La Giunta dei soliti addendi

Ho letto con attenzione l’analisi sulla nuova giunta comunale di Lecco guidata da Filippo Boscagli. Da persona che ha vissuto da dentro l’Amministrazione comunale per quasi due legislature, sento il dovere di fare un’operazione di verità. La narrazione di una "gloriosa opposizione" che oggi raccoglie i frutti di vent'anni di battaglie è suggestiva, ma non corrisponde alla realtà dei fatti.

A parte la determinazione storica di Cinzia Bettega e la precisione tecnica di Parolari, in questi anni non ho mai visto una minoranza così incisiva. Anzi, posso dire con orgoglio e un pizzico di ironia che ho fatto molta più opposizione io, stando nella mia stessa maggioranza, di quanta ne abbiano fatta loro dai banchi dell’opposizione.

Siamo davanti alla classica applicazione della proprietà commutativa: cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia. Parliamo sicuramente di brava gente, ma i criteri di assegnazione delle deleghe lasciano profondamente perplessi. Vedere Carlo Piazza vice sindaco e assessore allo sviluppo urbano e attrattività territoriale invece di una figura come Bettega ai servizi sociali — area dove avrebbe potuto esprimere massima sensibilità e competenza — dimostra una cosa sola: non si è scelto in base alle capacità, ma in base alla necessità di accontentare tutti i capibastone dei partiti.

È la vecchia politica del bilancino, dei "caporali" che dettano linea e poltrone a un sindaco tenuto a bagnomaria fino all'ultimo. Anche la narrazione dei primi successi amministrativi appare debole. Sentire il buon Boscagli, che siede in Consiglio da vent’anni, rivendicare con enfasi l'apertura del Ponte Vecchio sa tanto di gioco delle tre carte. Cambiare solo gli orari per non cambiare nulla, in una mobilità dove si andava e veniva anche prima, non è una rivoluzione: è ordinaria amministrazione spacciata per svolta storica.

È esattamente questo modo di fare che mi ha spinto ad aderire convintamente a Patto per il Nord. La politica deve essere una passione trainata dal merito, dalla competenza e dal fare, non un mestiere per sopravvivere o per occupare spazi di potere. Negli ultimi tempi, purtroppo, di vera passione ne vedo pochissima. Noi di patto  per il Nord crediamo in un modello amministrativo differente, dove chi governa lo fa perché ha le competenze per quel settore specifico, non perché deve rispondere a logiche di scuderia. Vedremo alla prova dei fatti cosa produrrà questa giunta, ma se il buongiorno si vede dal mattino, Lecco ha solo cambiato l'ordine dei suoi fattori, restando ferma allo stesso risultato.
Ezio Venturini (Insieme per il Nord)
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