Con uno stipendio ma senza casa: lanciato il progetto 'Habitare - alloggi per lavoratori'
In provincia di Lecco ci sono qualcosa come 65.000 alloggi sfitti, 5.000 dei quali soltanto nel capoluogo. Eppure trovare casa da Lomagna a Colico è diventata ormai impresa (quasi) impossibile anche per il ceto medio e dunque per chi un'occupazione l'ha, ma non può permettersi affitti che succhiano gran parte delle entrate.

Parliamo “banalmente” dalla classica insegnante del sud Italia assegnata come primo incarico, prendere o lasciare, alla nostro territorio. Dell'extracomunitario in regola con famiglia al seguito considerato “risorsa” per le aziende lecchesi perennemente affamate. Ma anche dell'infermiere di fuori provincia assunto al Manzoni o dell'ormai ex studente del Politecnico che, pur corteggiato da multinazionali con sede a Milano, vuole restare qui ma non da mamma e papà. Per non parlare poi di educatori e figure del terzo settore, quelle stesse persone che aiutano chi è in difficoltà ad affrontare i casi della vita, dovendo poi anche pensare a far quadrare i propri di conti. Tutta gente con uno stipendio, che non riesce però a sistemarsi.

Perché? E' questa domanda ad aver portato una serie di realtà lecchesi a mettersi al tavolo e in oltre 60 incontri arrivare a delineare il progetto “Habitare, alloggi per lavoratori”, presentato questa mattina a Officina Badoni, e il relativo Fondo costituito contestualmente, con una prima dotazione economica pari a ben 450.000 euro, ulteriormente – si spera – incrementabile per dare gamba all'ennesima intuizione brillante del nostro territorio, nata riadattando anche esperienze altrui, in un contenitore pienamente “nostrano”. Il progetto è sostenuto, infatti, grazie al Fondo Aiutiamoci - Contrasto alle Povertà della Fondazione comunitaria del Lecchese ed è sviluppato in collaborazione con gli Ambiti Territoriali di Bellano e Lecco (quello di Merate si è sfilato prima della firma) coinvolgendo anche la Camera di Commercio e Confindustria oltre al Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci del Lecchese. Concretamente è realizzato dal Consorzio Consolida insieme alle cooperative sociali Aeris e L'Arcobaleno.

Recuperare nei primi tre anni 50 alloggi e metterli a disposizione per chi lavora, l'obiettivo dichiarato del progetto Habitare, tanto per cominciare. Come? Superando quegli steccati che oggi tengono buona parte dei 65.000 appartamenti sfitti disseminati sul territorio fuori dal mercato, a cominciare dai timori dei proprietari magari scottati da precedenti esperienze con inquilini morosi o non rispettosi e dalla mancata manutenzione che ne preclude la fruibilità. Si cercherà, in un periodo storico in cui in tanti provano a massimizzare i profitti con gli affitti brevi in danno alla residenzialità, di creare un sistema fiduciario per mobilizzare dunque immobili ora fermi.

“Concretamente – ha illustrato Claudia Pina, referente del partenariato operativo di progetto – andremo dapprima alla ricerca di alloggi, privati o di realtà del territorio (e a tal proposito abbiamo già avuto primi contatti con i comuni). Una volta censiti gli immobili, il contratto di locazione sarà stipulato con l'ente operativo di progetto”, interponendo dunque una figura di garanzia tra proprietà e affittuario, così che la prima non corra rischi. “Grazie al Fondo, se necessario ci faremo carico anche di piccole manutenzioni, a scomputo poi sull'affitto che verrà versato”. Ma non solo, anche rispetto agli inquilini, “Habitare” interverrà, con un tutoraggio volto a offrire la garanzia (ai padroni di casa) su buon uso degli alloggi, garantendo altresì supporto per chi arriva da fuori, per conoscere territorio e servizi. E per fare comunità, scopo ultimo di un progetto che si propone sì di favorire l'accesso alla casa ma anche, al tempo stesso, di sostenere lo sviluppo economico locale, spesso rallentato proprio dalla mancanza di soluzioni abitative adeguate per chi lavora.

A tal proposito Ezio Vergani, Presidente della Camera di Commercio Como-Lecco, ha sottolineato le difficoltà che molte aziende incontrano nel reperire e trattenere lavoratrici e lavoratori, evidenziando come "l'emergenza abitativa rappresenta una criticità complessa che incide direttamente sull'occupazione e sulla competitività dell'intero territorio lariano. In questo scenario l'adesione al progetto Habitare - in ideale continuità con l'iniziativa ALL'OGGI avviata a inizio anno nel Comasco - testimonia la volontà della Camera di Commercio di valorizzare l'housing sociale come leva strategica di sviluppo economico. Attraverso il recupero del patrimonio immobiliare sfitto da destinare a canoni sostenibili a lavoratori e lavoratrici, intendiamo supportare concretamente il sistema imprenditoriale nell'attrarre, radicare e stabilizzare il capitale umano, risorsa indispensabile per la crescita e la tenuta del nostro tessuto produttivo".

