Sacchi di nodi al pettine
C'è un vecchio aforisma in un apologo di Sciascia che dice che i nodi vengono al pettine. Ma un pettine bisogna anche averlo. E in questi giorni, a Lecco, di nodi ne stan arrivando parecchi - tutti insieme, tutti a urne ormai chiuse. Come cittadini abbiamo il diritto, anzi il dovere, di chiedere alla nuova Amministrazione appena insediata una cosa semplice:
LA FOTOGRAFIA VERA, aggiornata e pubblica dello stato delle Opere pubbliche cittadine. Perché quello che sta emergendo, opera dopo opera, è un repertorio di sorprese amare, tenute - sembra - irresponsabilmente nel cassetto dall'Amministrazione precedente fino a elezioni concluse.
L'ASILO BONACINA prima e dopo l'incendio. A che punto erano i lavori quando le fiamme han interrotto tutto? C'erano già inadempienze prima del fuoco? Sono domande che meritano risposta, non silenzio. E a proposito di numeri che non tornano: la Giunta uscente parlava di 32 bambini attesi per ottobre nel nuovo asilo; dopo l'incendio le cifre erano di una ventina; oggi, dal nuovo Sindaco, apprendiamo che gli iscritti in realtà eran solo 13, già prima del rogo. Anche su questo, un chiarimento sarebbe doveroso.
IL TEATRO dove solo lunedì abbiam scoperto - tra una zappa sui piedi e una benda sugli occhi - che la consigliera comunale già assessore ai Lavori Pubblici, Sacchi denuncia inadempienze e mancanze che solo due settimane prima, a suo stesso dire, non esistevano. "Tutto a posto, niente in ordine", verrebbe da dire parafrasando. Permessi con permesso, questioni antincendio rimandate a domani, e un contenzioso da oltre 500.000€ aperto dalla Ditta contro il Comune - celato persino in Consiglio comunale pur a precisa domanda - ma le responsabilità politiche, stranamente non trovan però albergo sulla stampa.
LA SCUOLA DE AMICIS con nuovi ritardi tenuti nascosti fino a dopo il voto, perché agli elettori - evidentemente - non doveva arrivare la notizia che la scuola non sarebbe stata pronta per l'inizio dell'anno scolastico. Un lavoro già prorogato, che doveva concludersi il 30 giugno, scivola ora di mesi per "miglioramenti della sicurezza degli ambienti interni". Non il colore delle porte: la sicurezza. Una variante che, a quanto pare, all'origine nessuno aveva previsto. E così a cascata pure il Bertacchi ne subisce i ritardi. Dobbiamo aspettarci un'altra lettera imbustata dentro una zappa sui piedi della consigliera comunale già assessore?
LA PIATTAFORMA per gli sport acquatici alle Caviate, sui cui ritardi la consigliera comunale già assessore non ha mai speso una parola credibile quando era in carica. Il livello del lago ormai è indifendibile a chi darà la colpa ora, al gatto? Ah, No.
L'HUB DEI BUS tra pasticci di date e milioni di euro trattati, fino al ballottaggio, come figurine di un Monopoli per principianti. Sarà un altro nodo, alla gola? Tra pochi giorni è infatti il turno del pronunciamento del Giudice
LA PICCOLA cantiere esaltato perfino nei video elettorali: da 7 mesi almeno è completato, ma - salvo un paio di serate organizzabili tranquillamente altrove - resta un luogo abbandonato, forse anche dai piccioni, a fronte di una spesa di 60.000 € per cacciarli. Manca competenza, informazione, idee, programmazione, serietà E lì davanti, un bosco urbano che rischia già di seccare dentro uno spazio che pare pure sottratto al legittimo vincitore del Bando ma con un contratto ancora da firmare, a oltre un anno di distanza, nonostante i video elettorali del tutto andava bene
IL BIONE dove si accantonavano fondi e si forzavano i tempi per l'affidamento ai privati, tra il malcontento (poco seriamente ascoltato) delle società sportive, ma si è mantenuto per mesi il silenzio su oltre cento inadempienze tecniche e normative, diverse anche gravi. Che non si sa quanto risolte. Compresa quella precaria PISTA d'atletica, dove dai banchi della vecchia Giunta si invitava a correre senza usare le corsie laterali, ora che il mandato dell'allora assessore oggi consigliera comunale è finito, si dovrà affrontare finalmente anch'esso con la serietà che merita
IL LUNGOLAGO che è sì lungo, ma pare più corto dei ritardi accumulati nei lavori, senza mai una comunicazione reale in merito. Finirà? Quando?
