Calolzio: per l'incidente costato la vita a Tavola, chiesti un anno e 8 mesi per la conducente della vettura
L'ultima udienza è calendarizzata ora per il 17 settembre, quando il processo è stato aggiornato per eventuali repliche e la sentenza. Le parti hanno già concluso, nella tarda mattinata odierna, con la Procura, rappresentata dal viceprocuratore onorario Mattia Mascaro arrivata, all'esito dell'istruttoria, a chiedere la condanna dell'imputata a un anno e otto mesi, con la concessione dei doppi benefici di legge e dunque la sospensione condizionale della pena e la non menzione al casellario giudizio.
La difesa, ha cercato invece di far valere le proprie ragioni, quelle che hanno portato l'avvocato Giuseppe Ciullo a non optare, per la propria assistita, per il giudizio abbreviato scegliendo invece di andare a dibattimento, portando in Aula i consulenti le cui risultanze sono state richiamate dal legale anche quest'oggi nella sua arringa.
Se la velocità della moto fosse stata meno sostenuta, l'incidente avrebbe avuto conseguenze meno drammatiche, in estrema sintesi, il punto di vista basato sulle analisi dei professionisti incaricati di ricostruire a posteriori il sinistro costato poi, dopo dieci mesi di agonia, la vita al calolziese Valter Tavola, stroncato - dopo un primo periodo in ospedale e la successiva degenza in due diverse strutture residenziali - da complicanze. Era il 27 febbraio 2024. Lo schianto, invece, è del 14 aprile 2023. Il 63enne stava percorrendo corso Dante in direzione Vercurago quando, all'altezza dell'intersezione con via Fratelli Cervi, la sua due ruote è venuta in contatto con la BMW condotta da una donna, classe 1985, originaria del Marocco, impegnata a portare a termine, dalla piccola stradina, l'immissione sull'arteria principale, svoltando a sinistra. Un impatto dalle conseguenze devastanti per Tavola, come emerso anche nel corso del procedimento a carico della magrebina chiamata a rispondere del reato di omicidio stradale con l'escussione di chi lo ha avuto in cura. Di udienza in udienza si è arrivati questa mattina alla chiusura del dibattimento, con il processo celebrato in assenza di parti civili essendo già intervenuta l'assicurazione a risarcire i famigliari del calolziese. Dopo la pausa estiva la sentenza.
La difesa, ha cercato invece di far valere le proprie ragioni, quelle che hanno portato l'avvocato Giuseppe Ciullo a non optare, per la propria assistita, per il giudizio abbreviato scegliendo invece di andare a dibattimento, portando in Aula i consulenti le cui risultanze sono state richiamate dal legale anche quest'oggi nella sua arringa.





















