La beneficenza sfila in abito da sposa a Villa Ponchielli
Una pomeriggio all'insegna della moda e della beneficenza quello di ieri a Villa Ponchielli.
Il gruppo da tempo costituito attorno alla storica dimora e la Fondazione Anfora Onlus hanno organizzato un evento dal titolo già di per sé significativo: "La bellezza torna in Villa". Nobile, poi, lo scopo della proposta: sostenere la Fondazione che, dal 2005, a Calolziocorte, accoglie donne e minori in situazione di fragilità e promuove interventi di sostegno alla famiglia, attività educative, laboratori e progetti di integrazione sociale.

Anche attraverso un atelier per il recupero di abiti da sposa e da cerimonia gentilmente messi a disposizione da donne per altre donne. E sono stati proprio questi vestiti i protagonisti della sfilata del tardo pomeriggio
"Ringraziamo sicuramente entrambe le amministrazioni comunali, quella precedente e quella attuale, per aver approvato e realizzato il nostro progetto e per averci offerto la possibilità di usare lo spazio della Villa" ha sostenuto Roberto Timpano, referente dell'insieme di associazioni che si occupano di tenere in vita questo spazio architettonico e naturale.
"C'è stato un duro lavoro alle spalle: è circa un annetto e mezzo che lavoriamo e collaboriamo per trovare un modo per valorizzare questo spazio, in modo particolare con Officina Badoni, Officina Gerenzone e altre associazioni. Siamo grati anche per l'aiuto del Comune ma anche a tutti i volontari e le volontarie che hanno abbracciato questo progetto insieme a noi".

Costruita nel 1880 su progetto dell'architetto Attilio Bolla, la Villa è stata poi residenza del compositore Amilcare Ponchielli (da cui il nome) e della moglie. Nel 1999 venne acquistata dal Comune di Lecco, con l'obiettivo di valorizzare la struttura e il parco di oltre ventimila mq che la circonda.
Timpano ha insistito molto sulla bellezza della Villa e sul tentativo di organizzare altri eventi diversi tra loro, per avvicinare la comunità a questo bellissimo spazio storico.

"L'idea della sfilata è nata grazie al progetto Donne per le donne, insito della nostra Fondazione e in molte altre" ha invece spiegato Veronica Rosa, referente di Anfora. "Questo progetto ha visto moltissime donazioni di vestiti e accessori da parte di diversi privati e di boutique locali, che hanno deciso di partecipare attivamente all'iniziativa. Noi li mettiamo a disposizioni delle nuove spose, o dei loro invitati, che volessero fare un matrimonio solidale: ognuno è libero di fare la propria offerta per questi abiti, offerta che verrà poi utilizzata per finanziare le azioni di accompagnamento psicologico delle donne e dei bambini che ospitiamo nella nostra struttura, con il fine di un reinserimento sociale adeguato."

La sfilata ha avuto inizio con gli abiti da cerimonia, di colori, forme e tagli diversi l'uno dall'altro, in modo tale da incontrare i gusti di più persone possibili. Le modelle, bellissime e leggiadre sulla passerella posta sul prato, hanno camminato a piedi scalzi, per simboleggiare la libertà che vorrebbero che tutte le donne avessero, rompendo così il dogma sociale delle scarpe col tacco. Abiti corti e lunghi, dai colori sgargianti e tenui, con lo spacco e con la coda asimmetrica, stretti sui fianchi o aperti in un'ampia gonna...

Dopo una breve pausa di risotto, è arrivato il turno degli abiti da sposa. Anche questi hanno toccato diverse estetiche: tra bianco puro e panna, strascichi e forme a sirena, vestiti semplici ed elaborati, le modelle hanno soddisfatto le aspettative della serata, mostrando orgogliosamente non solo gli abiti, ma anche il progetto a cui hanno aderito come volontarie.