IL PONTE KENNEDY con la sottrazione della sua terza corsia, vittima lui e noi di un silenzio di anni, con pure uno studio nei cassetti della consigliera comunale già Assessore mai mostrato. Esiste? Tra ritardi taciuti e omissioni elettorali, è tempo di fare chiarezza. Non per accanimento, ma per rispetto dei cittadini. Alla nuova amministrazione si deve quindi chiedere una cosa sola: dateci, presto e chiaro, un quadro vero dello stato dell'arte. Le chiacchiere, quelle, sono già scadute - insieme al mandato di chi le ha lasciate in eredità
LA FOTOGRAFIA VERA, aggiornata e pubblica dello stato delle Opere pubbliche cittadine. Perché quello che sta emergendo, opera dopo opera, è un repertorio di sorprese amare, tenute - sembra - irresponsabilmente nel cassetto dall'Amministrazione precedente fino a elezioni concluse.
L'ASILO BONACINA prima e dopo l'incendio. A che punto erano i lavori quando le fiamme han interrotto tutto? C'erano già inadempienze prima del fuoco? Sono domande che meritano risposta, non silenzio. E a proposito di numeri che non tornano: la Giunta uscente parlava di 32 bambini attesi per ottobre nel nuovo asilo; dopo l'incendio le cifre erano di una ventina; oggi, dal nuovo Sindaco, apprendiamo che gli iscritti in realtà eran solo 13, già prima del rogo. Anche su questo, un chiarimento sarebbe doveroso.
IL TEATRO dove solo lunedì abbiam scoperto - tra una zappa sui piedi e una benda sugli occhi - che la consigliera comunale già assessore ai Lavori Pubblici, Sacchi denuncia inadempienze e mancanze che solo due settimane prima, a suo stesso dire, non esistevano. "Tutto a posto, niente in ordine", verrebbe da dire parafrasando. Permessi con permesso, questioni antincendio rimandate a domani, e un contenzioso da oltre 500.000€ aperto dalla Ditta contro il Comune - celato persino in Consiglio comunale pur a precisa domanda - ma le responsabilità politiche, stranamente non trovan però albergo sulla stampa.
LA SCUOLA DE AMICIS con nuovi ritardi tenuti nascosti fino a dopo il voto, perché agli elettori - evidentemente - non doveva arrivare la notizia che la scuola non sarebbe stata pronta per l'inizio dell'anno scolastico. Un lavoro già prorogato, che doveva concludersi il 30 giugno, scivola ora di mesi per "miglioramenti della sicurezza degli ambienti interni". Non il colore delle porte: la sicurezza. Una variante che, a quanto pare, all'origine nessuno aveva previsto. E così a cascata pure il Bertacchi ne subisce i ritardi. Dobbiamo aspettarci un'altra lettera imbustata dentro una zappa sui piedi della consigliera comunale già assessore?
LA PIATTAFORMA per gli sport acquatici alle Caviate, sui cui ritardi la consigliera comunale già assessore non ha mai speso una parola credibile quando era in carica. Il livello del lago ormai è indifendibile a chi darà la colpa ora, al gatto? Ah, No.
L'HUB DEI BUS tra pasticci di date e milioni di euro trattati, fino al ballottaggio, come figurine di un Monopoli per principianti. Sarà un altro nodo, alla gola? Tra pochi giorni è infatti il turno del pronunciamento del Giudice
LA PICCOLA cantiere esaltato perfino nei video elettorali: da 7 mesi almeno è completato, ma - salvo un paio di serate organizzabili tranquillamente altrove - resta un luogo abbandonato, forse anche dai piccioni, a fronte di una spesa di 60.000 € per cacciarli. Manca competenza, informazione, idee, programmazione, serietà E lì davanti, un bosco urbano che rischia già di seccare dentro uno spazio che pare pure sottratto al legittimo vincitore del Bando ma con un contratto ancora da firmare, a oltre un anno di distanza, nonostante i video elettorali del tutto andava bene
IL BIONE dove si accantonavano fondi e si forzavano i tempi per l'affidamento ai privati, tra il malcontento (poco seriamente ascoltato) delle società sportive, ma si è mantenuto per mesi il silenzio su oltre cento inadempienze tecniche e normative, diverse anche gravi. Che non si sa quanto risolte. Compresa quella precaria PISTA d'atletica, dove dai banchi della vecchia Giunta si invitava a correre senza usare le corsie laterali, ora che il mandato dell'allora assessore oggi consigliera comunale è finito, si dovrà affrontare finalmente anch'esso con la serietà che merita
IL LUNGOLAGO che è sì lungo, ma pare più corto dei ritardi accumulati nei lavori, senza mai una comunicazione reale in merito. Finirà? Quando?
IL PONTE KENNEDY con la sottrazione della sua terza corsia, vittima lui e noi di un silenzio di anni, con pure uno studio nei cassetti della consigliera comunale già Assessore mai mostrato. Esiste? Tra ritardi taciuti e omissioni elettorali, è tempo di fare chiarezza. Non per accanimento, ma per rispetto dei cittadini. Alla nuova amministrazione si deve quindi chiedere una cosa sola: dateci, presto e chiaro, un quadro vero dello stato dell'arte. Le chiacchiere, quelle, sono già scadute - insieme al mandato di chi le ha lasciate in eredità
Paolo Trezzi




















