, potranno nascere moltissime idee imprenditoriali che avranno bisogno, comunque, di un tessuto di imprese tangibili”.

Europa e riqualificazione energetica degli edifici: poche luci, tante ombre
A Samuele Camellini, Strategic Real Estate Advisory Manager presso Banca Generali, è toccato infine il compito di tracciare un quadro sul mercato immobiliare italiano. Un mercato che presenta ancora forti limiti strutturali: “Solo il 21,8% degli edifici è in classe energetica A, B o C. Il 90% degli edifici consuma ancora energia da fonti fossili. Eppure la Energy Performance of Building Directive approvata dall’UE in via definitiva il 12 Marzo 2024 stabilisce gli obiettivi per giungere alla decarbonizzazione degli edifici entro il 2050.  Per l’Italia significherebbe dover investire da 410 milioni di Euro a 1.059 milioni di Euro per centrare questo obiettivo. Un’impresa impossibile anche perché le imprese edili italiane non hanno manodopera sufficiente per riqualificare energeticamente 500.000 immobili all’anno, quanti realizzati nel picco del Superbonus. Occorrerebbero oltre 300.000 lavoratori aggiuntivi specializzati (tra cappottisti, impiantisti e serramentisti) e vi è l’esigenza di una riqualificazione in termini di competenze degli addetti già oggi impegnati. Inoltre la ristrutturazione "profonda" di un immobile, necessaria per saltare più classi energetiche (da classe G a classe A), richiede un'integrazione complessa tra isolamento termico, pompe di calore, fotovoltaico e infissi e la frammentazione delle imprese italiane rende difficile gestire volumi così elevati”. 
Se questa è la situazione, Banca Generali è in grado di mettere a disposizione innovativi servizi di consulenza immobiliare con l’obiettivo di verificare il costo opportunità di intervenire sull’immobile, riqualificandolo dal punto di vista energetico, senza trascurare gli aspetti strutturali. 
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Le premiazioni
Al termine del convegno, il presidente Luca Fabi ha premiato le imprese con oltre 40 anni di fedeltà associativa al sistema ANCE. Sono state premiate le seguenti imprese: F.LLI LOCATELLI  s.r.l. di Introbio, IMM.CO. s.p.a. di Lecco, VALSECCHI COSTRUZIONI s.r.l. di Cremeno, AEAEA dei F.lli Viglienghi s.n.c. di Esino Lario, SPOTO COSTRUZIONI s.r.l. di Valmadrera, VALSECCHI  s.r.l. di Osnago  e TENTORI di TENTORI EMILIO e C. s.r.l. di Airuno. 

Sono stati anche ricordati i 200 anni di attività festeggiati dall’impresa BORLENGHI IMPIANTI  s.r.l. di Bellano e i 30 anni di attività del servizio paghe del CEL, la società di servizi di ANCE Lecco Sondrio.