Al termine della sfilata, i presenti hanno avuto l'occasione di visitare gli spazi interni della Villa insieme ai volontari e di partecipare al pic-nic da loro organizzato, portandosi un plaid o una sedia da casa. Ma soprattutto, hanno potuto portare la loro offerta all'associazione, contribuendo al finanziamento di questo importante progetto.
Il gruppo da tempo costituito attorno alla storica dimora e la Fondazione Anfora Onlus hanno organizzato un evento dal titolo già di per sé significativo: "La bellezza torna in Villa". Nobile, poi, lo scopo della proposta: sostenere la Fondazione che, dal 2005, a Calolziocorte, accoglie donne e minori in situazione di fragilità e promuove interventi di sostegno alla famiglia, attività educative, laboratori e progetti di integrazione sociale.

Anche attraverso un atelier per il recupero di abiti da sposa e da cerimonia gentilmente messi a disposizione da donne per altre donne. E sono stati proprio questi vestiti i protagonisti della sfilata del tardo pomeriggio
"Ringraziamo sicuramente entrambe le amministrazioni comunali, quella precedente e quella attuale, per aver approvato e realizzato il nostro progetto e per averci offerto la possibilità di usare lo spazio della Villa" ha sostenuto Roberto Timpano, referente dell'insieme di associazioni che si occupano di tenere in vita questo spazio architettonico e naturale.

Costruita nel 1880 su progetto dell'architetto Attilio Bolla, la Villa è stata poi residenza del compositore Amilcare Ponchielli (da cui il nome) e della moglie. Nel 1999 venne acquistata dal Comune di Lecco, con l'obiettivo di valorizzare la struttura e il parco di oltre ventimila mq che la circonda.
Timpano ha insistito molto sulla bellezza della Villa e sul tentativo di organizzare altri eventi diversi tra loro, per avvicinare la comunità a questo bellissimo spazio storico.

"L'idea della sfilata è nata grazie al progetto Donne per le donne, insito della nostra Fondazione e in molte altre" ha invece spiegato Veronica Rosa, referente di Anfora. "Questo progetto ha visto moltissime donazioni di vestiti e accessori da parte di diversi privati e di boutique locali, che hanno deciso di partecipare attivamente all'iniziativa. Noi li mettiamo a disposizioni delle nuove spose, o dei loro invitati, che volessero fare un matrimonio solidale: ognuno è libero di fare la propria offerta per questi abiti, offerta che verrà poi utilizzata per finanziare le azioni di accompagnamento psicologico delle donne e dei bambini che ospitiamo nella nostra struttura, con il fine di un reinserimento sociale adeguato."

La sfilata ha avuto inizio con gli abiti da cerimonia, di colori, forme e tagli diversi l'uno dall'altro, in modo tale da incontrare i gusti di più persone possibili. Le modelle, bellissime e leggiadre sulla passerella posta sul prato, hanno camminato a piedi scalzi, per simboleggiare la libertà che vorrebbero che tutte le donne avessero, rompendo così il dogma sociale delle scarpe col tacco. Abiti corti e lunghi, dai colori sgargianti e tenui, con lo spacco e con la coda asimmetrica, stretti sui fianchi o aperti in un'ampia gonna...

Dopo una breve pausa di risotto, è arrivato il turno degli abiti da sposa. Anche questi hanno toccato diverse estetiche: tra bianco puro e panna, strascichi e forme a sirena, vestiti semplici ed elaborati, le modelle hanno soddisfatto le aspettative della serata, mostrando orgogliosamente non solo gli abiti, ma anche il progetto a cui hanno aderito come volontarie.

Al termine della sfilata, i presenti hanno avuto l'occasione di visitare gli spazi interni della Villa insieme ai volontari e di partecipare al pic-nic da loro organizzato, portandosi un plaid o una sedia da casa. Ma soprattutto, hanno potuto portare la loro offerta all'associazione, contribuendo al finanziamento di questo importante progetto.
G.I.




















