Lecco: Gattinoni è incapace di riconoscere il principio cardine della democrazia, l’alternanza
Ieri sera ho assistito al primo consiglio comunale con Filippo Boscagli sindaco di Lecco e sono rimasto sorpreso dal contenuto dell'intervento del sindaco uscente.
Colpisce il fatto che dopo la chiara sconfitta elettorale, non abbia ancora metabolizzato le ragioni che hanno portato una parte significativa della città a scegliere per il cambiamento.
Non c'è stata un'assunzione di responsabilità politica, ma piuttosto una lunga autocelebrazione dell'azione amministrativa, quasi a voler dimostrare che il risultato elettorale è stato un errore collettivo.
Si è assistito ad un'apologia della propria amministrazione, ripercorrendo una strada che gli elettori hanno chiaramente deciso di interrompere.
Si è parlato di visione, ma se davvero quella visione fosse stata percepita come l'unica possibile, probabilmente avrebbe ottenuto la fiducia necessaria per proseguire.
Così però non è stato.
Ma vi è di più. Le parole pronunciate dal sindaco uscente palesano l'incapacità di riconoscere un principio fondamentale della democrazia: l'alternanza.
Essa non rappresenta una minaccia alle istituzioni, né una cancellazione della storia di una città.
Al contrario, è lo strumento attraverso cui gli elettori esercitano consapevolmente la propria sovranità.
I cittadini di Lecco hanno scelto il cambiamento e lo hanno fatto sapendo che cambiare amministrazione non significa rinnegare quanto è stato realizzato, né mettere in discussione i valori democratici o la memoria civile della città come è sembrato trasparire dalle parole pronunciate.
Significa semplicemente affidare a un'altra maggioranza il compito di interpretare il futuro secondo una diversa visione politica.
Da ultimo ancor più fuori luogo mi è sembrato il tentativo di trasformare il confronto democratico in uno scontro morale, arrivando ad evocare il rischio di derive autoritarie o addirittura richiami al fascismo sulla base dell'esito del voto.
Una simile impostazione oltre a non rendere onore a chi ha partecipato alla competizione dando un contributo (piccolo o grande non importa...) alla vittoria di Filippo Boscagli - Sindaco di Lecco finisce per delegittimare la scelta degli elettori affermando, anche convintamente, che il problema non risiede nel metodo (il non ascolto...) che ha caratterizzato i quasi sei anni di mandato della giunta di centro sinistra, ma esclusivamente in una scelta "incomprensibile" compiuta dai cittadini.
Il punto è proprio la comprensione.
Per comprendere la realtà occorre attenzione, ascolto e analisi.
Tutto il resto sono solo chiacchiere
Colpisce il fatto che dopo la chiara sconfitta elettorale, non abbia ancora metabolizzato le ragioni che hanno portato una parte significativa della città a scegliere per il cambiamento.
Non c'è stata un'assunzione di responsabilità politica, ma piuttosto una lunga autocelebrazione dell'azione amministrativa, quasi a voler dimostrare che il risultato elettorale è stato un errore collettivo.
Si è assistito ad un'apologia della propria amministrazione, ripercorrendo una strada che gli elettori hanno chiaramente deciso di interrompere.
Si è parlato di visione, ma se davvero quella visione fosse stata percepita come l'unica possibile, probabilmente avrebbe ottenuto la fiducia necessaria per proseguire.
Così però non è stato.
Ma vi è di più. Le parole pronunciate dal sindaco uscente palesano l'incapacità di riconoscere un principio fondamentale della democrazia: l'alternanza.
Essa non rappresenta una minaccia alle istituzioni, né una cancellazione della storia di una città.
Al contrario, è lo strumento attraverso cui gli elettori esercitano consapevolmente la propria sovranità.
I cittadini di Lecco hanno scelto il cambiamento e lo hanno fatto sapendo che cambiare amministrazione non significa rinnegare quanto è stato realizzato, né mettere in discussione i valori democratici o la memoria civile della città come è sembrato trasparire dalle parole pronunciate.
Significa semplicemente affidare a un'altra maggioranza il compito di interpretare il futuro secondo una diversa visione politica.
Da ultimo ancor più fuori luogo mi è sembrato il tentativo di trasformare il confronto democratico in uno scontro morale, arrivando ad evocare il rischio di derive autoritarie o addirittura richiami al fascismo sulla base dell'esito del voto.
Una simile impostazione oltre a non rendere onore a chi ha partecipato alla competizione dando un contributo (piccolo o grande non importa...) alla vittoria di Filippo Boscagli - Sindaco di Lecco finisce per delegittimare la scelta degli elettori affermando, anche convintamente, che il problema non risiede nel metodo (il non ascolto...) che ha caratterizzato i quasi sei anni di mandato della giunta di centro sinistra, ma esclusivamente in una scelta "incomprensibile" compiuta dai cittadini.
Il punto è proprio la comprensione.
Per comprendere la realtà occorre attenzione, ascolto e analisi.
Tutto il resto sono solo chiacchiere
Massimiliano Vivenzio




















