Olginate: 40 anni fa, la fine dell'avventura di Casa Alber
Sono passati esattamente 40 anni. Il 30 giugno 1986 - dopo cinque lustri di attività educativa, dopo aver formato 121 minori e aver dato un grande segno di speranza alla società, trascorrendo una vita intera al servizio dei più piccoli e più deboli - Silvio Barbieri e Albertina Negri decisero di concludere l'esperienza di Casa Alber, la comunità familiare avviata a Olginate con la missione di offrire una "seconda occasione" a bambini e ragazzi con situazioni molto delicate alle spalle.

A ricordare questo importante anniversario è ancora Maurizio Volpi, l'autore del libro pubblicato nei mesi scorsi proprio per eternare, attraverso aneddoti e testimonianze, un'avventura che è stata definita "profetica", in quanto anticipatrice dei tempi e in grado di ispirare l'avvio di tante esperienze analoghe (e più strutturate). Una decisione molto dura e sofferta, quella della chiusura, ma inevitabile, anche in ragione dell'età di Silvio e Albertina, che nel 1986 avevano rispettivamente 61 e 63 anni. Significativo, secondo Volpi, è andare oggi a rileggere quello che i due coniugi olginatesi scrissero il 15 giugno ai loro amici.
Molte le lettere ricevute dalla coppia in seguito all'annuncio della chiusura di Casa Alber. L'autore del libro ha voluto condividerne una in particolare, datata 1 luglio 1986: quella del Cardinale Carlo Maria Martini, Arcivescovo di Milano, al quale i Barbieri erano uniti da un legame di amicizia e profonda stima. Eccola di seguito.

40 anni dopo, come detto, il lascito di Casa Alber è più vivo che mai. E ciò anche grazie al volume firmato da Maurizio Volpi, già presentato più volte sul territorio nei mesi scorsi in un programma di incontri che sarà ulteriormente arricchito dopo l'estate. Nel frattempo il primo ricavato delle vendite - 1.500 euro - è stato consegnato, come promesso, al Centro Amico della Caritas di Olginate, un gesto di solidarietà perfettamente inserito nel solco del disinteressato e amorevole impegno per gli altri di Silvio e Albertina, "santi della porta accanto".

A ricordare questo importante anniversario è ancora Maurizio Volpi, l'autore del libro pubblicato nei mesi scorsi proprio per eternare, attraverso aneddoti e testimonianze, un'avventura che è stata definita "profetica", in quanto anticipatrice dei tempi e in grado di ispirare l'avvio di tante esperienze analoghe (e più strutturate). Una decisione molto dura e sofferta, quella della chiusura, ma inevitabile, anche in ragione dell'età di Silvio e Albertina, che nel 1986 avevano rispettivamente 61 e 63 anni. Significativo, secondo Volpi, è andare oggi a rileggere quello che i due coniugi olginatesi scrissero il 15 giugno ai loro amici.


40 anni dopo, come detto, il lascito di Casa Alber è più vivo che mai. E ciò anche grazie al volume firmato da Maurizio Volpi, già presentato più volte sul territorio nei mesi scorsi in un programma di incontri che sarà ulteriormente arricchito dopo l'estate. Nel frattempo il primo ricavato delle vendite - 1.500 euro - è stato consegnato, come promesso, al Centro Amico della Caritas di Olginate, un gesto di solidarietà perfettamente inserito nel solco del disinteressato e amorevole impegno per gli altri di Silvio e Albertina, "santi della porta accanto".
B.P.




















