Olginate: 'Era un uomo che sapeva dare alla vita più che prendere', in tantissimi all'addio a Italo Cornara
La comunità di Olginate ha salutato questo pomeriggio Italo Cornara, 75 anni, figura storica del volontariato locale e presidente, oltre che socio fondatore, della Cooperativa Aurora, nonché attivo in diverse realtà del territorio.

Il funerale si è svolto in una chiesa gremita: non solo i posti all’interno, ma anche il sagrato ha raccolto tante persone rimaste in piedi per seguire la celebrazione, segno tangibile dell’affetto e della riconoscenza verso un uomo considerato da molti un pilastro della vita comunitaria olginatese.


A celebrare la messa è stato l'ex parroco di Olginate don Eugenio Folcio, che nell’omelia ha ricordato “la capacità di Cornara di discernere e collocare le cose nel modo giusto” sottolineandone la fede solida e lo stile discreto. “Era un uomo che sapeva dare alla vita più che prendere. Non invoco Dio per chiedergli perché ce lo ha tolto, ma lo ringrazio per averci donato quest’uomo”. Parole che hanno accompagnato un commiato partecipato e intenso, in cui è emersa anche la forza con cui Cornara avrebbe affrontato la malattia, “senza mai far pesare la sua condizione, fino all’ultimo”.


Tra i ricordi più personali, anche quello di Padre Pierfrancesco Corti, che ha descritto Cornara come “un signore in tutto, capace di unire e mettere d’accordo”, con un’umiltà concreta e uno stile che sapeva farsi esempio. “Se ci fossero più persone come te, il mondo e ancor prima la nostra Olginate sarebbe migliore”, ha detto rivolgendosi idealmente a lui, richiamando il legame profondo con la famiglia e con il paese.


Un tributo sentito è arrivato anche dai membri della Cooperativa Aurora, che hanno ripercorso la sua guida fatta di energia e presenza quotidiana. “Il tuo è stato un impegno in prima persona, con le persone sempre al centro e con l’idea di costruire un gruppo coeso, unito dal servizio più che da un ritorno personale”. Nel ricordo, anche i momenti di comunità, come il pranzo di Natale, vissuti come “occasione per far sentire ciascuno importante”.


Cornara era stato punto di riferimento anche oltre i confini del paese, grazie al suo impegno nelle ACLI provinciali, dove aveva ricoperto il ruolo di segretario. Insieme alla Cooperativa Aurora era legata anche la gestione del Bar accanto al cinema Jolly, conosciuto da generazioni come “la casa del giovane”, luogo di incontro nel cuore del paese, vicino all’oratorio.
Al termine della celebrazione, il feretro è stato accompagnato alla cremazione. In chiesa, l’ultimo abbraccio della comunità è andato alla moglie Patrizia Martinoli, già assessore comunale e a lungo impegnata nel sociale, e ai figli Clemente e Luca con le rispettive famiglie, nel segno di una gratitudine condivisa per una vita spesa nel prendersi cura degli altri.

Italo Cornara
Il funerale si è svolto in una chiesa gremita: non solo i posti all’interno, ma anche il sagrato ha raccolto tante persone rimaste in piedi per seguire la celebrazione, segno tangibile dell’affetto e della riconoscenza verso un uomo considerato da molti un pilastro della vita comunitaria olginatese.
A celebrare la messa è stato l'ex parroco di Olginate don Eugenio Folcio, che nell’omelia ha ricordato “la capacità di Cornara di discernere e collocare le cose nel modo giusto” sottolineandone la fede solida e lo stile discreto. “Era un uomo che sapeva dare alla vita più che prendere. Non invoco Dio per chiedergli perché ce lo ha tolto, ma lo ringrazio per averci donato quest’uomo”. Parole che hanno accompagnato un commiato partecipato e intenso, in cui è emersa anche la forza con cui Cornara avrebbe affrontato la malattia, “senza mai far pesare la sua condizione, fino all’ultimo”.
Tra i ricordi più personali, anche quello di Padre Pierfrancesco Corti, che ha descritto Cornara come “un signore in tutto, capace di unire e mettere d’accordo”, con un’umiltà concreta e uno stile che sapeva farsi esempio. “Se ci fossero più persone come te, il mondo e ancor prima la nostra Olginate sarebbe migliore”, ha detto rivolgendosi idealmente a lui, richiamando il legame profondo con la famiglia e con il paese.
Un tributo sentito è arrivato anche dai membri della Cooperativa Aurora, che hanno ripercorso la sua guida fatta di energia e presenza quotidiana. “Il tuo è stato un impegno in prima persona, con le persone sempre al centro e con l’idea di costruire un gruppo coeso, unito dal servizio più che da un ritorno personale”. Nel ricordo, anche i momenti di comunità, come il pranzo di Natale, vissuti come “occasione per far sentire ciascuno importante”.
Cornara era stato punto di riferimento anche oltre i confini del paese, grazie al suo impegno nelle ACLI provinciali, dove aveva ricoperto il ruolo di segretario. Insieme alla Cooperativa Aurora era legata anche la gestione del Bar accanto al cinema Jolly, conosciuto da generazioni come “la casa del giovane”, luogo di incontro nel cuore del paese, vicino all’oratorio.
Al termine della celebrazione, il feretro è stato accompagnato alla cremazione. In chiesa, l’ultimo abbraccio della comunità è andato alla moglie Patrizia Martinoli, già assessore comunale e a lungo impegnata nel sociale, e ai figli Clemente e Luca con le rispettive famiglie, nel segno di una gratitudine condivisa per una vita spesa nel prendersi cura degli altri.
M.E.




















