Intitolazione a padre Turoldo: non sia solo di facciata
Venerdì 3 luglio, l’Amministrazione comunale di centrodestra ha intitolato la piazzetta adiacente al Monastero del Lavello a padre David Maria Turoldo.
Una scelta positiva, che accogliamo con soddisfazione. Padre Turoldo ha dedicato la propria vita alla pace, opponendosi a ogni forma di guerra, e si è schierato dalla parte degli ultimi, degli emarginati e, in particolare, dei migranti.
Sono valori profondamente lontani da quella cultura della “remigrazione” sostenuta da esponenti della maggioranza che governa la città.
Il nostro giudizio politico sulle posizioni della Giunta non cambia per effetto delle parole pronunciate o delle immagini mostrate in occasione di una cerimonia pubblica. Se il Sindaco e gli Assessori riconoscono davvero il valore etico, civile ed educativo della testimonianza di padre David Maria Turoldo, traducano tali principi in scelte amministrative concrete sul terreno dell’accoglienza e dell’integrazione.
Serve coerenza, non doppiezza.
Non si può, da una parte, partecipare o guardare con favore a iniziative che richiamano la “remigrazione” e, dall’altra, intitolare uno spazio pubblico a chi ha testimoniato per tutta la vita i valori dell’accoglienza, della solidarietà e della dignità di ogni persona.
Se la scelta di dedicare la piazzetta del Lavello a padre Turoldo non vuole ridursi a un gesto di facciata, la Giunta dia un primo segnale concreto di integrazione. Proponga l’inserimento nello Statuto comunale, come già avvenuto in numerosi Comuni italiani, di una disposizione sul cosiddetto “ius soli comunale”, finalizzata al riconoscimento della cittadinanza onoraria ai minori stranieri nati in Italia o che, se nati all’estero, abbiano completato nel nostro Paese almeno un ciclo scolastico.
Una scelta positiva, che accogliamo con soddisfazione. Padre Turoldo ha dedicato la propria vita alla pace, opponendosi a ogni forma di guerra, e si è schierato dalla parte degli ultimi, degli emarginati e, in particolare, dei migranti.
Sono valori profondamente lontani da quella cultura della “remigrazione” sostenuta da esponenti della maggioranza che governa la città.
Il nostro giudizio politico sulle posizioni della Giunta non cambia per effetto delle parole pronunciate o delle immagini mostrate in occasione di una cerimonia pubblica. Se il Sindaco e gli Assessori riconoscono davvero il valore etico, civile ed educativo della testimonianza di padre David Maria Turoldo, traducano tali principi in scelte amministrative concrete sul terreno dell’accoglienza e dell’integrazione.
Serve coerenza, non doppiezza.
Non si può, da una parte, partecipare o guardare con favore a iniziative che richiamano la “remigrazione” e, dall’altra, intitolare uno spazio pubblico a chi ha testimoniato per tutta la vita i valori dell’accoglienza, della solidarietà e della dignità di ogni persona.
Se la scelta di dedicare la piazzetta del Lavello a padre Turoldo non vuole ridursi a un gesto di facciata, la Giunta dia un primo segnale concreto di integrazione. Proponga l’inserimento nello Statuto comunale, come già avvenuto in numerosi Comuni italiani, di una disposizione sul cosiddetto “ius soli comunale”, finalizzata al riconoscimento della cittadinanza onoraria ai minori stranieri nati in Italia o che, se nati all’estero, abbiano completato nel nostro Paese almeno un ciclo scolastico.
Cambia Calolzio




