Sulla stessa lunghezza d'onda il Vice Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Mario Francesco Moro intervenuto riportando le parole del Presidente Marco Campanari: "Con convinzione sosteniamo il progetto Habitare, partendo dalla considerazione che il tema abitativo - soprattutto per coloro che iniziano un rapporto di lavoro dovendo raggiungere da fuori il nostro territorio - sia indubbiamente una delle grandi questioni da affrontare a livello sistemico. Un territorio che sappia offrire opportunità abitative accessibili, risulta certamente più attrattivo, e la realizzazione di un'iniziativa che contribuisca in modo significativo a rispondere ai bisogni di lavoratori e famiglie è un elemento strategico importante, soprattutto se guardiamo alle difficoltà di questi anni nel trovare nuovi collaboratori da inserire nelle nostre imprese"

Alberto Bonaiti, Presidente della Fondazione Comunitaria del Lecchese, ha richiamato il ruolo strategico del Fondo Aiutiamoci - Contrasto alle Povertà, grazie al quale è stato possibile avviare e sostenere un confronto con diverse realtà del territorio sul tema del crescente disagio abitativo, per promuovere interventi capaci di generare un impatto sociale. "L'iniziativa che prende avvio oggi merita di essere enfatizzata non solo per l'importante finalità pratica che persegue ma anche perché costituisce un embrione di modello innovativo che si propone di far interagire stabilmente - in modo concreto -il mondo delle imprese, della cooperazione e della filantropia: attraverso il progetto Habitare, lo spirito d'iniziativa, la capacità di profitto, la generosità, la solidarietà, il senso di cooperazione proprie di questo territorio si annodano e si saldano in una piattaforma filantropica che punta ad offrire occasioni per agevolare il contesto di coloro che, con laboriosità ed impegno quotidiano, contribuiscono alla crescita del benessere dell'intera comunità” ha sostenuto, riconoscendo la maternità dell'iniziativa a Maria Grazia Nasazzi.

In continuità con questi interventi, Emanuele Manzoni, Presidente del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci del Lecchese, ha evidenziato l'urgenza del tema abitativo, mettendo in luce come un numero crescente d persone, pur avendo un'occupazione, faccia sempre più fatica ad accedere al mercato della locazione, con il rischio di generare situazioni di grave precarietà. "Oggi purtroppo molti lavoratori rischiano di non trovare casa a causa dell'aumento del costo degli affitti e della scarsa disponibilità di appartamenti. Questo è un problema che riguarda la comunità nel suo insieme, perché un territorio che si priva di energie e intelligenze smette d funzionare. Pensiamo a insegnanti, operai, autisti, personale infermieristico - solo per fare qualche esempio - e al ruolo fondamentale che svolgono. Habitare nasce dalla consapevolezza che attraverso un'alleanza forte d tanti soggetti si possono provare a dare risposte a chi vuole vivere nel lecchese e prendersene cura. I comuni stanno facendo molto sul tema casa, con investimenti e progetti specifici, in particolare per le fasce più vulnerabili. Questo progetto aggiunge un tassello importante, non solo dando risposte concrete a chi cerca ma anche costituendo di fatto un luogo operativo e di confronto che permetterà di valorizzare la capacità lecchese di fare sistema e di provare a dare risposte comuni a temi fondamentali".

Arianna Fontana, membro del Consiglio di Amministrazione di Consorzio Consolida, ha portato la visione degli enti direttamente coinvolti nel progetto: "Il Consorzio Consolida, insieme alle cooperative Aeris e L'Arcobaleno e tra i soggetti attuatori di Habitare. L'esperienza delle cooperative nel settore dell'accoglienza è ventennale: negli anni hanno sviluppato interventi per sostenere la fragilità abitativa, attivando servizi di accoglienza unitamente a supporti educativi, sociali e relazionali. La lettura degli esiti di questi percorsi ci ha convinti della necessità di sostenere l'autonomia abitativa di tutte le persone che lavorano sul territorio lecchese, prevenendo scivolamento verso situazioni di vulnerabilità. È con questo obiettivo che la cooperazione avvia oggi, insieme alle organizzazioni firmatarie del Fondo, la sperimentazione del progetto Habitare, con l'auspicio di raggiungere e coinvolgere i proprietari di alloggi attualmente non utilizzati".
Per i proprietari di immobili nella provincia di Lecco interessati a partecipare al progetto, è possibile richiedere informazioni visitando il sito www.progettohabitare.it, scrivendo a info@progettohabitare.it o contattando i numero 335 6667561.

