Lecco: dal primo bacio al ricordo del papà, le storie nascoste dietro le poltroncine del Palladium
Richieste dal nord Europa e dall'Africa. Ma anche da chi, entrando al Palladium per ritirare una vecchia poltroncina, si è ritrovato a raccontare il primo bacio, un amore giovanile o il ricordo di un padre che non c'è più.
Lo smantellamento delle storiche sedute del cinema cittadino, necessario per consentire il rifacimento della sala, si è trasformato nelle ultime settimane in qualcosa di molto diverso da una semplice operazione di sgombero. Perché quelle poltroncine rosse, destinate a lasciare spazio a modelli più moderni, hanno finito per riportare alla luce storie, emozioni e ricordi che attraversano oltre sessant'anni di vita del Cineteatro Palladium.
«L'idea era nata quasi come una forma di autofinanziamento» racconta Claudio Santoro, responsabile della comunicazione. «Ci dispiaceva pensare che quelle sedie potessero finire al macero». Così è stata proposta la possibilità di portarle a casa in cambio di un'offerta libera.
La risposta ha sorpreso tutti.
Le richieste sono arrivate persino dall'estero. Da Oslo e dal Kenya, per esempio. In entrambi i casi, a presentarsi per il ritiro sono stati i genitori di persone che oggi vivono e lavorano lontano, ma che hanno voluto conservare un pezzo del "loro" cinema.
C'è poi una storia che più di altre racconta quanto quelle poltroncine siano riuscite a diventare qualcosa di più di un semplice oggetto. Una signora ne ha richieste due perché il padre aveva lavorato al Vellutificio Redaelli, l'azienda - oggi chiusa - che aveva realizzato il rivestimento in velluto delle sedute. Portarle a casa, significava tenere vicino anche un ricordo del papà.

E poi ci sono i racconti emersi durante i ritiri. Qualcuno, osservando le file ormai mezze smontate, ha ricordato i momenti di intimità vissuti proprio in quella sala durante la gioventù. Qualcun altro è andato ancora più indietro nel tempo, tornando con la memoria ai vecchi sedili in legno che precedevano le poltroncine attuali.
Nel frattempo le sedute hanno iniziato una seconda vita. Molte sono finite in salotti, studi e anticamere. Con una curiosità che, a sentire Santoro, si è ripetuta più volte: «Di solito il marito era entusiasto dell'idea. La moglie un po' meno» ci ha raccontato sorridendo.
Anche perché, essendo sedie da cinema montate in fila e prive di basamento autonomo, necessitano di una base per evitare di ribaltarsi. "Al Palladium era presente un prototipo di basetta suggerito dai nostri volontari, poi preso a modello da diversi acquirenti" ha continuato Santoro.
Tra poltrone ritirate e altre smantellate, ne sono state contate circa 200. Oltre alle 150 ritirate da una ditta di Milano.
Tra poltrone ritirate e altre smantellate, ne sono state contate circa 200. Oltre alle 150 ritirate da una ditta di Milano.
Qualcuna, però, resterà dov'è sempre stata. Sei o sette sedute, infatti, verranno conservate nell'angolo vicino al bar, come testimonianza della storia del cinema e di come appariva prima dell'intervento.

Tra le sorprese più gradite, anche quella di una Signora che si è presentata senza alcuna intenzione di portarsi a casa una poltroncina. Ha semplicemente deciso di sostenere il progetto con una somma generosa. Un gesto di cuore, che va oltre il valore del singolo oggetto.
Ruolo fondamentale nelle operazioni di smontaggio, è stato quello di tutti i volontari. Un ringraziamento speciale viene rivolto a Silvano e Franco, che hanno dedicato tempo ed energie a un lavoro tutt'altro che leggero.
Alle spalle c'è un percorso iniziato lo scorso anno, con la partecipazione a un bando regionale dedicato alle sale cinematografiche. Poco prima di Natale è arrivata la comunicazione dell'ammissione al finanziamento. Un intervento da oltre 200.000 euro, sostenuto da Regione Lombardia con un contributo a fondo perduto pari al 70% della spesa.
Ora può iniziare la seconda fase. Via il vecchio pavimento, poi spazio alle nuove poltroncine, realizzate da Cinearredo di Telgate, azienda che negli anni ha curato interventi anche al Teatro Sociale di Lecco, al Regio di Parma e al Donizetti di Bergamo.
Alle spalle c'è un percorso iniziato lo scorso anno, con la partecipazione a un bando regionale dedicato alle sale cinematografiche. Poco prima di Natale è arrivata la comunicazione dell'ammissione al finanziamento. Un intervento da oltre 200.000 euro, sostenuto da Regione Lombardia con un contributo a fondo perduto pari al 70% della spesa.
L'obiettivo, ora, è arrivare pronti alla fine di agosto, quando il Palladium si presenterà al pubblico con un volto nuovo. Con qualche vecchia poltroncina in meno, ma molte storie da raccontare in più.
C.C.




















