Civate: la prof. Anna Canfalone 'alla stazione della pensione'. Il grazie della comunità

Nel corso dei suoi anni di servizio presso l'Istituto Comprensivo di Civate, la professoressa Anna Canfalone ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per migliaia di studenti, per le loro famiglie e per l'intera comunità locale. E così in occasione del suo pensionamento, alunni, ex-alunni, colleghi, amici, parenti e i rappresentanti del Comune hanno deciso di offrirle non solo un dono speciale, ma anche tutta la loro riconoscenza per la passione e la dedizione che la docente ha sempre dedicato ai ragazzi e al suo lavoro. 
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Il sindaco Angelo Isella e l'assessora Ilaria Rocco hanno condotto l’incontro organizzato nella serata di ieri e hanno raccontato i ventotto anni di servizio della professoressa presso l'Istituto Comprensivo di Civate. 
Anna Canfalone invece ha voluto illustrare tutti i suoi quarantadue anni di lavoro, che per lei sono stati di uguale importanza, a partire dall'insegnamento nelle scuole superiori, come in un liceo, in un iistituto tecnico commerciale e in uno psicopedagogico, per poi passare la maggior parte dei suoi anni nelle scuole medie. Un'altra esperienza per lei importantissima sono stati i due anni in cui ha insegnato al Serale, perché ha percepito la voglia e la necessità che quegli studenti avevano di prendere il diploma, oltre all'anno speso alla Nostra Famiglia di Bosisio: "Quest'ultima è stata un'occasione per me fondamentale a livello professionale perché mi ha convinto di una cosa che già sapevo, ossia che il docente deve fare il mestiere di sarto, adattando il proprio modo di insegnare allo studente che si trova di fronte. Ognuno merita il proprio modo di fare didattica, cosa che purtroppo non sempre la scuola italiana permette". 
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Anche il sindaco si è espresso nei confronti di questo tema così importante: "È una frase che dico spesso perché la sento molto vera: l'apprendimento scatta quando c'è l'emozione. Tutti noi infatti impariamo qualcosa quando viviamo un'esperienza che ci emoziona e che ci commuove, anche se non sempre in senso positivo". 
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La professoressa ha poi voluto leggere una lettera scritta appositamente per questo momento importante: "Quest'anno ho letto un libro, La magia dell'incontro, in cui l'autore racconta un viaggio che, in realtà, appartiene un po' a ciascuno di noi. Nel libro viene proposta una metafora che sento particolarmente vicina: la vita come un viaggio in treno. Un'immagine che ben rappresenta anche il mondo della scuola. Ognuno di noi sale a bordo con una missione educativa, animato da entusiasmo e senso di responsabilità, senza sapere esattamente quante stazioni attraverserà. Lungo il percorso incontriamo molti compagni di viaggio: colleghi, studenti, famiglie. Alcuni restano accanto a noi per anni, altri solo per un breve tratto, ma nessuno passa davvero inosservato. In questo viaggio professionale, le classi sono state stazioni sempre diverse, popolate da volti, storie, sogni e fragilità. Gli studenti salgono sul nostro treno per un tempo limitato, ma lasciano segni profondi, così come noi lasciamo tracce del nostro passaggio nelle loro vite. Insegnare non significa soltanto trasmettere conoscenze, ma costruire relazioni, ascoltare, accompagnare, essere presenti ed emozionare. E proprio grazie a questi incontri quotidiani che il nostro cammino nella scuola acquista significato e valore. Ogni persona incontrata in questi anni è stata per me un dono prezioso, che mi ha aiutata a crescere professionalmente e umanamente. Penso ai dirigenti scolastici, ai colleghi, al personale di segreteria, ai collaboratori scolastici, ai genitori e, infine, alle persone per me più importanti: i miei alunni. A loro ho sempre dedicato il mio pensiero e il mio impegno, con il desiderio che ciascuno si sentisse accolto, valorizzato e messo nelle condizioni di esprimere al meglio le proprie potenzialità. Spero di essere stata per loro un buon esempio e di essere riuscita a trasmettere non solo la passione per la mia disciplina, ma soprattutto il valore del rispetto, della responsabilità e della cittadinanza attiva. Quando sono arrivata a Civate, nel lontano 1998, la scuola era certamente molto diversa da quella di oggi. Nonostante i numerosi cambiamenti che si sono susseguiti nel tempo, ciò che mi colpi fin da subito fu il clima accogliente e inclusivo che mi fece sentire immediatamente parte di qualcosa di importante. Quando parlo di scuola, non mi riferisco soltanto agli studenti, alle famiglie e al personale scolastico, ma anche al ruolo fondamentale svolto dal Comune, che ha sempre creduto nel valore di una vera comunità educante. La nostra amministrazione locale non si è limitata soltanto alla gestione degli edifici scolastici, ma ha saputo collaborare attivamente con i plessi nella progettazione dell'offerta formativa, contribuendo alla crescita degli studenti come cittadini consapevoli e responsabili. Il Comune di Civate ha sempre sostenuto con generosità progetti e iniziative capaci di arricchire il percorso educativo degli alunni, anche nei momenti più difficili. Ricordo, ad esempio, il periodo della didattica a distanza, quando fu necessario ampliare la connessione internet per garantire e permettere a tutti di continuare a imparare e a sentirsi parte della comunità scolastica. Desidero quindi ringraziare il Sindaco, gli Assessori e, in particolare, Scola Simone, che ogni anno segue con attenzione e partecipazione il progetto "Verde Pulito", autentico fiore all'occhiello della scuola secondaria di Civate. Ed eccomi ora al termine di questo viaggio, arrivata alla stazione della pensione. Quando mi chiedono se sono felice, faccio fatica a rispondere semplicemente di sì, perché so di lasciare una squadra straordinaria, della quale ho avuto l'onore e il privilegio di far parte. Porto con me ricordi, insegnamenti e affetti che resteranno per sempre nel mio bagaglio personale. Se oggi guardo indietro al percorso compiuto, lo faccio con profonda gratitudine. Perché ogni incontro, ogni sfida, ogni sorriso e ogni difficoltà hanno contribuito a rendere questo viaggio unico. Grazie a tutti per averne fatto parte."
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Il sindaco Isella ha ripreso il valore educativo della scuola espresso dalla professoressa e ne ha voluto sottolineare l'importanza: "La scuola non deve solo tramettete conoscenza, perché ha uno scopo principalmente educativo. Questo significa far crescere e formare gli alunni, gli uomini e le donne del futuro. Purtroppo, invece, la scuola italiana mette in competizione i ragazzi sin dall'asilo sulle loro competenze e performance ma non sono sicuro che li prepari alle sfide della vita. Vorrei poi sottolineare un altro tema importante: sono gli insegnanti che si devono adeguare ai ragazzi e non viceversa". 
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Tutti sono rimasti ammaliati dalla passione e dall'entusiasmo che la professoressa ha sempre messo nella sua professione, e che continuerà a mettere: ha raccontato infatti che per due anni continuerà a portare avanti il suo lavoro: "Ci sono dei ragazzi che sto seguendo, e che saranno le prossime seconde e terze medie, che si trovano in alcune situazioni particolari che vorrei seguire personalmente. Non sempre le famiglie infatti sono in grado di sostenere economicamente e psicologicamente i propri figli e non me la sento di lasciare queste situazioni in mano ad altri". 
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Attraverso un dono simbolico, l'amministrazione comunale ha così espresso tutta la sua gratitudine, ricambiata sicuramente da tutti i presenti, dai colleghi agli alunni che hanno avuto il piacere di conoscere questa grande professoressa. 
G.I.
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