Parliamo “banalmente” dalla classica insegnante del sud Italia assegnata come primo incarico, prendere o lasciare, alla nostro territorio. Dell'extracomunitario in regola con famiglia al seguito considerato “risorsa” per le aziende lecchesi perennemente affamate. Ma anche dell'infermiere di fuori provincia assunto al Manzoni o dell'ormai ex studente del Politecnico che, pur corteggiato da multinazionali con sede a Milano, vuole restare qui ma non da mamma e papà. Per non parlare poi di educatori e figure del terzo settore, quelle stesse persone che aiutano chi è in difficoltà ad affrontare i casi della vita, dovendo poi anche pensare a far quadrare i propri di conti. Tutta gente con uno stipendio, che non riesce però a sistemarsi.
Perché? E' questa domanda ad aver portato una serie di realtà lecchesi a mettersi al tavolo e in oltre 60 incontri arrivare a delineare il progetto “Habitare, alloggi per lavoratori”, presentato questa mattina a Officina Badoni, e il relativo Fondo costituito contestualmente, con una prima dotazione economica pari a ben 450.000 euro, ulteriormente – si spera – incrementabile per dare gamba all'ennesima intuizione brillante del nostro territorio, nata riadattando anche esperienze altrui, in un contenitore pienamente “nostrano”. Il progetto è sostenuto, infatti, grazie al Fondo Aiutiamoci - Contrasto alle Povertà della Fondazione comunitaria del Lecchese ed è sviluppato in collaborazione con gli Ambiti Territoriali di Bellano e Lecco (quello di Merate si è sfilato prima della firma) coinvolgendo anche la Camera di Commercio e Confindustria oltre al Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci del Lecchese. Concretamente è realizzato dal Consorzio Consolida insieme alle cooperative sociali Aeris e L'Arcobaleno.
Recuperare nei primi tre anni 50 alloggi e metterli a disposizione per chi lavora, l'obiettivo dichiarato del progetto Habitare, tanto per cominciare. Come? Superando quegli steccati che oggi tengono buona parte dei 65.000 appartamenti sfitti disseminati sul territorio fuori dal mercato, a cominciare dai timori dei proprietari magari scottati da precedenti esperienze con inquilini morosi o non rispettosi e dalla mancata manutenzione che ne preclude la fruibilità. Si cercherà, in un periodo storico in cui in tanti provano a massimizzare i profitti con gli affitti brevi in danno alla residenzialità, di creare un sistema fiduciario per mobilizzare dunque immobili ora fermi.
“Concretamente – ha illustrato Claudia Pina, referente del partenariato operativo di progetto – andremo dapprima alla ricerca di alloggi, privati o di realtà del territorio (e a tal proposito abbiamo già avuto primi contatti con i comuni). Una volta censiti gli immobili, il contratto di locazione sarà stipulato con l'ente operativo di progetto”, interponendo dunque una figura di garanzia tra proprietà e affittuario, così che la prima non corra rischi. “Grazie al Fondo, se necessario ci faremo carico anche di piccole manutenzioni, a scomputo poi sull'affitto che verrà versato”. Ma non solo, anche rispetto agli inquilini, “Habitare” interverrà, con un tutoraggio volto a offrire la garanzia (ai padroni di casa) su buon uso degli alloggi, garantendo altresì supporto per chi arriva da fuori, per conoscere territorio e servizi. E per fare comunità, scopo ultimo di un progetto che si propone sì di favorire l'accesso alla casa ma anche, al tempo stesso, di sostenere lo sviluppo economico locale, spesso rallentato proprio dalla mancanza di soluzioni abitative adeguate per chi lavora.
A tal proposito Ezio Vergani, Presidente della Camera di Commercio Como-Lecco, ha sottolineato le difficoltà che molte aziende incontrano nel reperire e trattenere lavoratrici e lavoratori, evidenziando come "l'emergenza abitativa rappresenta una criticità complessa che incide direttamente sull'occupazione e sulla competitività dell'intero territorio lariano. In questo scenario l'adesione al progetto Habitare - in ideale continuità con l'iniziativa ALL'OGGI avviata a inizio anno nel Comasco - testimonia la volontà della Camera di Commercio di valorizzare l'housing sociale come leva strategica di sviluppo economico. Attraverso il recupero del patrimonio immobiliare sfitto da destinare a canoni sostenibili a lavoratori e lavoratrici, intendiamo supportare concretamente il sistema imprenditoriale nell'attrarre, radicare e stabilizzare il capitale umano, risorsa indispensabile per la crescita e la tenuta del nostro tessuto produttivo".
