Lecco: una Cardiologia... da Manuale

Nel 2020, mentre il Covid faceva capolino per sconvolgere poi la quotidianità di ciascuno di  noi, usciva la prima versione del “Manuale di Terapia Intensiva Cardiovascolare” curato da Stefano Savonitto e Andrea Farina. A distanza di sei anni, con il concorso ancora di tutta la Struttura che, nel frattempo, il primo camice bianco, giunto al traguardo della pensione, ha lasciato “in eredità” al secondo, è stata data alle stampe l'edizione aggiornata della pubblicazione. Un testo che, dalla nascita, “colma un buco”, per utilizzare l'espressione scelta dall'attuale primario della Cardiologia dell'Ospedale Manzoni, orgoglioso di un volume “scritto al 95% da noi di Lecco”, coinvolgendo anche colleghi di altre specialità e, per quanto riguarda il capitolo relativo al fine vita e alla palliazione il professor Gianlorenzo Scaccabarozzi, anch'egli parte, nel suo settore, della storia dell'ASST. 
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Un Manuale, dunque, “made in Lecco”, completamente aggiornato, arricchito con nuovi capitoli e le più recenti evidenze scientifiche, destinato a rispondere alla crescente esigenza di approfondimento nel campo della Terapia Intensiva Cardiovascolare e a “girare”, dunque, tra professionisti e specializzandi. Un Manuale, poi, che attesta, così come il Master di UniMi di cui la Cardiologia dell'ASST è promotrice, quell'attenzione non solo al tema ma anche alla formazione che permea la Struttura, in un rapporto di collaborazione molto forte, mai interrotto dai tempi di Savonitto, con le Scuole di specializzazione, con richieste da tutta Italia per giungere dunque all'ombra del Resegone. 
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Non stupisce, quindi, trovare in reparto, a rotazione, giovani medici arrivati da Bologna come da Messina o Bari. Molti dei quali, a studi conclusi, quando si aprono finestre con i concorsi, scelgono di restare. “Abbiamo una collega di Genova, uno di Napoli, come uno di Milano che potendo ambire a grandi ospedali della Città, ha scelto noi” sottolinea Farina, a capo di una squadra di 25 unità con un'età media piuttosto bassa e provenienze variegate, elementi da leggere come un valore. Come del resto anche gli inviti a tenere lezioni negli altri tre atenei, che oltre all'Università degli Studi di Milano, propongono Master in Terapia Intensiva Cardiovascolare. “Siamo molto, molto, in rete” la sottolineature del primario, rimarcando anche, in questo senso, la collaborazione con  ANMCO, l'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri. 
18, poi, giusto per dare un'idea,  i protocolli di studi clinici di ricerca in cui al momento la Cardiologia lecchese è inserita, con altri 10 in fase di valutazione, curando anche l'aspetto “culturale” della professione. 
E restando nel campo di numeri, giusto per inquadrare, in pillole, i volumi della Struttura, nel corso del 2025, i ricoveri sono stati 1.035 in urgenza e 980 in elezione, attraendo anche utenza dalle vicine province di Sondrio e Como, con una degenza media al di sotto dei 6 giorni; 27.400 le prestazioni ambulatoriali, anche presso le Case di Comunità, sempre più strettamente collegate direttamente al Reparto, in attesa di far da apripista, con il Policlinico di Milano, nella telemedicina applicata all'aggiornamento dei piani terapeutici dei pazienti utilizzando una nuova piattaforma regionale, per arrivare poi a veri e propri teleconsulti con i medici di base, evitando inutili spostamenti e migliorando l'appropriatezza del match tra domanda e risposta, nell'interesse del paziente. 
600, riprendendo con i dati, le procedure di Emodinamica eseguite lo scorso anno; 720 quelle di Elettrofisiologia, con il bilancio 2026 che vedrà inclusi anche gli impianti, dopo il primo qualche settimana fa, di Omnia Secure™, il catetere da defibrillazione più piccolo al mondo. Una tecnologia, questa, che vede in Manzoni tra i primi Ospedali ad averla introdotta. A riprova di come “abbiamo a disposizione le tecnologie più avanzate” come sottolinea il dottor Farina, precisando come, di caso in caso, si valuti dunque l'opzione migliore per il singolo paziente. 
Nella consapevolezza che a Lecco non manca niente (se non forse qualche letto aggiuntivo...).
A.M.
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