Sulla stessa lunghezza d'onda il Vice Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Mario Francesco Moro intervenuto riportando le parole del Presidente Marco Campanari: "Con convinzione sosteniamo il progetto Habitare, partendo dalla considerazione che il tema abitativo - soprattutto per coloro che iniziano un rapporto di lavoro dovendo raggiungere da fuori il nostro territorio - sia indubbiamente una delle grandi questioni da affrontare a livello sistemico. Un territorio che sappia offrire opportunità abitative accessibili, risulta certamente più attrattivo, e la realizzazione di un'iniziativa che contribuisca in modo significativo a rispondere ai bisogni di lavoratori e famiglie è un elemento strategico importante, soprattutto se guardiamo alle difficoltà di questi anni nel trovare nuovi collaboratori da inserire nelle nostre imprese"
Alberto Bonaiti, Presidente della Fondazione Comunitaria del Lecchese, ha richiamato il ruolo strategico del Fondo Aiutiamoci - Contrasto alle Povertà, grazie al quale è stato possibile avviare e sostenere un confronto con diverse realtà del territorio sul tema del crescente disagio abitativo, per promuovere interventi capaci di generare un impatto sociale. "L'iniziativa che prende avvio oggi merita di essere enfatizzata non solo per l'importante finalità pratica che persegue ma anche perché costituisce un embrione di modello innovativo che si propone di far interagire stabilmente - in modo concreto -il mondo delle imprese, della cooperazione e della filantropia: attraverso il progetto Habitare, lo spirito d'iniziativa, la capacità di profitto, la generosità, la solidarietà, il senso di cooperazione proprie di questo territorio si annodano e si saldano in una piattaforma filantropica che punta ad offrire occasioni per agevolare il contesto di coloro che, con laboriosità ed impegno quotidiano, contribuiscono alla crescita del benessere dell'intera comunità” ha sostenuto, riconoscendo la maternità dell'iniziativa a Maria Grazia Nasazzi.
In continuità con questi interventi, Emanuele Manzoni, Presidente del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci del Lecchese, ha evidenziato l'urgenza del tema abitativo, mettendo in luce come un numero crescente d persone, pur avendo un'occupazione, faccia sempre più fatica ad accedere al mercato della locazione, con il rischio di generare situazioni di grave precarietà. "Oggi purtroppo molti lavoratori rischiano di non trovare casa a causa dell'aumento del costo degli affitti e della scarsa disponibilità di appartamenti. Questo è un problema che riguarda la comunità nel suo insieme, perché un territorio che si priva di energie e intelligenze smette d funzionare. Pensiamo a insegnanti, operai, autisti, personale infermieristico - solo per fare qualche esempio - e al ruolo fondamentale che svolgono. Habitare nasce dalla consapevolezza che attraverso un'alleanza forte d tanti soggetti si possono provare a dare risposte a chi vuole vivere nel lecchese e prendersene cura. I comuni stanno facendo molto sul tema casa, con investimenti e progetti specifici, in particolare per le fasce più vulnerabili. Questo progetto aggiunge un tassello importante, non solo dando risposte concrete a chi cerca ma anche costituendo di fatto un luogo operativo e di confronto che permetterà di valorizzare la capacità lecchese di fare sistema e di provare a dare risposte comuni a temi fondamentali".
Arianna Fontana, membro del Consiglio di Amministrazione di Consorzio Consolida, ha portato la visione degli enti direttamente coinvolti nel progetto: "Il Consorzio Consolida, insieme alle cooperative Aeris e L'Arcobaleno e tra i soggetti attuatori di Habitare. L'esperienza delle cooperative nel settore dell'accoglienza è ventennale: negli anni hanno sviluppato interventi per sostenere la fragilità abitativa, attivando servizi di accoglienza unitamente a supporti educativi, sociali e relazionali. La lettura degli esiti di questi percorsi ci ha convinti della necessità di sostenere l'autonomia abitativa di tutte le persone che lavorano sul territorio lecchese, prevenendo scivolamento verso situazioni di vulnerabilità. È con questo obiettivo che la cooperazione avvia oggi, insieme alle organizzazioni firmatarie del Fondo, la sperimentazione del progetto Habitare, con l'auspicio di raggiungere e coinvolgere i proprietari di alloggi attualmente non utilizzati".
Per i proprietari di immobili nella provincia di Lecco interessati a partecipare al progetto, è possibile richiedere informazioni visitando il sito www.progettohabitare.it, scrivendo a info@progettohabitare.it o contattando i numero 335 6667561.




















